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Roth Philip - La macchia umana |
Il professor Coleman Silk nasconde un segreto da cinquant'anni, e lo fa così bene che nessuno, nemmeno sua moglie e i suoi figli, se n'è mai accorto. Un giorno però basta una frase (anzi una parola sola, detta per sbaglio, senza riflettere) per scatenare su di lui, e su tutto il suo mondo, le streghe del perbenismo, gli spirti maligni della "political correctness". Mentre la sua vita precipita nel caos, l'America non a caso sta vivendo l'evento più inspiegabile della sua storia democratica: siamo infatti nel 1998, "l'estate in cui il pene di un presidente invase la mente di tutti".
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.46 / 5Ant.74 (15-06-2009) Non si può dare un giudizio negativo e affrettato del romanzo solo perchè non se n'è compreso il senso, o perchè non rientra nei propri gusti personali. Bene è così! I gusti sono gusti. O meglio si potrebbe obiettare sostenendo che i gusti sono sogettivi e che l'oggettività è data dalla convergenza comune nel ritenere un "capolavoro" solo quelle opere di cui tutti ne capiscano il senso. Ma allora si compra altro, oppure bisogna che il potenziale lettore, prima di acquistare il libro, legga prima qualche pagina in libreria. Ma veniamo al romanzo. C'è da dire che la trama è secondaria rispetto alle tante e geniali riflessioni che Roth fa dell'America. Non che sia pleonastica(la trama) del tutto, ma ha la mera funzione di fungere come base di sostegno per spalmare e mettere in luce il falso moralismo degli americani. E' un romanzo sulla facilità dei giudizi, sui prigiudizi, sulla condanna del sentito dire etc. A chi ama le riflessioni! Voto: 5 / 5 |
luca bidoli luca.bidoli@virgilio.it (11-06-2009) Che non sia un libro facile, che sia un libro che richieda tutto te stesso, che sia un libro che a tratti possa anche darti fastidio, disgusto anche fisico, che ti costringa, a volte, a chiudere pagina e spegnere la luce, magari per stare a occhi aperti a ripensae a quello che appena letto, ecco, io, per me, questi motivi, che non spiegano tutto, sono già sufficienti per fare di questo libro un grande, autentico libro, di quelli che ti porti dietro, per anni, a lavorarti dentro. Voto: 5 / 5 |
max castel (27-04-2009) A tratti esaltante per la genialità dei pensieri. A tratti la storia prende respiro, ma per rapirti subito dopo. Un intreccio di "macchie" che si allargano e mutano forma nell'illusione di non sovrapporsi, ma è solo la natura che comanda il gioco. Ancora meglio di "pastorale americana", anche se il personaggio dello "Svedese" rimane irripetibile. Voto: 5 / 5 |
claudio (14-10-2008) E' il primo romanzo che leggo di Roth. Tutti i commenti che avete rilasciato fino ad ora contengono del vero. E' un libro che può esser interpretato come noioso (per lunghi tratti) e troppo prolisso (infarcito di lunghi ed inutili periodi) o, per alcuni, questa difficoltà per il lettore (innegabile) può esser interpretata come una lunga e ardua camminata "dentro" un opera dal peso specifico rilevante, ovvero complessa e pesante più per come è scritta che per la sua relativa lunghezza. Per dare 1/5 a Roth ci vuole il pelo sullo stomaco perché è innegabile che seppur con molti vuoti narrativi il nostro qui e là regala pagine veramente di grande livello. Unici commenti che non mi trovano d'accordo sono sulla volgarità e sul fatto che sia meglio guardarsi il film che tra l'altro è uno dei più brutti degli ultimi 10 anni. Comunque ad uno scrittore esordiente gli avrebbero sfrondato mezzo libro per alleggerirlo. Non più di 3 comunque, ora corro a leggere Pastorale. Voto: 3 / 5 |
luca lucagraph@gmail.com (15-09-2008) come non collocare quest'opera tra i capolavori della letteratura mondiale?? Roth ci conduce per mano ,con una capacità dialettica sublime, in sentieri narrativi aspri, sterrati e progressivamente accidentati, ma allo stesso tempo apre dinanzi ai nostri occhi scenari interiori straordinariamente rigogliosi , pregni di cromie e di struggenti sfumature dell'anima.Una percorso duro, decisamente per "piedi buoni", ma al termine del quale ci si sente arricchiti di nuove luci e di impensabili e vertiginose visuali umane.Un pò spossante la lettura degli infiniti capitoli..ma è una fatica di cui si è prontamente ripagati.Un brano su tutti:Il pranzo terapeutico al ristorante cinese, in compagnia dei reduci del vietnam; delirantemente bello!da leggere sgombrando la mente dalla spazzatura delle quotidiane incombenze! Voto: 5 / 5 |
stefano scarpa ste.scarp@iol.it (29-08-2008) Metto 4 x alzare la media immeritata (soprattutto da chi vota senza leggere), anche se x me merita 3+, non tanto x come è scritto (in maniera magistrale, con profondità e verità difficili da trovare in altro autore contemporaneo) quanto per la trama e per il senso di oppressione e di ansia che mi ha trasmesso. Lo consiglio per il puzzle di personaggi e di vissuto in cui ciascuno, anche il più odioso e superficiale dei caratteri, ha le sue ragioni; la comprensione umana li tocca tutti, e pare quasi di vederseli davanti.
Non si affronta come un romanzo d'evasione, per cui va letto senza disturbi esterni in modo da venire inghiottiti dalla prosa. devo dire che i capitoli lunghi non aiutano una lettura spesso rubacchiata nei brevi sprazzi di tempo libero! Voto: 4 / 5 |
bilitti (27-07-2008) l'ho iniziato due volte.....ma non sono mai riuscita ad andare oltre le prime pagine.Noiosissimo. Voto: 1 / 5 |
magistris baussant@tiscalinet.it (21-09-2007) romanzo lento e difficile ,qualche pillola di saggezza , un po' di "sana" volgarità di "milleriana" memoria e nient'altro. Voto: 2 / 5 |
PROT (13-09-2007) libro complicato che non mi ha coinvolto proprio per niente... peccato Voto: 3 / 5 |
stefano algenor@libero.it (04-07-2007) confuso, noioso, prolisso a tratti volgare. La trama sarà anche bella, lo stile no. quasi impossibile procedere. almeno metà libro è di troppo. meglio guardarsi il film....
Voto: 1 / 5 |
angela (18-04-2007) è il primo romanzo di roth che leggo, finalmente. non c'è che dire: eccellente. Voto: 5 / 5 |
_roberto_ (30-06-2006) davvero non ce l'ho fatta.
lasciato li' a pag. 69...
autore che davvero non fa per me.
r
Voto: 1 / 5 |
Mimmo (20-06-2006) Secondo me il più bello e completo di Roth.Qui troviamo l'irriverenza e la scorrettezza di Sabbath e di Kepesh,l'America bigotta e puritana dei Levov,passando per il tratteggio storico che abbiamo già visto in "Ho sposato un comunista" e nella Stessa "Pastorale.."Il miglior libro del più grande scrittore vivente.
Voto: 5 / 5 |
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