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In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.
Recensioni 1 - 20 di 91 recensioni presenti. Media Voto: 4.41 / 5robertob (05-01-2010) Ho letto il libro, come altri di Saramago, con una grande attesa e tensione emotiva. Devo però dire che alcune frasi lette come contorte e somiglianti a tautologie, l'indifferenza dei personaggi creati dall'autore verso i vari momenti vissuti nel romanzo, priva di ogni filtro etico (esempio l'ironia sullo stupro), la struttura stessa del messaggio preteso come universale, ma troppo estremo ed astratto, mi ha fatto considerare il romanzo un momento di eccessiva fiducia dell'autore in un metodo di scrittura a mio avviso troppo abusato. Potrei fare un parallelo con il cinema di Anghelopulos,ormai perso in un suo accanito discorso personale quasi privo di logica per noi. Voto: 2 / 5 |
mariangela (16-10-2009) Agghiacciante, sconvolgente, attraente, sensuale, crudo, profondo, riflessivo, passionale.
L'assenza di punteggiatura, ti fa scorrere le righe senza un attimo di respiro, col fiato sospeso.
Non hai tempo di fermarti, non puoi sospendere, devi leggere ...Questo ti permette di entrare nelle pagine, diventare attore del racconto, entrare carnalmente all'interno dei personaggi, vivere le loro emozioni, soffrire, gioire, raccogliere le forze anche quando tutta la relatà è contro di te. ma quale realtà..una realtà lattiginosa, offuscata da un biancore irreale o la relatà che è dentro ognuno di noi? Voto: 5 / 5 |
jonathan Schiesaro maryrice@hotmail.it (11-09-2009) Quando ho iniziato a leggere Cecità, mi sono trovato davanti un libro di Saramago, autore magistrale e, a mio parere, divino. Le informazioni sulla usa produzione le ho avute frammentarie e, in gran parte, inesprimibilmente inferiori rispetto all'effetto che hanno prodotto. Avventurandomi tra le righe di questo libro forse, come ha scritto lo stesso José in una parte fondamentale, non sempre gli aggettivi rendono il significato di una cosa meglio della cosa stessa, non immaginavo potesse essere a dir poco superbo. Certo, il linguaggio è spesso e volentieri figurato, allegorico e non di rado le parole fungono da mezzo per l'espressione e i pensieri, i quali a loro tempo si dimostrano intricati così come i lunghi periodi che li rappresentano, a volte più di una pagina, ma il tutto funziona, e rende questo libro un indiscusso capolavoro moderno. La notte dell'etica in cui viviamo, sottolineata dal simbolo di un'epidemia in rapida diffusione e da un tono a volte drammatico, senza però mai incedere in commozione o slanci retorici e letterari, consente di riflettere sul mondo di oggi, privo di valori o senso di solidarietà. Da quando ho terminato l'ultima pagina, guardando nel pensiero al non indifferente lavoro intellettuale svolto, ho deciso di leggere alcune tra le sue opere, riservando loro un posto prediletto, e non scontato, nella mia biblioteca. Il mio scrittore preferito Voto: 5 / 5 |
stefano66 (30-08-2009) meraviglioso,estasiante,unico..Saramago in cecità ricostruisce l'animo malvagio dell'essere umano,e nello stesso tempo in un tono lapidario,degrada il sistema governativo incapace di capire le problematiche del paese..ho letto tutti i libri di saramago e vi posso dire che non è per tutti..non commento la punteggiatura,vado oltre...vi consiglio"Intermittenze della morte" Voto: 5 / 5 |
stefania (25-05-2009) noto con piacere che il libro di Saramago,il mio autore preferito, piace molto.Vi ricordo che Josè ha vinto un nobel,e normalmente non li regalano... Vi assicuro che Cecità non è il suo romanzo più bello . Chi è interessato cominci con il leggere Memoriale del convento e poi tutti gli altri. Sono tanti ma non ne ha sbagliato 1 Voto: 5 / 5 |
Stefano (30-04-2009) Bellissimo libro, scritto in maniera magistrale.
Saramago è un vero mago della descrizione dettagliata e mai banale.
Idea di fondo originalissima e piena di significato sociale/esistenziale.
Mai una caduta di stile, mai un luogo comune, mai retorica sterile.
Gran bel messaggio.
Un punto in meno per alcune scene troppo lunghe. Voto: 4 / 5 |
stefano67 (08-04-2009) la punteggiatura di saramago (che non è vero che non c'è) è geniale, secondo me è la punteggiatura dei nostri pensieri, senza troppi punti e virgolette. questo è uno dei più bei libri che siano mai stati scritti Voto: 5 / 5 |
rosy. (22-11-2008) se entri in simbiosi con saramago
senti che uomo sei..
bellissimo libro,
scrittura sublime;
non facile..ma eccelsa.
la punteggiatura,secondo me,e' al suo posto.
non bestemmiate sulla punteggiatura di saramago.
libro meraviglioso.. Voto: 5 / 5 |
Sabrina (12-11-2008) Ipotizzerei che il libro fosse destinato a lettori che sapessero destreggiarsi con la punteggiatura e con la mancanza di essa e che potessero cogliere proprio in quel flusso, privo di pause grammaticalmente valide, lo stesso flusso di dolore e orrore che scorre davanti agli occhi della vedente e di conseguenza ai nostri. Voto: 4 / 5 |
Luciana (05-10-2008) Faccio un salto sulla sedia nel leggere il commento di Stefano... puoi dire che non ti è piaciuto, che non è il tuo genere, ma dare a Saramago consigli sulla punteggiatura, mi sembra blasfemo. E' vero, non è una lettura facile e non tutti i momenti sono "giusti" per leggere Saramago, ma quando ti sintonizzi con il suo stile, la lettura fluisce, nutrendo cuore, anima e cervello. Voto: 5 / 5 |
stefano (29-09-2008) Sarà anche un capolavoro, ma scrivere i dialoghi senza le virgolette o raffazzonare la punteggiatura denota una mancanza di rispetto per chi legge. Voto: 2 / 5 |
richi1980 (07-09-2008) Davvero suggestiva la scrittura di Saramago. Ha una capacità invidiabile di rendere la lettura scorrevole e di analizzare le miserie morali degli uomini in maniera esauriente. In diversi passaggi mi sono sentito realmente scoraggiato dalle crude descrizioni di un'assenza di umanità oramai dilagante anche al di fuori di queste pagine e non ho potuto fare a meno di ammirare la tenace risolutezza della moglie del medico che, a mio avviso, riesce a rendere più verosimile la storia.
Peccato per il finale, unica nota stonata di un libro molto curato e completo. Questo dannato bisogno di lieti fini... Voto: 4 / 5 |
viola violawitch@hotmail.it (10-06-2008) un altro bellissimo romanzo del maestro saramago. In questa città indefinita tutta la popolazione viene colpita da una cecità "bianca" tranne una donna. Non è una fortuna per lei poter vedere l'orrore in cui precipitano tutti i protagonisti. dall'abbruttimento fisico a quello morale, l'uomo che ritrova il suo essere primordiale nel peggiore dei modi. un libro "cecità" che ti tiene incollato fino all'ultima riga. non si riesce a capacitarsi come l'autore portà volgere al termine senza banalizzare o lasciare perplessità. un romanzo che varrebbe anche più di 5 se ci fosse come valutazione. Grande maestro, uno dei pochi ancora in vita. Voto: 5 / 5 |
Gaba gabagabry@yahoo.it (16-05-2008) Davvero unico: un continuo crescendo di tensione, ansia, dubbi... che esplode nella conclusione. Paradossale, unico nel suo genere, metafora della vita, della società... come definirlo? Thriller surreale. Con morale conclusiva. DA LEGGERE e da avere nella propria biblioteca personale! Voto: 5 / 5 |
paola (07-05-2008) Non si riesce più a vedere il mondo come prima, dopo averlo letto. Cosa sostiene il nostro sistema di convivenza? Pochi fragili fili. Ma c'è ancora una speranza. Grazie sempre, Saramago. Voto: 5 / 5 |
stefo82 stefostefo82@hotmail.com (30-04-2008) Sarà che sono ancora piacevolmente scosso dalla lettura, e potrei quindi esagerare nel parlarne, ma mi sento di dire che poche volte un libro mi ha coinvolto così dall'inizio, stimolando continuamente un'insaziabile interesse fino alla fine. Davvero una lettura piacevolissima, dove la trama di per sè accantivante viene accompagnata da riflessioni,da un contenuto. Quei cenni di morbosità che si possono trovare, non sono mai scontati, anzi.. tutto è giustificato, e nulla risulta sgradevole.
Per non parlare della tecnica narrativa, che bella penna! Voto: 5 / 5 |
Marina (25-04-2008) Semplicemente meraviglioso, la prima opera di Saramago che ho letto. La spirale degli eventi, incalzante angosciante, trascina il lettore in un crescendo continuo verso il "fondo", il male, la brutalità dell'uomo, per poi ricondurlo quasi a sorpresa verso la speranza... Voto: 5 / 5 |
Kristian d'Arc (26-03-2008) Romanzo eccelso. Mette i brividi, per un motivo semplicissimo, e cioè che dopo uno spunto quasi da fantascienza (l'epidemia di cecità) lo sviluppo successivo è così crudamente realistico che più realistico non si potrebbe. Con buona pace di chi ancora crede nelle favole sulla bontà e l'intelligenza dell'uomo. Fin troppo facile vedervi l'umanità dell'oggi, che più crede di vedere e più è cieca, più si crede colta e informata e più diventa stolta e ignorante, più si crede civile e più si ritrova animalesca e violenta come per una sorta di darwinismo regressivo (avevi capito alla rovescia, povero amico mio, l'uomo sta DIVENTANDO, una scimmia) e che soprattutto s'illude di poter essere libera e individualista quando invece è sempre più omologata, modaiola, pecorona, manipolabile e conforme, sempre più pappagalletto imitatore (del peggio), con l'aggravante di uccidere, o punire, o quanto meno emarginare chi non imita. Voto: 5 / 5 |
Mosè zagomose@alice.it (13-03-2008) Sicuramente un buon libro. La trama è affascinante, la scrittura è d'altissimo livello.
La lettura però non è certamente una passeggiata. Richiede una certa concentrazione. Soprattutto si fa fatica ad interpretare la punteggiatura e alcuni periodi, spesso molto lunghi, devono essere riletti per essere compresi.
Di buono c'è che la storia è ben sviluppata e si dà molta importanza all'aspetto psicologico dei vari personaggi.
L'aspetto che ho apprezzato di più però,
è la scrittura; intelligente, elegante e ironica. Voto: 4 / 5 |
Kwadwo (26-02-2008) Che dire? Quest'uomo non Sarà, ma già è Mago (mi si passi la battuta) nel descrivere con impareggiabile realismo l'animo umano. Perchè per capire la società in cui viviamo, gli occhi non bisognerebbe aprirli ma chiuderli... Voto: 5 / 5 |
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