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Campana Dino - Canti orfici | Una vita errabonda, chiusa a trentatre anni con il ricovero in manicomio, ha fatto di Dino Campana (1885-1932) un maudit, il Rimbaud italiano, un caso clinico da affidare all'aneddotica. Autore di un solo libro, i Canti Orfici (1914), pur affondando le proprie radici nella cultura europea, quella simbolista in particolare, il "poeta pazzo" ha in realtà caratteri propri che lo rendono difficilmente collocabile in una linea o in una tradizione. Quella del "visionario", forse la figura più inquietante del nostro Novecento letterario, è una scrittura orfica (cioè misteriosa, oscura, per iniziati) scaturita da una vena ben consapevole della "purità di accento" che la percorre.
Media Voto: 5 / 5arlopiro (05-11-2007) Tralasciando lo studio filologico e accademico di D. Campana, il valore culturale dei "Canti Orfici" occupa, con prepotenza, una posizione irremovibile nel sistema letterario. La cantabilità della lingua, la sua 'parole' saussuriana, rimane una luce ancora viva dell'italiano parlato (e pensato), anche nell'epoca delle traduzioni bislacche di opere bislacche di autori bislacchi. Chiunque si ritenga amante della poesia/prosa deve collocare nella propria libreria questa opera - magari tenendo d'occhio, a distanza, le "Elegie Duinesi" di Rilke: la riforma delle forme poetiche (prosa poetica, verlibrismo, 'cantos' underground americani, etc.) ha avuto pochi, sensibili profeti: un 'filo rosso' che deve intessere i nostri scaffali bibliofili. Loro compagni di ventura: Prevert, Auden, Simon ("La chioma di Berenice"). Unico rimpianto, la mancanza dell'ed. Marcos y Marcos dei "Canti", feticcio librario della poesia nello specchio - o dello specchio nella poesia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piri (09-10-2006) Mi viene quasi da piangere nel vedere pagine e pagine di recensioni su romanzi di autori come Deaver Jeffery, Crichton Michael,Follett Ken e tutta la varia letteratura americana contemporanea, mentre "autori divini" della nostra Italia come Campana, Luzi Mario, Calvino Italo e tantissimi altri sono quasi ignorati. Scusate ma dovevo dirlo ! Viva la letteratura Italiana !... poi Follet Crichton Brown... ma daaai! ( alla Mughini ) Capisco Bukowski(the best!)Burroughs, Tolkien o Cohen e i veri Grandi ma non "gli alfabetisti del popolo e dei cash !".
Scusate questa arringa,bisognerebbe aprire un dibattito... Comunque "I canti orfici" è un libro di una bellezza quasi scandalosa, direi che non ci sono parole per descriverlo...
LEGGETELO ! LEGGETELO E FATELO VOSTRO ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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