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Jeremy ha perso i genitori a otto anni in un incidente stradale: da allora va cercando dei sostituti, finché li trova definitivamente nelle figure di Bernard e June Tremaine, adottati per così dire attraverso il matrimonio con Jenny. Bernard e June si incontrano nella Londra degli anni Quaranta; a unirli è l'amore reciproco e la fede nell'ideale comunista. Ma per paradosso saranno proprio il loro amore testardo e la cocente disillusione del comunismo ad allontanarli nel corso degli anni. Il romanzo è appunto un tributo a questi due vecchi, rappresentanti della generazione che ha vissuto la propria giovinezza durante il secondo conflitto mondiale, e il tentativo di Jeremy di ricucire nel ricordo il loro amore.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Adriano adribrando@tin.it (23-05-2011) Ho apprezzato la riflessione sul rapporto fra i ragazzi, poi adulti, che si innamorano negli anni 40 e si accompagnano durante la loro vita. Somiglianze e vicinanze, discordanze e allontanamenti. Ciò che mi rende ancora più interessante quest'opera è l'analisi, o il tentativo di analisi, il ragionamento su un passaggio storico, quale la "caduta" ed il "crollo" dei governi che si ispiravano, o avrebbero dovuto ispirarsi, al socialismo reale.
I cani neri sono una efficace metafora del male che si è liberato. Male che si è diffuso ed ha invaso l'Europa, ingannando buona parte di noi e di chi ci prospettava un periodo di pace e prosperità per tutti. Avendo letto il libro diversi anni fa, questa sensazione di "profezia" mi si è accentuata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
kine (21-10-2010) Sembra il compitino che IAN mette in libreria per contratto... Il 3 è dato dalla grande capacità di creare "un'atmosfera" unica.... Anche in questo libro Voto: 3 / 5 |  |  |  |
TONI (20-02-2009) Non definirei questo libro un vero e proprio romanzo, ma un saggio. Un saggio sull'anatomia dei sensi e delle emozioni. Un viaggio nel mistero delle angosce e delle gioie degli esseri umani viste attraverso i racconti di una famiglia che potrebbe essere quella di ciascun lettore.
Scritto magicamente...
Penso che come per il viaggio non sia importante la meta ma le esperienze che si fanno al fine di raggiungerla, così in cani neri non è tanto importante la trama, ma il percorso nelle emozioni di ogni personaggio e della sua piccola storia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
laura (08-01-2009) Noioso, noioso, noioso. Sono arrivata a pagina trenta e non riesco a proseguire.... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Michela (07-03-2007) Ho letto questo libro un paio d'anni fa e mi è rimasta la sensazione di un romanzo meraviglioso da rileggere in un momento di tranquillità. Non concordo quindi con la precedente (e unica) recensione: secondo me è uno dei migliori di McEwan (li ho letti tutti), oso dire che in poche pagine ha saputo quasi raggiungere la perfezione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci mricci_ra@libero.it (01-05-2006) Una parziale delusione. Certo, è scritto bene, ci mancherebbe; ma dall'Autore di "Espiazione" e "Lettera a Berlino" mi aspettavo quantomeno un capolavoro! Invece evidentemente anche i Geni hanno qualche attimo di pausa e magari, obbligati da contratti di ferro, debbono produrre anche "opere alimentari". Aspettiamo il prossimo.... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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