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Marías Javier - Domani nella battaglia pensa a me |
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Titolo | Domani nella battaglia pensa a me |
| Autore | Marías Javier | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2005, 292 p., brossura | | Traduttore | Felici G. |
| Editore | Einaudi
(collana Super ET) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il titolo è tratto dal "Riccardo III" di Shakespeare: è la maledizione che il fantasma della regina Anna scaglia sul re che l'ha fatta uccidere. Ma la storia è ambientata nella Madrid dei nostri giorni, dove l'io narrante, Victor Francés, sceneggiatore per il cinema e la tv, vive facendo il "negro", in proprio o per conto terzi. Victor conosce Marta, una donna sposata che gli muore tra le braccia proprio la notte del loro primo convegno amoroso. Fugge, ma resta prigioniero del passato della donna e decide di ricostruirlo. Sarà un viaggio di esplorazione nei misteri del cuore umano, ricco di sorprese, drammi, colpi di scena.
Recensioni 1 - 20 di 51 recensioni presenti. Media Voto: 3.45 / 5Raffaele (17-03-2012) Marìas ci incanta, ci prende per mano e ci conduce, molto lentamente, in una storia, non solo originale, ma densa di sentimenti e sensazioni dei quali ci svela l'origine ed il significato che, altrimenti, non avremmo conosciuto.
A mio parere un romanzo memorabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Erika (18-10-2011) Idea di spunto originale,titolo accattivante,ma finisce li'.Libro lento e pesantissimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alessandro (14-10-2011) Me lo hanno regalato a Natale due anni fa... alla fine l'ho letto. Un paio di buone idee, una citazione che ne svela mille altre... però da qui a parlare di capolavoro ce ne passa!
Ah, dimenticavo. Se uno scrittore esordiente presentasse questo manoscritto, brucerebbero in piazza sia l'autore che la carta su cui ha scritto... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
crilomb (29-08-2011) Questo libro mi ha fatto scoprire Marias e devo dire che è risultato uno dei migliori. Lo stile è molto particolare, secondo me o lo si odia o lo si ama. Magistrale la caratterizzazione dei personaggi. Personalmente l'ho apprezzato, una lettura diversa dalle solite Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna Nibbia (01-06-2011) La cosa più bella del libro è il titolo. L'idea di partenza è originale ma il libro risulta a tratti noioso, con uno stile a volte involuto, con tante digressioni inutile e un auto compiacimento molto fastidioso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Annarita (13-03-2011) Marìas è uno scrittore moderno, con uno stile unico, originale, elaborato, mai banale né superficiale, assolutamente interessante ma, a mio parere, un po' troppo ricercato e pretenzioso. Detto questo il libro è bello. Come suo solito, Marìas prende spunto da una storia decisamente originale per condurre il lettore a riflessioni profonde ed ardite. Pensieri comuni, emozioni conosciute ma che non sapevamo di aver provato o mai avuto, idee inconfessabili eppure appartenenti a tutti, profondamente condivise nonostante la reticenza di ciascuno di noi ad ammetterle. Ho letto due libri di questo autore e la mia impressione è che ami raccontare la vita sottolineando come l'uomo non sappia vivere la realtà e si limiti all'illusione e alla finzione. In "Un cuore così bianco" indagava il segreto, inteso come ciò che non si vuole dire né si vuole sapere per non affrontarne le conseguenze, e in quest'opera il tema è ancora la metà della vita nascosta e dissimulata, quasi a rafforzare l'idea che vivere nell'inganno sia la naturale condizione umana, e che, come si dice nel romanzo, in realtà questo non dovrebbe dolerci poi così tanto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria cristina aschieri (13-03-2011) L'abilità descrittiva di quest'autore ci cala immediatamente nell'atmosfera di aspettativa e trasgressione che apre la storia, con pagine di narrazione indimenticabili, descritte con una molteplicità di dettagli da farci percepire con anima e corpo le stesse emozioni del protagonista. Il ritmo narrativo é lento e rilassato: sapori, suoni, silenzi e odori arrivano ai nostri sensi magistralmente descritti con perfetta nitidezza.
Il romanzo, narrato in prima persona, è ambientato nella moderna Madrid, descritta in modo riconoscibile nel suo profilo urbanistico. Strade, palazzi e ristoranti sono facilmente identificabili e fanno da imponente cornice alla storia principale e alle piccole storie minori che vi confluiscono.
Marias è uno scrittore avvincente e ricercato, capace di architettare situazioni impensabili, sapendole sempre raccontare in modo credibile. Seduce il lettore solleticando in modo elegante le sue curiosità, facendolo sentire complice del protagonista nei suoi giri notturni, nello spiare non visto, nell'intrufolarsi senza riserbo nelle emozioni e nei pudori di persone ignare, nello scavare nell'intimità come un predatore dell'anima, trasmettendoci l'inequivocabile messaggio di quanto l'inganno impregni in buona sostanza le vite di tutti.
E' una lettura impegnativa e intrigante, che merita senz'altro il piccolo sforzo richiesto per superare alcuni passaggi un po' prolissi, unico, modesto peccato veniale di questo eccellente autore.
Marias non ha fatto della sintesi il suo modello stilistico, non risparmia mai sulle pagine: non è un ruscello che precipita a valle veloce, ma un lento fiume che scorre in pianura e ci concede di placidamente navigare ammirando i panorami circostanti, senza tenere il cannocchiale puntato verso il punto di arrivo.
Per un pubblico raffinato ed esigente che pretenda, oltre a una bella storia, una scrittura di giusto spessore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Rain (28-02-2011) Mi dispiace dare un punteggio così basso ad un libro che aveva veramente del potenziale, sia come idea (originale) che come stile narrativo.
Però davvero è di difficile lettura, l'ho finito per sapere come andava a finire (le ultime 20 pagine, quando Victor incontra e si confronta con Dean sono notevoli)però ho avuto tante volte la tentazione di lasciarlo.
Ho dovuto saltare a piè pari (e poi tornarci) i pensieri, le citazioni, le parole dette in precedenza che l'autore mette tra parentesi, solo per capire il filo del discorso.
Ci sono poi punti obiettivamente noiosi.
Chissà che altre sue opere siano più fluide e quindi decisamente più piacevoli.
Rain Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alberto Mrz (07-01-2011) Talvolta un libro è capace di una rivoluzione culturale; le parole affiorano da un'ispirazione geniale e sconvolgono le nostre coordinate sociali. Questa volta è l'ingegno di Marias a insinuarsi pagina dopo pagina nel lettore, a renderlo protagonista attivo di uno smarrimento, un auto-alienazione. E' un libro che proprio per questo affonda nelle tematiche più interessanti delle relazioni interpersonali. E' un testo che ci allontana dalla nostra concezione di io e non-io e inaugura un nuovo rapporto di interazione con la realtà Nulla è come sembra e la storia è fatta di instabili apparenze: trascinati su un palcoscenico dalla mano di Marias veniamo proiettati in una situazione dal sapore surreale. Una serie di avvenimenti vengono lanciati come sassi pagina dopo pagina a costruire un sentiero fino alla fine indecifrabile. E poi si arriva a quell'epilogo che tanto avrà suscitato attesa nel lettore, e quanto si era configurato come un giallo si rivela essere in realtà il contorto percorso della comprensione. Un viaggio che non approda in un intrigo poliziesco ma in una ricerca umana. Il mondo è complesso perché ciascuno lo vede a modo proprio, ciascuno ha una propria giustizia e ciascuno crede nelle proprie idee. Costretti ad una convivenza forzata noi attori dobbiamo adeguarci all'emisfero del non-io, comprimerci tra il nostro essere e l'essere altrui, ritagliarci una tana da cui guardare il mondo. E dobbiamo iniziare a pensare che forse quello che giudichiamo ridicolo non lo è poi fino in fondo ma che a cose diverse ogni volto da un proprio nome. Talvolta nella compatibilità, più volte nella dissonanza il nostro cammino si deve fare spazio tra le identità altrui, deve prestare attenzione a non violarle né fraintenderle. E il nostro vivere comincia ad essere plasmato dalla consapevolezza di una verità diversa dalla nostra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ornella ornelladr@virgilio.it (27-11-2010) Un libro veramente riuscito.
Le prime pagine sono molto accattivanti e di sicura originalità. Il racconto, non molto veloce, lascia spazio a continue riflessioni, mai banali, sulla vita, le relazioni, le apparenze, le possibilità. Un stile di scrittura a tratti poetico e a tratti ironico. Tristezza, malinconia, ma anche ironia, speranza, sorpresa. Quello che più mi è rimasto impresso è il senso del possibile e quindi della speranza e del rinnovamento che pervade tutto il libro. A significare quante siano le possibilità che la vita può riservare.
E tutto questo, senza essere sottolineato, traspare dalle pieghe del racconto e perciò penetra in maniera più sottile.
Da consigliare a chi ama le letture un po' impegnative e profonde.
Questo autore, non molto conosciuto in Italia, merita assolutamente di essere letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo Vaccari vaccaricarlo@gmail.com (21-11-2010) Bellissimo il titolo, da un verso di shakespeare, di questo bellissimo libro di Marías, che racconta la storia pazzesca di un uomo che assiste alla morte della sua quasi-amante che conosce appena, e se ne fa coinvolgere/sconvolgere, incantare fino a voler sapere tutto di lei e di chi le sta intorno
Lunghe frasi a raccontare i pensieri dell'io narrante, lucide riflessioni su caso e morte svelano spesso idee inconfessabili che attraversano le menti di noi tutti
Ripetizioni di immagini, mantra che tornano ciclicamente all'evento della morte - circolari pensieri che sottolineano i momenti importanti facendoceli rivivere
Un libro che "entra dentro" difficile da abbandonare, pieno di frasi magiche e di parole accurate su quello che è - è stato - avrebbe potuto essere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio (04-11-2010) Splendido, una delle prove d'autore migliori che abbia letto negli ultimi anni. E' originale, scritto molto bene, intenso nella trama e sapientemente introspettivo. Certo è un libro che indaga nelle paure e nelle debolezze umane, quindi immagino non sia adatto a chi chiede alla lettura uno svago superficiale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (12-06-2010) Un libro con chiari e scuri. Di difficile lettura, accanto a momenti esaltanti tanti forse troppi cadute di stile. Troppo cervellotico nell’esposizione. Lascia un gusto agro dolce, Il giudizio complessivo di quest’opera è negativo, ma si intuisce che le potenzialità dell’autore sono notevoli. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
luciano comida luciano.comida@libero.it (21-05-2010) Inutile girarci intorno: capisco benissimo chi dice "mi sono annoiata/o a morte e dopo venti pagine l'ho buttato via".
Capisco ma non condivido: io penso che Marìas sia tra i più affascinanti scrittori di questi anni. Comprendo l'esasperazione di chi lo trova di una lentezza snervante: al contrario, io penso che questa lentezza sia satura di senso, di profondità e (perchè no?) di suspense. Ovviamente i ritmi di Marìas non hanno nulla a che fare con quelli della narrativa thrilling: anche quando racconta (e lo fa) storie misteriose, con tanto di delitti, omicidi, intrighi, di erotismo e di sparizioni, Javier utilizza uno stile molto complesso e una struttura assai sofisticata. Ripeto ancora: mi pare del tutto ovvio che tantissimi lettori e lettrici (ad esempio mia moglie o la mia amica Rita) lo fuggano come una presenza molesta. Ma al mondo non esistono libri o autori che possano piacere a tutti. E (se anche ci sono...tra i pochi forse Stevenson?) sicuramente non vi è Javier Marìas. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SR (14-03-2010) Lettura indubbiamente da consigliare. Non riesco a dare punteggio pieno perchè in alcuni casi l'autore è a mio parere troppo prolisso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefano Crupi (25-11-2009) Le prime pagine di “Domani nella battaglia pensa a me” dello scrittore spagnolo Javier Marias sono una trappola che ti incatena:
Quello che segue non è un semplice racconto dei fatti ma il pensiero di un uomo – che procede attraverso un denso flusso di coscienza, inizialmente farraginoso poi via via più ipnotico, i cui ingredienti sono qualche ripetizione, lunghe digressioni, il soffermarsi spesso su dettagli a prima vista insignificanti – che si è trovato impelagato in una strana storia: Victor viene invitato a cena da Marta, mentre il marito è a Londra per lavoro ed il figlio dorme.
L’incontro clandestino sembrerebbe svilupparsi nel modo più convenzionale se non fosse che ad un certo punto accade il peggio: per una non precisata ragione Marta si sente male e muore in pochi minuti.
Da questo momento assisteremo ad un continuo smascheramento, un gioco letterario di scatole cinesi che sfrutta il potere della parola - di creare suggestione e stuzzicare le corde dell’emotività - per svelare, attraverso un procedere a spirale, cosa si nasconde dietro l’apparenza.
Victor, che potrebbe benissimo dileguarsi, decide di infilarsi nella vita di Marta e svelarne gli intrecci, i segreti, le passioni. Lo fa senza una ragione evidente: a muoverlo sembra essere quel senso di colpa che il titolo richiama.
“Domani nella battaglia pensa a me”, tratta dal Riccardo III di Shakespeare, infatti, non è la frase detta da una moglie al marito soldato, come si potrebbe credere di primo acchito, ma la maledizione del fantasma della regina Anna sul re che l’ha fatta assassinare.
I temi che attraversano il libro sembrerebbero quindi la morte e il senso di colpa, invece d’improvviso passano in secondo piano. Il tema principale diventa un altro, è l’inganno della memoria, che racconta solo alcuni parti di un passato e ne nasconde tante altre.
Marias ci dice che ogni segno di passaggio che lascia una vita dietro di sé non chiarisce, ma al contrario confonde senza rimedio, perché tutto si dissolve, e ciò che rimane sono solo dettagli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LAURA (02-09-2009) Libro noiosissimo…da non leggere!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mino S. (09-03-2009) Un libro assolutamente logorroico. Periodi entro cui ci si perde, pagine su pagine inutili e ripetitive, azione e mobilità pressochè nulle. Uno sforzo davvero immane portarlo a termine. Ho fatto meno fatica a leggere Pynchon che questo (e ciò la dice lunga), almeno lì in mezzo a quel labirinto di parole e fatti c'era un pò di ironia. Si salvano alcune belle riflessioni sulla vita e sull'uomo, e alcuni personaggi (più i non protagonisti) che si fanno gradire. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
sara geraci (05-03-2009) Romanzo avvincente. Conduce, attraverso una trama originale e complessa a riflessioni e valutazioni su aspetti della vita su cui probabilmente ci siamo soffermati di tanto in tanto senza rendercene conto. Dall'incipit. insolito e inquietante il lettore si perde nel personaggio e insegue le verità di Marta e scopre improvvisamente realtà nascoste svelate da un particolare, da una riflessione, da uno scenario. Interessanti e condivisibili le intuizioni sulla morte, sulle età dei sopravvisuuti ai defunti, sulla "comunanza" tra gli amanti una stessa persona. Bello, intenso, indimenticabile. Diverso da ogni altro. Continua ad essere ancora oggi diopo 10 anni da quando l'ho scoperto, uno dei miei libri preferiti. Ne ricordo ancora l'intensità, l'attrazione delle pagine, le atmosfere. Ho letto molto altro di Marias, ma non l'ho mai più ritrovato così. Da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ENRICO (23-01-2009) Bé... che dire? Il connubio tra titolo e recensione mi ha indotto a leggere il libro. Ciò che ha deluso le mie aspettative sono le continue introspezioni del personaggio narrante, che, a mio parere, spesso risultano fuori luogo, noiose e ripetitive. Mi è piaciuto invece l' intreccio che l'autore ha saputo creare tra il protagonista e la famiglia della defunta Marta, e l' evento che, anche se macabro, ha generato la trama... Il tasto dolente, ripeto, è il dilungarsi immotivato di concetti che, se snelliti, avrebbero alleggerito la scrittura rendendola più scorrevole e piacevole. Sarebbe stato un buon libro di 150/180 pagine, invece, con le sue 280 pagine, è risultato mediocre. Molto meglio il suo collega spagnolo Carlos Ruiz Zafon con il suo bellissimo “L'ombra del vento”, che consiglio di leggere. Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 51
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