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Lussu Emilio - Un anno sull'altipiano |
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 4.47 / 5Gianmarco istruzione2000@yahoo.it (04-01-2012) Un ottima testimonianza sulla dura vita di trincea durante la Grande Guerra.
Libro scritto in maniera estremamente scorrevole che lascia trasparire, oltre alla grande sofferenza patita per un conflitto assurdo foriero unicamente di morte, anche una visione alternativa (e probabilmente razionale) del nemico austriaco. Lussu, infatti, non lo dipinge come un demone da estirpare ad ogni costo, ma come una persona umana alla pari di tutte le altre (con moglie, figli, parenti, ecc.) che si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato, esattamente come i soldati italiani.
Un testo assolutamente da leggere e, soprattutto, da far leggere nelle scuole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tieke (29-09-2011) Ottimo ed emozionante libro sulla Prima Guerra Mondiale degli italiani. Imperdibile per chi vive e ama le montagne del Veneto e del Trentino, per capirle.
La narrazione rimane equidistante dal romanzo, dal documentario e dal diario, è semplice e scorrevole. Qualcuno si smarrirà tra nomi di luoghi e montagne sconosciuti e appena citati, tra i vari gradi delle gerarchie dell'esercito, ma continuando a leggere ne ridimensionerà l'importanza. Qualcuno potrà avere la sensazione di una forzosa onnipresenza del narratore durante gli episodi di trincea raccontati in maniera non lineare, quasi egli compaia appositamente in ogni scena che possa colpire il lettore, e la sua assenza (di dettaglio) durante le scene di assalto alla trincea nemica sempre giustificata dalle emozioni travolgenti di quei tragici momenti che gli impediscono di ricordare bene quanto accaduto e in quanto tempo. Questa sensazione tende a offuscare la certezza di genuinità con cui ogni lettore si predispone alla lettura di questi tipi di testo, ma se si sopprime questa sensazione, si ignora il narratore e ci si concentra sugli altri personaggi, allora ci si può davvero immedesimare nella vera assurdità, nel vero coraggio, nei veri sentimenti e nei veri meccanismi che portano l'essere umano ad agire in situazioni estreme e sempre molto vicine alla morte, nella situazione peggiore che possa esistere, quella in cui i nemici ti uccidono e gli amici sono altri nemici.
Consiglio anche il romanzo autobiografico "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di Erich Maria Remarque, ambientato sul fronte franco-tedesco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giuliog02 (05-03-2010) Eccezionale. Un libro che consiglio a tutti. Che andrebbe letto e commentato a scuola. L'autore non é uno scrittore professionista, ma é un uomo colto, che ha saputo scrivere con grande semplicità e, al contempo penetrazione nell'animo di chi legge, la varietà dei sentimenti, delle sensazioni, dei moti dell'anima di chi vive la guerra in trincea, oltre, beninteso, i fatti nella loro tragica crudezza . Due miei zii hanno combattuto - come Alpini - nella prima e seconda guerra mondiale. Hanno sempre parlato poco, e solo se richiesti ,di fatti della seconda, ma spesso - spontaneamente - si dilungavano in racconti di ciò che avevano vissuto nella prima! Era sentita e vissuta combattendo per la propria terra: uno era originario della Valsugana e l'altro di Bassano del Grappa. Libro consigliato, indispensabile nella biblioteca di casa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco (16-07-2009) Solo una cosa:è un libro da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
S.A. (23-06-2009) Uno dei libri più belli sulla Grande Guerra, lo consiglio a tutte le persone che vogliono sapere e che non vogliono dimenticare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tower73 (24-04-2009) Concordo con chi mi ha preceduto nella recensione di questo libro: Bello!!! Grazie allo stile asciutto si legge tutto d'un fiato, un libro che fa veramente riflettere. Consigliato!
P.S. per gli amanti del genere io consiglio "il soldato dimenticato" di GuY Sajer; purtroppo è uscito molti anni fa e lo si trova solo sulle bancarelle dell'usato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco Urraro david2001@libero.it (25-01-2009) Il più bel libro sulla Grande guerra italiana, e assolutamente da accompagnarne la lettura con il film "Uomini contro" di Francesco Rosi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
bandy (01-12-2008) ottimo il piu bel libro di guerra che io abbia letto scritto con un linguaggio semplice senza retorica e falsi patriottismi e sopratutto molto ironico nota bene non e un libro contro la guerra ma neanche a favore lussu ha scritto la nuda e semplice realta anche se tuttora a qualcuno puo storcere il naso Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GB (28-11-2008) Grazie alla radio ho riscoperto questo bellissimo libro che molte volte avevo sfiorato e mai preso. E’ il drammatico, veridico, apodittico, tremendo racconto di quel che accadeva ai nostri soldati, ai fanti e agli ufficiali nelle trincee della prima guerra mondiale, in quella orrenda carneficina che si scatenò nel cuore della vecchia Europa nel 1914 e che poi come una malattia mortale contagiò il resto del mondo. La guerra In Europa fu una specie di ibrido tra le dottrine strategiche di stampo napoleonico e le nuove strategie nelle quali facevano capolino le tecnologie militare avanzate che nel corso della seconda guerra mondiale e sopra tutto poi, durante la guerra fredda, sarebbero state tremendamente affinate. Nata come guerra di movimento e poi diventata per un lungo tempo guerra di posizione, sulle trincee del Carso e su quelle della Marna persero la vita, nei tre anni e mezzo che durò, ben 11 milioni della migliore gioventù europea, per non contare gli innumerevoli feriti e il gran numero di mutilati, e tacere delle conseguenze (crisi economiche, cataclismi politici e sociali) che il conflitto lasciò non solo in Europa. Il raccontò è intriso di tanto doloroso realismo e di profonda pietà che, e desta meraviglia che il tenente prima e poi capitano Lussu, che pure interamente si spese in quegli anni e tin quelle trincee, abbia potuto scampare alla sorte di tanti suoi commilitoni (soldati o ufficiali di reparto si moriva lo stesso e con la stessa facilità). La narrazione ci impietosisce e ci addolora e il libro è forse lo strumento giusto per confutare quella bestiale bugia che pretende che debba essere bello e appagante morire per la patria.
Una sola nota critica ad un libro per altro raccomandabilissimo. Emilio Lussu fu un soldato, un patriota e poi un politico. Non so quanti sarebbero riusciti a far quel che lui fece senza macchiarsi le mani e la coscienza. Era un uomo colto, ma non era uno scrittore, un letterato. E questo nella sua scrittura a parer mio un po' emerge. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanna (22-10-2008) Ascolto anch’io in questi giorni la lettura di Marco Paolini su Radio 3 di Un anno sull'altipiano. Ho letto almeno due volte il libro, oltre ai brani durante i periodi scolastici, ho visto il film 'Uomini contro' (per non parlare de La Grande Guerra, ma lì c'erano Sordi e Gassman a stemperare la tragedia)...ebbene non ho mai sofferto tanto come quando ascolto questa lettura radiofonica Porcamiseria! Mi viene un groppo sullo stomaco che devo spegnere la radio per un poco! Sarà la mia età ormai consapevole dei mali del mondo, ma proprio è un'angoscia ascoltare quelle pagine. Lo considero una preghiera questo mio sentire, un'orazione civile, per non dimenticare quei poveracci mandati qui su queste nostre montagne a morire PER NIENTE!!! Anch’io ho avuto un nonno soldato che ha combattuto con gli Austriaci, mentre l’altro nonno era già carabiniere sullo stesso confine con l’Impero AustroUngarico. Così va il mondo e da allora credo che solo le tecniche di guerra siano cambiate, ma non la sostanza. Beata ingenuità di chi considera questo libro ‘noioso’!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanna Antolini g-antol@libero.it (10-10-2008) Lo sto "rileggendo" in questi giorni attraverso la voce di Marco Paolini, alle 14, su Radio3. Ricordo anche il film "Uomini contro", degli anni settanta.
Di fronte a testi come questo, così duro, ma sobrio, si sente tutta l'assurdità di qualunque guerra. Consiglio anch'io, come un precedente "recensore" il testo "Tappe della disfatta", scritto da un militare austriaco.
Piccola nota personale: mentre mio nonno materno durante quella guerra si occupava dell'addestramento dei cavalli da mandare sul fronte italiano, quello paterno era stato inviato in Galizia - trentino, era suddito austroungarico, e dunque dall'altra parte. Ma ci pensate? Se si fossero ritrovati in quelle assurde zone di postazione, uno di fronte all'altro, sparando colpi così, da normale pattuglia, e uno avesse colpito l'altro...
Beh, io non ci sarei, e, sinceramente, mi dispiacerebbe molto!
Adesso mi occupo di alfabetizzazione di studenti stranieri. Forse se si comunicasse di più... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
K. (28-09-2008) Uno stupendo spaccato sulla cruda realtà della prima guerra mondiale. Un libro limpido, scorrevole, amaro e tremendamente reale scritto molto bene. Consigliato vivamente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
valter guglielmetti nordend4609@yahoo.it (29-08-2008) Un bellissimo libro, da raccomandare per la lettura nelle scuole medie. Sono pazzeschi (nel senso veramente da pazzi) i comportamenti di alcuni ufficiali del tempo, gente magari colta ma accecata dalla più bieca ignoranza in nome dell’onore di patria, del regolamento e dell’onore militare. Si capisce bene quale follia sia stata la prima guerra mondiale, autentica carneficina senza scampo, dove i morti si sono veramente sprecati, ed è la parola giusta. Alcune pagine, sembra incredibile, sono persino spiritose, in altre si viene a contatto con la realtà della guerra, con la povertà dei soldati, con la loro stanchezza e l’assurdità di molte giornate. E’ un libro che, nonostante racconti fatti di quasi cento anni fa, può insegnare molte cose ancora oggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Federico (03-01-2008) Libro storico molto bello, scritto molto bene.
All'inizio si è un po' distaccati, poi si entra nella appassionante vicenda.
Mi è piaciuto molto Voto: 4 / 5 |  |  |  |
cossu luca (03-12-2007) molto bello. Scorrevole e di piacievole lettura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vittorio Caffè (27-10-2007) Se nelle scuole facessero leggere questo, invece dei Promessi sposi... mah, forse alla fine gli studenti detesterebbero questo, invece del mattone di Manzoni. Meglio lasciare il capolavoro italiano della letteratura di guerra per conto suo, che se lo legga chi vuole e chi capisce. Il romanzo (che ormai si è capito non essere un vero memoriale) attinge moltissimo alle esperienze di Lussu, che all'inizio della guerra era un acceso interventista, nella mitica Brigata Sassari, fatta solo di sardi, e forse per questo tra le più temute sul fronte alpino; li chiamavano i Diavoli rossi, e ancora si chiamano così, Dimonios. Pastori e contadini sardi andati a combattere per l'Italia sui pietrosi monti friulani e sull'Altipiano di Asiago. Faccia a faccia con l'assurdità di una guerra spaventosa, condotta in modo discutibile dai generali italiani, Cadorna in testa (quegli stessi che, per voler applicare fanaticamente i loro principi strategici, ci avrebbero portato dritti dritti al disastro di Caporetto di lì a poco). E Lussu, che scrive il romanzo nel 1938, fa i conti nelle sue pagine col militarismo e il nazionalismo ottusi dell'Italia savoiarda, con gli orrori della guerra, ma anche con l'umanità e la dignità dei soldati della sua brigata. Un vero capolavoro, pieno di un'ironia tagliente ma anche di un grande senso di compassione per le vittime di un massacro dimenticato (figuriamoci, stiamo perdendo la memoria della seconda guerra mondiale, cosa volete che resti della prima?). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
domenico (29-05-2007) La durezza della guerra che travolge uomini e relazioni attraverso gli increduli occhi (e azioni) di un capitano della prima linea contro gli Austriaci. Un bel libro carico di emozioni, giocato sul lento dileguarsi di astratti ideali patriottici nel drammatico scontro con il costante, indiscriminato, ineluttabile sacrificio del valore della vita umana. Quella degli amici, dei commilitoni, finanche dei nemici.
E' un libro che ha sempre avuto un grande successo, si fa leggere velocemente ed e' a tratti anche appassionante. Meriterebbe perlomeno che le stroncature dei critici dell'ultim'ora fossero circostanziate e argomentate -come peraltro richiesto dalla netiquette di ibs.it Voto: 4 / 5 |  |  |  |
melissa (10-04-2007) scritto bene ma di una noia estremamente mortale. Adatto per chi ama il genere storico. A me non è piaciuto affatto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maria Luisa Sotgiu (15-05-2006)
“Un anno sull’altipiano” , il capolavoro di Emilio Lussu è disponibile, dal mese di marzo, anche in tedesco. La casa editrice altoatesina il “Folio” ha ripubblicato il romanzo tradotto dal giornalista e storico sudtirolese Claus Gatterer, che si era occupato dei problemi dell’Austria multietnica, scomparso ormai da ventidue anni (1984).
Il libro racconta di Bosco Cappuccino e Triangolare, di Sella di San Martino, della Trincea dei Razzi e delle Frasche. Non dimenticando il Carso.
Ne ha fatta di strada il Tenente di Complemento Emilio Lussu, prima di raccontarci un solo anno passato sull'Altipiano dei Sette Comuni: l’Altipiano di Asiago.
E' un libro che parla di guerra, quella combattuta nelle trincee con assalti all'arma bianca contro i reticolati intatti, incontro alle mitragliatrici. Un libro che non parla di odio verso il nemico: il nemico non si odia nella guerra del 15-18: si può uccidere con un fucile o con una baionetta corpo a corpo: ci si deve difendere perché altrettanto potrebbe fare lui. Si odiano la morte, i comandi, il freddo, la fame , gli alti comandi, la lontananza da casa. Si odia la guerra per la sua crudeltà.
E’ un libro attuale per chi odia la guerra senza sapere che cosa sia, per coloro che la affrontano senza responsabilità mandando giovani vite a combattere, ma a loro viene detto che devono portare la Pace. E’ un libro , quello di Emilio Lussu, che si è guadagnato un posto d’onore tra i grandi capolavori della letteratura italiana.
La traduzione di Gatterer dà la possibilità, anche a coloro che al tempo della Grande Guerra si trovavano”dall’altra parte” del fronte, di conoscere la visione disincantata di Lussu e offre un’ occasione di riconciliazione a due popoli che per molti sono ancora “nemici”.
Un sardo e un sudtirolese possono compiere un miracolo attraverso un libro.
Maria Luisa Sotgiu
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco 2/11/2005 (02-11-2005) Lussu ci proietta in una guerra fatta di sangue, di fango, di attese interminabili e, soprattutto, di uomini.
L'opera rende egregiamente l'idea di quanto i fanti della brigata Sassari ebbero a patire sull'Altipiano di Asiago durante la Grande Guerra.
Memorabile la narrazione di alcuni tragici episodi che non possono non provocare disgusto ed indignazione.
Tra un assalto disperato e l'altro, vi è enorme spazio per i sentimenti umani che Lussu suggella egregiamente con l'inchiostro.
Un testo semplicemente meraviglioso, per non dimenticare.
Per chi volesse avere uno spaccato della Guerra sull'Altipiano, visto con gli occhi dell'opposto schieramento, consiglio la lettura dell'altrettanto interessante "Tappe della disfatta" dell'austriaco Fritz Weber che, come Lussu, si trovò a combattere sull'Altipiano allo scoppio della Grande Guerra.
Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21
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