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Pavese Cesare - La bella estate | Scritto nel 1940, questo racconto, ora riproposto da solo, venne pubblicato solo nel 1949, nel volume dal titolo omonimo che comprendeva "Il diavolo sulle colline" e "Tra donne sole". È la storia di Ginia e, più in generale, della scoperta della vita da parte di un'adolescente. Dall'ambiente operaio al quale appartiene, Ginia entra in contatto con alcuni esponenti di una bohème pseudo-artistica e intellettuale: studenti, eccentrici perdigiorno e pittori dilettanti, che si incontrano nei caffè e abitano nelle soffitte. La ragazza si innamora di Guido, un pittore di origine contadina e, dopo aver vinto le resistenze interiori e i rimorsi residui, si lascia alla fine sedurre. È l'inizio della sua dolorosa maturazione come donna.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.77 / 5Salvatore Palma (12-09-2011) Sostanzialmente senza trama, inesorabilmente lento, interminabile da leggere! Seppur trattati con sobrietà e senza volgarità alcuna, gli argomenti di cui si narra nei tre racconti sono solo sesso, prostituzione, suicidi (riusciti o solo tentati), alcool e droga tra i giovani degli anni Quaranta in un ambiente che è un misto di sregolatezza, raffinatezza e crisi di identità. Decisamente una lettura da evitare per non annoiarsi!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
kiara (18-03-2010) un libro bellissimo.Semplice,intenso,attualissimo....l'ho adorato(e letto in 1 giorno)... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristiano (28-07-2008) La grandezza di Cesare Pavese viene confermata ancora una volta da questo splendido libro, intenso e affascinante. Tutto il male di vivere, i timori, le incomprensioni e le angosce emergono con grande maestria da queste pagine che risultano avvincenti dall'inizio alla fine. Da leggere!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ludovica (27-12-2006) Il mio amore per Pavese si è confermato leggendo questo libro. Le ansie, le paure, la vita, la morte, il male ed il bene, che ogni adolescente nella media è costretto a combattere o ad affrontare, sono raccolte in questo libro. l'idea della vita di Pavese è facilmente comprensibile nelle ulttime righe del libro, dove la protagonista Ginia si affida ad Amelia, nel cui personaggio è racchiuso il male e la morte. il mio commento su questo libro è più che positivo e lo consiglio a chiunque voglia avere a che fare con il Pavese tanto amato e tanto odiato da noi giovani.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
brittys_ (14-10-2006) Ho potuto apprezzare questo libro grazie al nostro professore di italiano che ci ha quasi "obbligati" ad acquistarlo.Inizialmente non ero molto d'accordo con il punto di vista dell'autore,ma rileggendolo una seconda volta sono stata capace di apprezzare tutti i suoi dettagli e il profondo significato che esso contiene....è davvero un testo di valore da leggere attentamente.Lo consiglio soprattutto a coloro che ancora devono aprire bene gli occhi ed accettare una simile realtà... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nickcarraway (15-09-2006) Ricordo che una mia insegnante del liceo disse che Pavese si apprezza dai vent'anni in avanti. Affrontai "La bella estate" intorno ai quindici anni e mi lasciò poco. Riletta ora la storia di Ginia ha tutto un altro significato. Da scoprire o riscoprire. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
love (12-06-2006) un testo giovane ma come al solito profondo e ricco di realtà e ricchezza interiore..non è il pavese maturo ma è un libro che arricchisce la mente e l'anima Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ladybrett (02-02-2006) ogni parola ha un potere espansivo enorme,
e la storia si gonfia dentro per la sua prorompente realtà.
la vergogna, il pudore violato, esperienza inevitabile di ciascun essere. e il tratteggio dei caratteri è poesia. se non lo si è letto, si è perso qualcosa di fondamentale.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
omar lastrucci (30-08-2005) un racconto sconvolgente,anche per un ragazzo di ventitre anni come me.Un libro che ogni giovane donna dovrebbe leggere,per diffidare di tanti diavoli dalle sembianze d'angelo.Questo,badate,non è il punto di vista di un moralista.Ma Ginia,dolce e sfortunata adolescente in una Torino del dopoguerra insieme magica e tetra,non merita davvero il suo destino,la sua umiliazione.Non voglio svelare la trama,tra l'altro avvincente,voglio solo dire che innamorarsi di un uomo è una cosa,umiliarsi e rendersi un fantoccio nelle sue mani è un'altra.Molte adolescenti,in una società con pochi freni come la nostra,si innamorano e si danno senza un motivo vero,per curiosità ma non per amore.Naturalmente ho vissuto indirettamente questa esperienza,ma ho visto e sentito quanto basta per rendermi conto di quel che scrivo.Ma,purtroppo,con la verginità non si perde anche l'innocenza,essa rimane.E allora si rivorrebbe indietro ciò che ormai è perduto.
Questo capolavoro non è tanto una novella quanto una vera e propria parabola,un monito a tutte le ragazze che sono vicine a questo passo.
"Storia di una verginità che si difende"Disse del racconto Pavese stesso.Infatti,per fare questo passo occorre provare un vero amore per il partner,discinto da mode,tendenze e curiosità.é questa l'essenza del racconto,oltre a quella di far diffidare dei falsi consiglieri.Buona lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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