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Marías Javier - Domani nella battaglia pensa a me |
Il titolo è tratto dal "Riccardo III" di Shakespeare: è la maledizione che il fantasma della regina Anna scaglia sul re che l'ha fatta uccidere. Ma la storia è ambientata nella Madrid dei nostri giorni, dove l'io narrante, Victor Francés, sceneggiatore per il cinema e la tv, vive facendo il "negro", in proprio o per conto terzi. Victor conosce Marta, una donna sposata che gli muore tra le braccia proprio la notte del loro primo convegno amoroso. Fugge, ma resta prigioniero del passato della donna e decide di ricostruirlo. Sarà un viaggio di esplorazione nei misteri del cuore umano, ricco di sorprese, drammi, colpi di scena.
Recensioni 1 - 20 di 37 recensioni presenti. Media Voto: 3.29 / 5SR (14-03-2010) Lettura indubbiamente da consigliare. Non riesco a dare punteggio pieno perchè in alcuni casi l'autore è a mio parere troppo prolisso. Voto: 4 / 5 |
Stefano Crupi (25-11-2009) Le prime pagine di “Domani nella battaglia pensa a me” dello scrittore spagnolo Javier Marias sono una trappola che ti incatena:
Quello che segue non è un semplice racconto dei fatti ma il pensiero di un uomo – che procede attraverso un denso flusso di coscienza, inizialmente farraginoso poi via via più ipnotico, i cui ingredienti sono qualche ripetizione, lunghe digressioni, il soffermarsi spesso su dettagli a prima vista insignificanti – che si è trovato impelagato in una strana storia: Victor viene invitato a cena da Marta, mentre il marito è a Londra per lavoro ed il figlio dorme.
L’incontro clandestino sembrerebbe svilupparsi nel modo più convenzionale se non fosse che ad un certo punto accade il peggio: per una non precisata ragione Marta si sente male e muore in pochi minuti.
Da questo momento assisteremo ad un continuo smascheramento, un gioco letterario di scatole cinesi che sfrutta il potere della parola - di creare suggestione e stuzzicare le corde dell’emotività - per svelare, attraverso un procedere a spirale, cosa si nasconde dietro l’apparenza.
Victor, che potrebbe benissimo dileguarsi, decide di infilarsi nella vita di Marta e svelarne gli intrecci, i segreti, le passioni. Lo fa senza una ragione evidente: a muoverlo sembra essere quel senso di colpa che il titolo richiama.
“Domani nella battaglia pensa a me”, tratta dal Riccardo III di Shakespeare, infatti, non è la frase detta da una moglie al marito soldato, come si potrebbe credere di primo acchito, ma la maledizione del fantasma della regina Anna sul re che l’ha fatta assassinare.
I temi che attraversano il libro sembrerebbero quindi la morte e il senso di colpa, invece d’improvviso passano in secondo piano. Il tema principale diventa un altro, è l’inganno della memoria, che racconta solo alcuni parti di un passato e ne nasconde tante altre.
Marias ci dice che ogni segno di passaggio che lascia una vita dietro di sé non chiarisce, ma al contrario confonde senza rimedio, perché tutto si dissolve, e ciò che rimane sono solo dettagli. Voto: 5 / 5 |
LAURA (02-09-2009) Libro noiosissimo…da non leggere!!! Voto: 1 / 5 |
Mino S. (09-03-2009) Un libro assolutamente logorroico. Periodi entro cui ci si perde, pagine su pagine inutili e ripetitive, azione e mobilità pressochè nulle. Uno sforzo davvero immane portarlo a termine. Ho fatto meno fatica a leggere Pynchon che questo (e ciò la dice lunga), almeno lì in mezzo a quel labirinto di parole e fatti c'era un pò di ironia. Si salvano alcune belle riflessioni sulla vita e sull'uomo, e alcuni personaggi (più i non protagonisti) che si fanno gradire. Voto: 2 / 5 |
sara geraci (05-03-2009) Romanzo avvincente. Conduce, attraverso una trama originale e complessa a riflessioni e valutazioni su aspetti della vita su cui probabilmente ci siamo soffermati di tanto in tanto senza rendercene conto. Dall'incipit. insolito e inquietante il lettore si perde nel personaggio e insegue le verità di Marta e scopre improvvisamente realtà nascoste svelate da un particolare, da una riflessione, da uno scenario. Interessanti e condivisibili le intuizioni sulla morte, sulle età dei sopravvisuuti ai defunti, sulla "comunanza" tra gli amanti una stessa persona. Bello, intenso, indimenticabile. Diverso da ogni altro. Continua ad essere ancora oggi diopo 10 anni da quando l'ho scoperto, uno dei miei libri preferiti. Ne ricordo ancora l'intensità, l'attrazione delle pagine, le atmosfere. Ho letto molto altro di Marias, ma non l'ho mai più ritrovato così. Da leggere Voto: 5 / 5 |
ENRICO (23-01-2009) Bé... che dire? Il connubio tra titolo e recensione mi ha indotto a leggere il libro. Ciò che ha deluso le mie aspettative sono le continue introspezioni del personaggio narrante, che, a mio parere, spesso risultano fuori luogo, noiose e ripetitive. Mi è piaciuto invece l' intreccio che l'autore ha saputo creare tra il protagonista e la famiglia della defunta Marta, e l' evento che, anche se macabro, ha generato la trama... Il tasto dolente, ripeto, è il dilungarsi immotivato di concetti che, se snelliti, avrebbero alleggerito la scrittura rendendola più scorrevole e piacevole. Sarebbe stato un buon libro di 150/180 pagine, invece, con le sue 280 pagine, è risultato mediocre. Molto meglio il suo collega spagnolo Carlos Ruiz Zafon con il suo bellissimo “L'ombra del vento”, che consiglio di leggere. Voto: 2 / 5 |
maurizio680 (19-12-2008) E' un grande libro. Marias non é prolisso ma uno scrittore di altissimo livello. Per definire l'opera un vero capolavoro manca qualcosa, forse la continuità nella qualità (comunque alta) della scrittura. Consigliatissimo. Voto: 4 / 5 |
dr. Fabyus doktor_fabyus@libero.it (03-12-2008) Mi inquieta leggere tante critiche rivolte alla presunta e cosiddetta "prolissità" dell'autore: allora tanto vale buttare via tutta la "Recherche" di Proust, visto che spesso la descrizione di una paesaggio visto di sfuggita da una carrozza o del vestito di una dama portano via 4-5 pagine! Per me resta un dei libri più interessanti letti negli ultimi anni, e mi dispiace che, pochi giorni fa, Marias non abbia vinto il Cervantes 2008: ritengo lo avrebbe meritato. Voto: 4 / 5 |
monsieurmostro (14-10-2008) Un libro grande, indubbiamente. Di più, trasuda genio da ogni pagina e Marias è autore capace come non mai di frugare in ogni piega e frattura dell'umano. Premesso questo, credo che per dire le stesse cose un saggio sarebbe stata una scelta più accettabile. La prolissità della scrittura uccide il desiderio d'arrivare ad essere infine messi a parte d'un mistero che, personalmente, ho trovato un po' sciocco. Inoltre, l'autocompiacimento dell'autore, infastidisce come non mai. Detto questo: ce ne fossero di romanzi simili! Voto: 3 / 5 |
Gianni70 (19-09-2008) noia noia noia...tutte le volte che sembra decollare...la prolissità dell'autore ne tarpa le ali. Ottimo lo spunto e...la citazione che da lo spunto per il titolo...per il resto un romanzo che si fatica veramente a portare a termine. Voto: 2 / 5 |
uqs (26-03-2008) Ho appena terminato il libro. che dire? E' indubbiamente un libro importante, lo si comprende fin dalle prime pagine, come se non bastassero le premesse ed i "sentito dire" che ci hanno spinto a comprarlo. Poi si sa, la lettura di un libro è condizionata da quello che ci accade mentre lo leggiamo e viceversa. Ecco quindi che, se potessi tornare indietro, rinvierei la lettura ad un periodo personale più tranquillo e sgravato dagli impegni di studio. Non mi è stato possibile, cioè, trovare in questo libro una serenità nella lettura che molti altri libri sanno dare. Ecco dunque il motivo per il quale mi è stato difficile portarne a termine la lettura, cosa che, sopratutto nella parte centrale, mi sono dovuto imporre. Credo, però, di aver fatto bene. Con queste premesse, mi sento ugualmente di consigliarne la lettura, ben conscio della bravura dell'autore e della complessità del libro. Non escludo di rileggerlo in futuro (questa volta prestando bene attenzione a quando leggerlo!), sperando di riuscire ad apprezzarlo ancora di più. Voto: 3 / 5 |
marco (16-12-2007) Titolo intrigante (del resto sono parole di un genio indiscusso). Per il resto una delusione e una noia mortale. Prolisso, paludoso e logorroico. L'ho abbandonato a tre quarti. Un esempio di letteratura del "parlarsi addosso". Da evitare. Voto: 1 / 5 |
Laura (22-10-2007) Interessanti e indubbiamente originali le prime 50 pagine. Per il resto LOGORROICO. Decisamente un libro sopravvalutato da molti. Voto: 1 / 5 |
Isabella isabella.1@libero.it (05-10-2007) Molto bello. Le prime 50 pagine mi hanno angosciato ma non riuscivo a staccare il "pensiero" dal libro anche quando non lo stavo leggendo. Dopo diventa più "romanzo" e questo cambiamento crea un leggero sollievo anche se a scapito del coinvolgimento. L'autore scrive in maniera molto particolare ma davvero bella. La definirei una scrittura emotiva. è un libro che cosiglio vivamente. Voto: 4 / 5 |
Nicola Lecca (07-09-2007) "Domani nella battaglia pensa a me" è un libro sorprendente. L'autore ha moltissimo talento e, pur raccontando una storia minima, tiene il lettore incollato alle pagine. La sua tecnica narrativa è complessa: ed è tutta volta a creare un rapporto di fiducia con chi legge. Ad esempio, vengono fatte molte precisazioni (apparentemente inutili) e molte circostanze e stati d'animo vengono ribaditi spesso. Marìas è uno scrittore di molto talento e i suoi occhi sono allenati a vedere a fondo nella realtà. Impetoso con i suoi personaggi (che a volte rende ridicoli, cogliendoli nelle loro debolezze) e fin troppo bravo a descrivere ogni sussulto, ogni esitazione, Marìas commette un solo errore: si autocompiace troppo. Fa mostra del suo talento fino all'impossibile. Fino, quasi, a infastidire. Ma il romanzo è tra i più belli letti in questi anni e non si dimenticherà facilmente. Perfetti, fra i tanti, gli episodi dei "fiori anonimi" e delle "corse dei cavalli". Voto: 5 / 5 |
Dema bryanto@libero.it (10-07-2007) DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME
DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME
DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME...
L'avrò detto o pensato 1,10,100 volte....
Poi lei non tornava o non era interessata!!!!
DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME
DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME...
Girati, perchè non è interessata...aiuto!!!!
Si è parlato molto di sto libro, e adesso anch'io potrò dire con fermezza...
DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME!!!
Però un pò lento ma leggibile....
"Rimane l'odore dei morti quando non rimane altro di loro..."
Voto: 3 / 5 |
Merveje (03-05-2007) L'incipit ed il titolo hanno catturato la mia attenzione. Credo che una traduzione meno letterale e ripetitiva (insopportabili le opposizioni continue e snervanti) avrebbe reso la lettura più scorrevole. Decisamente un buon libro.***Leggete e Sognate***
Voto: 3 / 5 |
Fabio Rossi (14-04-2007) Un bel libro sull'imprevedibilità del destino con una trama a volte sospesa tra la dimensione onirica e quella reale. Certamente interessante il finale che induce il lettore a riflettere sulla casualità che decide l'evolversi dell'esistenza umana. Voto: 4 / 5 |
Luigi mr_bluebox@hotmail.com (14-04-2007) Questo è un libro totale, di quelli che raramente si leggono.
Davvero meraviglioso. Capisco le osservazioni negative dei precedenti amici qui sotto... io stesso avevo letto questo libro anni fa: inizio pazzesco (nel senso buono) e seconda parte noiosa che mi aveva fatto rimettere il libro nello scaffale. A dfistanza di anni l'ho riletto tutto, la seconda parte è effettivamente pesante e noiosamente dispersiva ma una volta superata,(saranno 50 pagine?) il libro si riprende al massimo. Trovo la sua ripetività un pregio, ogni tanto rifocalizza il tema e fa sorridere il lettore grazie alla complicità che possono vivere solo l'autore ed il lettore stesso.
Libri come questi sono rari, davvero un capolavoro... un romanzo che resterà nel tempo.
Luigi Voto: 5 / 5 |
morgana (11-02-2007) Da un incipit che con grazia infinita svela la profonda inconsapevolezza dell'essere umano, un viaggio in un'altra vita, che diviene conoscenza di se. Un raro libro che riesce ad unire sincerità e sogno.
Uno dei piu bei libri di uno dei piu grandi scrittori contemporanei. Voto: 5 / 5 |
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