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Marías Javier - Un cuore così bianco |
Juan si è appena sposato con Luisa, ma fin dal viaggio di nozze viene assalito da brutti presentimenti, da uno strano malessere. Capisce che la causa delle sue inquietudini va ricercata nei punti oscuri del suo passato, della sua famiglia, ma non può e non vuole scavare nelle sue origini. Sarà un suo amico d'infanzia a raccontargli del suicidio di Teresa, la giovane moglie di suo padre che lui credeva morta di qualche malattia. E sarà Luisa a fare luce sui segreti del passato, a dare una spiegazione a ciò che Juan non avrebbe voluto sapere.
16 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5sara 84sararetritta@libero.it (14-06-2009) Sicuramente una perla della letteratura contemporanea, tuttavia ricalca un pò troppo le orme di Kundera (citato nel libro, è sicuramente uno scrittore letto e apprezzato da Marìas) con le riflessioni e le digressioni che prendono il via da una situazione quotidiana e la trascendono per diventare universali e ricollegate tra loro.
Sembra di leggere un Kundera (fintamente travestito "da giallo") che pecca tuttavia di un pò di artificiosità: manca della "insostenibile leggerezza" della spontaneità dello scrittore Ceco.
Resta, comunque, sicuramente da leggere.
Voto: 4 / 5 |
maria cristina aschieri maricris.aschieri@libero.it (29-08-2008) Una trama articolata ed intrigante: la storia principale ne regge altre collocate tra Cuba e Madrid, New York e Ginevra e tutte s’intersecano nel dialogo interiore con cui il protagonista rielabora elegantemente i suoi ricordi.
Finché, pescando casualmente nelle sue memorie, non comincia ad emergere dalla facciata banale dei fatti rievocati, il progressivo sospetto che un importante segreto possa essergli stato tenuto celato per tutto il corso della vita.
Egli inizia così a sentirsi in balìa di un conflitto interiore che sarà il dilemma su cui graviterà l’intera narrazione: se sia meglio addentrarsi lungo misteriosi sentieri per conoscere delle verità che potrebbero far saltare le basi della propria esistenza o sia invece più saggio tenersi al riparo da eventuali scossoni, rassegnandosi al dubbio e all’inconsapevolezza.
Un’ambivalenza che lo tormenterà a lungo, lasciandolo fluttuare fra curiosità e paura, costantemente assillato dagli spettri del sospetto, fino a quando non troverà il coraggio di affrontare definitivamente la strada senza ritorno della rivelazione finale.
Onore alla capacità descrittiva di quest’autore che ci conduce abilmente nel profondo della narrazione con crescente tensione e particolarità di dettagli, riuscendo a coinvolgerci anima e corpo.
Sapori, rumori, odori raggiungono i nostri sensi con nitidezza, attraverso descrizioni magistrali, in un andamento lento e rilassato.
Marias, un autore moderno, sensibile e avvincente, che va affrontato, in questo romanzo, con un piccolo sforzo per superare eventuali aspettative troppo consumistiche, per godersi appieno il sicuro piacere di un’ottima lettura che non si dimenticherà.
Voto: 4 / 5 |
Alessio (10-02-2008) ne ho tradotto delle parti per un esame, quindi ho potuto lavorare sull'originale. a tratti, è vero, può essere lento...ma il viaggio psicologico nella mente del suo protagonista è formidabile: ansie, drammi e paure sono messe davanti a noi. e poi le pagine sul lavoro del traduttore e il capitolo dedicato al Macbeth sono, a mio parere, tra le più belle che abbia mai letto. Voto: 4 / 5 |
gaia (05-09-2007) Il pensiero è lucido e penetrante, la scrittura solida, la trama perfettamente congegnata, ma, a mio avviso, manca un po' di "vita" e il libro in alcuni tratti mi è sembrato troppo cerebrale e artificioso. Voto: 3 / 5 |
Isabelle izza1886@yahoo.it (24-02-2007) Stamane giravo tra gli scaffali di una piccola biblioteca di Venezia, mi sono soffermata nella sezione di letteratura spagnola e portoghese, ho iniziato a scorrere con gli occhi il dorso dei libri, ho afferrato istintivamente "Un cuore così bianco". Conosco già Marìas, la sua prosa non mi è sconosciuta, ma sono sempre incerta, da giorni sono pervasa dal desiderio di immergermi in un libro che mi catturi totalmente. Lo apro alla prima pagina e inizio a leggere l'incipit, come faccio sempre, con tutti i libri. Ma contrariamente a quanto accade di solito non mi interrompo alla quinta o sesta riga, vado avanti. Leggo la prima pagina, poi la seconda, la terza... le prime quattro pagine le leggo in piedi davanti allo scaffale, poi, senza staccare gli occhi dal libro, mi allontano e mi siedo sulla prima sedia libera. Non mi tolgo nemmeno il cappotto, rimangò lì immobile e per qualche ora non esisto più. Voto: 5 / 5 |
benedetta (15-12-2006) mi dispiace, lo devo dire, ma proprio non mi ha entusiasmato; peggio: mi ha annoiato e basta. belle talune pagine di considerazioni, ma non a sufficienza da giustificare la lettura del resto del libro.
Troppe digressioni e troppe anse nella narrazione che non portano a nulla e alla fine non si giustificano.
Sorry, mi sa che con Marias ho dato.
Peccato: Domani nella battaglia pensa a me, invece, mi era piaciuto...
Voto: 2 / 5 |
mat (02-12-2006) Le parole dette, le parole taciute...ora, con le tue parole, mi hai fatto entrare nel tuo mondo e non so se sarò capace di viverlo. Libro davvero pregevole, le pag 79-82 sono altissima letteratura contemporanea. Voto: 4 / 5 |
star63 (11-09-2006) Marias non si smentisce: è una garanzia! Il suo stile letterario è sublime: ti immergi nella lettura del racconto e sei condotto con naturalezza verso riflessioni profonde. "Un cuore così bianco" , dopo "Domani nella battaglia...", è la conferma della sua bravura. Complimenti. Voto: 4 / 5 |
ylenia poivrey@hotmail.com (26-05-2006) Libro meraviglioso, Marias è fenomenale. Consigliatissimo Voto: 5 / 5 |
fioreiris (24-02-2006) «Non ho voluto sapere, ma ho saputo», con queste parole comincia la storia narrata da Juan, il protagonista-narratore, uomo sposato che riflette su quanto sia complesso e pieno di ambiguità difficili da sciogliere il rapporto fra coniugi. Per chi poi, come lui che fa l’interprete, le parole sono tanto preziose, l’alone di non detto, il riflesso di mille potenziali significati taciuti o allusi, può avere un effetto dirompente: «Ascoltare è davvero pericoloso, significa sapere»; sapendo, non si è più innocenti, come Lady Macbeth, a cui appartiene la definizione che dà il titolo al romanzo. Ognuno di noi ha segreti che appartengono solo a lui, anche una moglie, anche un marito: come potrà conservarli ed essere allo stesso tempo la nostra metà? Una relazione può sopravvivere alla rivelazione di un segreto? E cosa tiene unite due persone? Chi ha costretto per primo l’altro ad amarlo? Nonostante alcune parti un po’ verbose, Un cuore così bianco è un libro dalla costruzione intrigante: le storie di personaggi molto diversi si intrecciano fra loro e con quella del protagonista perché, osservate da Juan, entrano tutte dentro le sue riflessioni. Marìas scava nei sentimenti e negli impulsi più oscuri: imbarazzo, sospetto, desiderio, istigazione, paura. Ogni relazione amorosa ne contiene, in misura diversa, e molto spesso, più che i fatti, sono le parole ad alimentarli. Il confine fra verità e menzogna si fa sottilissimo perché le parole, in fondo, molto più che rivelare nascondono. Voto: 3 / 5 |
Sandro Boscaro (08-02-2006) Javier Marias non delude. Una narrazione lenta ma coinvolgente ed inquietante. Voto: 4 / 5 |
Emiliano Fabbri elbuitre75@tiscali.it (09-01-2006) Come le altre opere dell'autore può apparire un pò lento, soprattutto nel corpo centrale, ma la sua struttura deve essere così per arrivare con il giusto tempo ad un finale degno di marias, un grande scrittore. Se si vuole leggere un opera dell'autore, bisogna leggere questo! Voto: 4 / 5 |
luca meccheri (12-12-2005) Quasi per caso l'ho acquistato in una libreria di barcellona, ma non per caso l'ho amato....fra i miei scrittori preferiti. Voto: 5 / 5 |
Mimmo (19-09-2005) Marias è lo scrittore contemporaneo più elegante che io abbia letto."Un cuore così bianco"è leggermente inferiore a "Domani nella battaglia pensa a me"anche se per certi versi ne ricalca lo schema, soprattutto nel crescendo finale.Comunque per chi non avesse letto ancora niente dello scrittore spagnolo riporto la descrizione che Marias fa degli occhi del padre del protagonista:
"La cosa più evidente del suo viso erano gli occhi incredibilmente svegli,abbaglianti,a volte, per la devozione e la fissità con cui sapevano guardare,come se ciò che vedevano in ogni momento fosse di estrema importanza,degno non solo di essere visto ma di essere studiato con estrema attenzione,di essere osservato in modo esclusivo,di essere appreso per conservare nella memoria ogni immagine catturata,come una macchina fotografica che non si fidasse del suo mero processo meccanico pere registrare le percezioni e dovesse sforzarsi al massimo,mettendocela tutta.Quegli occhi lusingavano ciò che contemplavano".BEH se non è bravo uno che scrive così.Chapeau! Voto: 5 / 5 |
pellegri@libero.it (01-07-2005) Ipnotico, uno dei libri più affascinanti e misteriosi che abbia mai letto. Da non perdere.
Voto: 5 / 5 |
M.Elena sunray05@libero.it (09-05-2005) Bel libro. Sembra che l'autore ti voglia portare chissà dove. Ti prende per mano e ti porta in giro per il libro, poi ti lascia... e sei esattamente dove vi eravate incontrati. Storia intrigante, anche se mancano un po' di colpi di scena. Resta comunque un bel libro. Voto: 3 / 5 |
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