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Diamond Jared - Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila... | In questa carrellata sulla storia del genere umano, Diamond ci mette in guardia da pericolosi pavoneggiamenti "occidentali": se si può parlare di una nostra superiorità culturale, essa deve consistere solo nella coscienza che la natura non determina alcuna superiorità. Attraverso un agile percorso narrativo, il saggista americano arriva a dimostrare che le diversità culturali affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.55 / 5Into Shambala (04-10-2008) Il libro di Diamond è uno dei libri più belli che ho letto durante i miei studi di archeologia.Nel suo libro è riuscito a dare un ottima spiegazione delle cause che portano determinate popolazioni del mondo ad essere più progredite di altre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianluca Di Bari gianlucadibari@virgilio.it (06-11-2006) Un saggio lungo, complesso sulla storia dell'evoluzione della specie umana che dovrebbe essere annoverato tra i libri d studio in tutte le scuole. L'autore fa luce sulle ragioni che hanno portato agli attuali equilibri socio/politico/culturali mondiali attraverso una scrupolosa analisi dei fatti storici degli ultimi 13000 anni. Per fare ciò, ha utilizzato le scienze come la biologia, la glottocronologia, l'archeologia, insieme ad una capacità di osservazione degli eventi storici non comune. Prendetevi il tempo che serve ma leggetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jules (27-09-2006) Sul libro e su Jared Diamand è già detto quanto basta nei commenti precedenti, vi consiglio anche il suo "Collasso" (anche se aspetterei l'uscita della versione economica...). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio codogno puntomaupunto@tin.it (13-03-2006) Nella versione italiana, il sottotitolo di questo libro è "breve storia del mondo negli ultimi 13000 anni". Ma nella versione originale si afferma che la storia è "of everybody", di tutti. In effetti l'autore, che si è anche vinto il Pulitzer nel 1997 con quest'opera, riesce nell'impresa di dare una spiegazione convincente al perché sono stati gli Occidentali a conquistare gli altri continenti e non viceversa. "Armi, acciaio e malattie" sono le cause finali che hanno permesso ai pochi conquistatori europei di vincere le altre popolazioni, ma la ragione per cui non è capitato l'opposto, secondo Diamond, è il vantaggio competitivo della massa continentale eurasiatica (più il Nordafrica), che aveva meno barriere naturali, più grandi animali da addomesticare, un maggior numero di piante coltivabili e una direzione est-ovest. Questo ha permesso di avere sempre più persone che non dovevano passare tutto il loro tempo a procacciarsi il cibo, rendendo così possibili nuove innovazioni che venivano a loro volta ottenute dalle popolazioni vicine.
Se c'è un appunto da fare, è la prolissità del testo. Questo è uno dei casi in cui i "libri condensati" che un tempo Selezione dal Reader's Digest pubblicava sarebbero stati perfetti, asciugando le ridondanze del testo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca (19-02-2006) Per chi ama la preistoria è un libro fondamentale. Trovo incredibile che questo saggio, che esamina la storia del'umanità in tutto il mondo -nessun continente escluso- sia stato scritto da una persona sola.
La tesi del libro è che la geografia sia più importante della storia, e ne abbia determinato l'andamento in una maniera più profonda di quanto si sospettasse.
Un libro che contiene delle risposte, che rileggerò con calma.
Luca Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Armando Carrara armandocarrara@aliceposta.it (22-01-2006) Un eccellente libro. Sono rimasto affascinato dall'analisi approfondita dell'autore. Non se ne può evincere una formula che possa condurre questa o quella società ad evolversi in un modo piuttosto che in un altro. Il libro suggerisce giustamente dei corridoi evolutivi che possono, se non determinare, influenzare l'evoluzione o l'involuzione di una società. Ricerche più recenti hanno comunque già ridatato la nascita della coltivazione delle graminacee identificando località non citate nel libro (alto Egitto); anche la storia della nascita degli alfabeti è un poco troppo sintetica e per questo lacunosa. Ho trovato un poco troppo pesanti (per quanto sapide)le prime centocinquanta pagine. Vorrei tanto che i caratteri di stampa fossero più grandi e che la qualità della stampa e della carta fosse decisamente migliore... ma questo non centra nulla con l'eccellente contenuto di questo saggio. Leggilo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giulia july.rastelli@tiscali.it (27-12-2005) Diamond traccia una breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni, con l'intento di rispondere principalmente ad una domanda:
perchè alcuni popoli sono più ricchi di altri? In pratica, perchè gli Europei hanno conquistato buona parte del mondo? Inizia così un affascinante viaggio nella preistoria
dell'uomo alla scoperta ed alla giusta comprensione
delle differenze tra i popoli. Nel tentativo di respingere
l'istanza razzista, Diamond tocca le principali
tappe dell'umanità, mostrando come l'ambiente sia stato
la vera causa di tante diversità. Un libro lucido e sincero
che attraverso le conoscenze storiche e scientifiche
tenta di mettere in crisi i secolari pregiudizi sulle razze,
ricordando a tutti come la geografia abbia avuto un ruolo
importante sulla storia e sull'attuale conformazione
geo-politica del mondo in cui viviamo. Affascinante
e abbastanza discorsivo, questo saggio è una piccola
perla da non far mancare nella propria
libreria, da leggere e rivedere in ogni momento.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ale67 (29-11-2005) E' il miglior libro che abbia letto negli ultimi anni; Diamonds riesce a unire discipline scientifiche tra loro molto diverse (biologia, storia, alimentazione, antropolgia, climatologia) in un discorso lineare, semplice ed appassionante. L'obiettivo? spiegare come le differenti modalità e velocità di evoluzione umana siano dipesi da una serie di molteplici fattori, esterni comunque all'elemento "razza". Assolutamente da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo Savio (10-10-2005) L'autore, un ornitologo americano imprestato all'antropologia, vuol dimostrare con questo saggio che il diverso sviluppo delle c.d. "razze umane" non è dovuto a fattori genetici che rendano una "razza" superiore intellettualmente ad un'altra, ma esclusivamente a fattori geografici ed ambientali, che nel lungo periodo hanno favorito alcuni rispetto ad altri: potremmo dire "quelli che stavano al posto giusto al momento giusto". Per far questo espone uno studio comparato fra lo sviluppo delle popolazioni dei vari continenti dal momento della comparsa della specie umana in ciascuno di essi fino ad oggi. Se la dimostrazione sia convincente o meno lo deciderà il lettore, tuttavia il libro è pregevolissimo, i concetti scientifici sono esposti in modo semplice e non semplicistico, sono corredati da una gran quantità di esempi e spesso sono riportate (e confutate) anche le considerazioni che porterebbero a conclusioni diverse da quelle cui è giunto l'autore. L'unico difetto sta forse nell'eccessiva lunghezza (le dimesioni ridotte del volume non devono ingannare: i caratteri di stampa sono piccoli ed il testo è quindi più lungo di quanto paia a prima vista) per cui dopo la metà il lettore comune incomincia a "perdersi". Si tratta comunque di un'opera divulgativa di alto livello e di grande interesse per chiunque. L'introduzione all'edizione italiana è dovuta a due noti genetisti: Luca e Francesco Cavalli Sforza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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