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Coetzee J. M. - Aspettando i barbari | Un magistrato bianco, che per decenni si è occupato degli eventi del piccolo insediamento di frontiera in cui vive, ignorando la guerra tra i barbari e l'Impero che pure incombe sulla cittadina, si trova all'improvviso a confrontarsi con la realtà: dapprima comincia a simpatizzare con i prigionieri angariati durante gli interrogatori, poi si innamora di una di loro, una barbara. Tanto l'amore quanto la dura condizione carceraria lo spingono a compiere, finalmente, un atto di ribellione.
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.2 / 5ALICE (18-07-2011) Una scrittura pulita ma non scarna, dura ma che sa seguire le sfumature e le pieghe del mutare dell'anima con il corpo del Magistrato protagonista. E poi: i barbari. Siamo tutti in frontiera, credo, e con i barbari abbiamo a che fare tutti. A volte li attendiamo semplicemente anche una vita intera, a volte li vediamo e incontriamo, altre vogliamo non vederli o vederli come più ci piace senza nessuna intenzione di conoscerli, a volte... a volte no... Buon romanzo ben scritto e coinvolgente, ottima lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sebastiano (31-08-2009) Libro mediocre. L'ho comprato (e letto, ovviamente) dopo aver visto le recensioni entusiastiche lasciate da alcuni lettori su questo sito e ne sono rimasto profondamente deluso. Non ti lascia niente se non un profondo senso di irritazione nei confronti del protagonista. Credo che sia uno dei personaggi letterari più stupidi che abbia mai incontrato finora! La trama è inconcludente e non riesce a comunicare niente se non un profondo disprezzo per il Potere (volutamente lo scrivo con la maiuscola) e per quelle che sono le inevitabili tele della Storia. In alcuni tratti è talmente intriso di pacifismo e buonismo che si fa fatica a leggerlo.
Difficile credere che l'abbia scritto un premio Nobel. In altre circostanze il mio voto sarebbe stato 1 ma per stima nei confronti dell'Autore credo che sia più giusto un 2!
P.S. Se volete leggere un vero capolavoro (al quale, tra l'altro, secondo alcuni è ispirato anche questo libro) vi consiglio "Il deserto dei Tartari" del nostro Dino Buzzati! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Nelletta (28-04-2009) Toccante è la prima parola che ho pensato durante la lettura di questo libro. Il protagonista che in prima persona ci narra queste righe trasmette benissimo sensazioni, sentimenti e pensieri che lo travolgono nonostante venga annullato come uomo sotto tutti i punti di vista, sembra quasi di starlo ad ascoltare da vicino e di ritenersi fortunati, nel contempo, di non essere al suo posto.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Tommaso (03-08-2008) A me non è sembrato un capolavoro da premio Nobel! Bel libro scritto abbastanza bene anche se talvolta lo stile è talmente ridondante che mi ha confuso, facendomi perdere il filo conduttore dell'intera narrazione! La curiosità mi ha spinto a leggere questo libro che probabilmente non rileggerei! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
rogopag99 (21-03-2008) Meditazione sull'impossibilità della giustizia nella Storia, sull'inevitabilità del male, "Aspettando i barbari" ne racconta la sofferta presa di coscienza attraverso il protagonista mai nominato e definito unicamente attraverso il ruolo che riveste, quello emblematico di magistrato.
Coetzee sceglie di stilizzare al massimo l'ambientazione della narrazione, negando ogni specificità storica e geografica ai fatti per inserirli in una cornice di astrattezza metafisica che ne enfatizza l'universalità (anche se non è difficile vedere dietro lo schermo della parabola una critica acuminata al Sudafrica dell'apartheid). Gli avvenimenti hanno luogo in una cittadella alla frontiera di un impero, qui il magistrato esercita la propria professione amministrando la legge per conto di un governo lontano e kafkianamente imperscrutabile, qui l’Impero manda i suoi soldati in incursioni negli sconfinati territori circostanti per "combattere" i fantomatici barbari che lo minacciano, (l'eco de Il deserto dei Tartari di Buzzati è evidente). La violenza perpetrata dall'Impero su i barbari catturati, in particolare su una giovane mendicante barbara di cui il magistrato si invaghisce, agisce in modo dirompente su una consapevolezza da lungo tempo maturata ma tenuta a bada dal senso del dovere e dal rispetto del proprio ruolo. La violenza sul corpo della donna, su i corpi degli altri barbari (che a sua volta verrà esercitata anche su quello del magistrato) è la violenza della Storia nei confronti dell'altro, del diverso, è il sopruso e la sopraffazione in nome di ragioni superiori che non hanno bisogno di essere dichiarate per essere riconosciute come valide. Per Coetzee, ciò che conta è la forza di testimoniare senza prospettare soluzioni, poiché ciò che è essenziale che venga compreso, ciò che è necessario fare, i fatti lo denunciano nella loro eloquenza.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rossi Fabio redsfab61@tiscali.it (15-07-2007) Un magnifico libro contro la tracotanza ed il pregiudizio dei potenti raccontato attraverso le amare riflessioni di un magistrato di provincia caduto in disgrazia. Da segnalare l'ottima prosa di Coetzee davvero coinvolgente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara (18-12-2006) Molto toccante nella sua crudezza e nel controverso sentimentalismo del protagonista. Meraviglioso nelle sensazioni che evoca e brutale nella cattiveria di ogni giorno. Quanto conta per noi trovare un capro espiatorio? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vale (05-09-2006) Quando lessi questo romanzo, tempo fa, mi dissi che questo signor Coetzee avrebbe vinto il nobel.
E così è stato.
Romanzi come questi ne escono di rado, ed è giusto che sia così.
Un gioiello prezioso, una discesa nell'animo umano, negli inferi della diversità.
Aspettando i barbari, sembra la forma in prosa della poesia di Kavafis. Peccato che i barbari non siano poi arrivati, sarebbero stati una soluzione, quella gente.
Un romanzo inattuale, e attualissimo, in questi tempi di diversi, altri e barbari.
Lo consiglierei eccome anche ad un pubblico giovane, io l'ho letto a meno di trent'anni. Ed è entrato nella mia top ten.
Uno scrittore che resterà nell'olimpo dei grandissimi.
Senza dubbi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gil (04-03-2006) Non lo consiglierei per persone troppo giovani, ma per coloro che hanno esperienza della vita questa è una lettura profonda ed indimenticabile. Il personaggio principale ed i suoi sentimenti prendono corpo e si modificano insieme con la sua consapevolezza di solitudine ed amari bilanci, cui egli contrappone un istinto vitale e d'amore. Letto e riletto, ad ora il miglior Coetzee per quanto mi riguarda, a pari merito con Elisabeth Costello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
guido (29-08-2005) Un gioiellino sulla stupidità di tutte le forme di pregiudizio. Scritto molto bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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