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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Ishiguro Kazuo - Quel che resta del giorno

Quel che resta del giorno TitoloQuel che resta del giorno
AutoreIshiguro Kazuo
Prezzo € 11,00
Dati2005, 296 p.
TraduttoreSaracino M. A.
EditoreEinaudi  (collana Einaudi tascabili. Scrittori)
 
Disponibile anche usato a € 5,50 su Libraccio.it

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30 recensioni|Invia recensione
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Descrizione
Oxforshire, Inghilterra. Estate 1956. Figlio di maggiordomo, e maggiordomo egli stesso, l'anziano Stevens ha trascorso gran parte della sua vita in una antica dimora inglese di proprietà di Lord Darlington, gentiluomo che egli ha servito con devozione per trent'anni. Con altrettanta fedeltà egli si accinge ora a entrare al servizio del nuovo proprietario di quella dimora, l'americano Mr. Farraday, desideroso di acquisire, assieme ed attraverso la casa, anche quanto di antico, per storie e tradizione, a essa si accompagni. Ed è su invito del nuovo padrone che Stevens intraprende, per la prima volta nella sua vita, un viaggio in automobile nella circostante campagna inglese. Questo viaggio si risolverà in un inquietante viaggio dentro se stessi.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 30 recensioni presenti.  Media Voto: 4.6 / 5 | Invia recensione

manuel (07-06-2014)
bel libro, se non altro originale. non mi ha lasciato molto ma l'ho letto volentieri.
Voto: 4 / 5
olga (04-10-2013)
Questo libro è davvero un piccolo gioiellino della letteratura inglese, elegante e sobrio come solo un "vero maggiordomo" deve essere!
Voto: 5 / 5
angelo angebet@hotmail.com (11-06-2012)
Ingredienti: un maggiordomo che si lascia guidare solo e sempre dalla propria dignità, un mondo in cui l'onore e gli eventi storici paiono contare più dei sentimenti e della vita dei singoli, l'obbedienza-fiducia cieca verso chi si è scelta come propria guida, un bilancio di tutto questo condotto solo alle ultime ore del "giorno". Consigliato: a chi vuol assaggiare il sapore di un Gattopardo condito in salsa very british, a chi pensa che l'obbedienza, la fiducia e la devozione siano virtù più importanti dell'autodeterminazione e della stessa vita.
Voto: 4 / 5
Luca (28-04-2012)
Un romanzo splendido, uno di quei libri a cui, una volta finiti, non si può fare a meno di ripensare.
Voto: 5 / 5
FabioMit (07-12-2011)
Un libro raffinato, delicato, che insegna moltissimo. Ci si lascia cullare dalle sue pagine melliflue, dallo stile che trasuda dal racconto, dall'insieme di sentimenti e sensazioni che vengono scolpiti nell'animo di chi ha la fortuna di viverne la trama. Una meravigliosa lezione di vita. Un'esortazione a non lasciarsi mai trascinare dall'ovvietà del tempo. Una forte esclamazione che ti scuote e ti convince ad apprezzare quel che ancora resta del giorno. Magnifico.
Voto: 5 / 5
Annarita (25-10-2011)
E' un libro molto bello, di struggente delicatezza. Il viaggio reale ed interiore di un uomo la cui vita è stata spesa unicamente per la realizzazione di un ideale di perfezione. Un'intera esistenza dedicata ad essere un maggiordomo perfetto, di rara dedizione e professionalità. Innanzi a tutto il rispetto della tradizione, il senso del dovere più importante anche della morte del padre; tiepidi e in lontananza i sentimenti ed il calore umano. Steven si inoltra attraverso lo scenario della malinconica campagna inglese per incontrare una vecchia compagna di lavoro, la quale rappresenta la sua occasione perduta di vivere la vita che non ha saputo scegliere. Il viaggio gli offre giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, l'opportunità di riflettere sul proprio vissuto e su quel che resta da vivere. E come all'improvviso si aprono nel paesaggio scorci di rara bellezza così si presentano momenti di consapevolezza rispetto a ciò che non è stato vissuto e al vuoto che non è stato riempito dalle mancate scelte di amore. "Quel che resta del giorno" è ciò che si presenta innanzi all'uomo maturo che ha interpretato la sua intera vita in funzione di un modello e che, grazie al rigore e all'umiltà del cui esercizio ha sempre fatto un punto d'onore, proverà a mettersi in discussione. Senza essere convincente. Resta la sensazione di un dolore rimosso, di un ulteriore e immutabile rinvio. Di pregio anche la ricchezza data da un autore giapponese capace di coniugare la delicata riservatezza orientale alla pragmaticità dello stile di vita dell'occidente.
Voto: 5 / 5
strummercave (06-09-2011)
E' un romanzo intimo, intriso di poesia e malinconia, con dialoghi bellissimi e pieni di ironia. Mr Stevens è un personaggio che rimane scolpito nel cuore. Da non perdere
Voto: 5 / 5
fu (06-09-2011)
Leggere un libro e leggere Ishiguro sono due cose completamente diverse. E' diverso anche il modo in cui si tiene il libro fra le mani. C'è qualcosa che va oltre e che sai bene, non ti deluderà.
Voto: 5 / 5
Piermaria (15-02-2011)
Davvero un bel romanzo. Mr Stevens, preoccupato di trovare nella "dignità" professionale il senso della sua vita, scopre verso sera la bellezza struggente di un amore perduto.
Voto: 5 / 5
marc (30-09-2010)
Stupendo. Le pagine finali, poi, sono di struggente bellezza e malinconia...il tramonto che scende sul porticciolo che si illumina di luci colorate e Stevens, seduto su di una panchina, che, per la prima volta "vede" quel che è stata la sua vita e riflette in maniera commovente su "quel che resta del giorno"...
Voto: 5 / 5
Polly (02-09-2010)
Libro bellissimo, scritto in modo impeccabile. E' il primo che leggo di Ishiguro e certamente leggerò anche tutti gli altri. E' già stato detto tutto...e concordo con chi parla di taglio grottesco e ironico che sicuramente caratterizza queste pagine, che va a mescolarsi con una malinconia e un'amarezza di fondo che ti accompagnano fino all'ultima riga. Meraviglioso.
Voto: 5 / 5
armando (05-06-2010)
Sulle qualità del libro è già stato detto a sufficienza (e positivamente) in questa rubrica. Mi associo con chi ha consigliato la lettura di questo romanzo. Sarebbe bello poterlo leggere in lingua originale (eccellente, comunque, la traduzione).
Voto: 5 / 5
liposucchiato (08-02-2010)
Libro stupendo, magistrale, di profondità unica. Ma vorrei sottolineare un aspetto che nessuno ha rilevato. Secondo me il romanzo è intriso anche di una sottilissima ironia. Infatti, le osservazioni pedanti e surreali del maggiordomo non possono non suscitare ilarità. Vedasi anche le disquisizioni sul concetto di "dignità" e alcuni degli esempi riportati a supporto di tali disquisizioni. Insomma, c’è tutto in questo libro ma c’è anche, a suo modo, un taglio grottesco e ironico da non sottovalutare.
Voto: 5 / 5
huiying (28-07-2009)
ho letto questo libro anni fa e ancora adesso lo ricordo con un filo di malinconia.Il racconto inizia a toni piani e lenti,quasi impercettibili.ci si ritrova in una tipica residenza inglese e la narrazione è tutta incentrata sulle osservazioni di un vecchio maggiordomo genuinamente inglese.ammetto di aver pensato che fosse noioso.ma pian piano la realtà asettica e incolore filtrata attraverso il racconto di Stevens inizia a incrinarsi e si intravedono tiepidi i colori dei sentimenti umani,così ben repressi e nascosti dietro al "dovere" e al ruolo di perfetto maggiordomo inglese.questa timida scoperta mi ha portata a leggere con grande interesse il seguito,dove pian piano ci si allontana dalla realtà perfetta,ma parziale fornitaci da Stevens.l'orizzonte si amplia grazie al ricordo di episodi del passato riguardanti il padre,Miss Kenton e il suo antico padrone Lord Darlington.si comprende meglio la personalità di Stevens e ci si rende conto del reale significato di questo viaggio attraverso la campagna inglese per andare da Miss Kenton.nonostante l'inizio apatico,il finale è estremamente carico di pathos per chi ha realmente condiviso il viaggio interiore del protagonista.è un libro che fa riflettere,delicato e sensibile,uno dei più belli che abbia letto negli ultimi anni.
Voto: 5 / 5
Sargon (05-06-2009)
Bellissimi viaggi paralleli quelli che Stevens percorre nella campagna inglese e nella sua memoria. Magistrale l'uso della lingua che fotografa molto bene il protagonista ed il suo ambiente: un maggiordomo talmente "british" da sacrificare tutto al suo lavoro, fino alla presa di coscienza finale, dove un rammarico neanche tanto velato viene tacitato dall'orgoglio professionale e dalla esortazione a gustare "quel che resta del giorno". Un libro che ci si rammarica sia finito e che invoglia a leggerlo in lingua originale, grazie anche alla piacevolissima traduzione in italiano. Vedere il film? Forse, ma non subito...
Voto: 4 / 5
Laura (03-06-2009)
Per rispondere a chi scrive che questo romanzo esprime le opinioni di "Un uomo che a mio parere non ha mai vissuto se non per l’amore per il suo lavoro.", e che un libro si deve valutare dalla trama..QUESTA era la trama! Certamente se ci si vedono dentro solo disquisizioni sull'argenteria, non si è compreso lo spirito del romanzo, un racconto intimista di grande spessore che non si può valutare in base a quello che effettivamente succede (non troverete alieni che emergono dagli oceani o Robert Langdon che indaga, qui). Il valore sta in altro, e non parlo dello stile. Un libro praticamente perfetto, vale veramente la pena di leggerlo.
Voto: 4 / 5
Gaetano Luca (19-04-2009)
Un romanzo fantastico, scritto magistralmente. Impegnativo, ma mai pesante o noioso. Forse il miglior libro che ho letto nell'ultimo anno. Con garbo Ishiguro racconta la storia di questo anziano maggiordomo fedele fino alla morte (anche quella del padre) alla sua professione, fedele al suo padrone, fedele allo stile di vita che ha scelto, tanto da sacrificare le proprie idee, da soffocare gli amori, da annullare se stesso. Ma durante il racconto l'uomo, che ha intrapreso un viaggio per ritrovare una vecchia compagna di lavoro (donna che è metafora della vita che avrebbe potuto scegliere ma che non ha scelto), si abbandona pagina dopo pagina, città dopo città, ad una sottile malinconia che alla fine si trasforma in ansiosi interrogativi: come sarebbe stata la mia vita se non l'avessi dedicata interamente al mio padrone? Che cosa mi spingerà adesso a vivere con intensità quel che resta del mio giorno? Un capolavoro, per la scrittura robusta e semplice al tempo stesso, per i concetti che esprime e per le riflessioni che induce a fare.
Voto: 5 / 5
Ilaria (02-12-2008)
Finalmente ritorna la letteratura con la L maiuscola...un libro scritto in maniera magistrale con uno stile elegante e per niente pesante, dialoghi semplici ed efficaci trattati con maestria. La trama è delle più elevate con un viaggio nella campagna inglese che è soprattutto un viaggio nel mondo interiore di una persona che ha vissuto senza rammarico solo per compiacere altri e nemmeno alla fine riesce a capirlo fino in fondo.Una storia vera,impattante ed energica..mi è sembrato di leggere uno dei grandi autori che amo..grazie davvero all'autore per questa stupenda lettura!
Voto: 5 / 5
flowaway (04-09-2008)
Finalmente un libro scritto con uno stile articolato! Forse abituati alla sintassi minima della gran parte dei libri in circolazione oggi, all' inizio si può faticare un po'. Da segnalare l' ottima traduzione. Non è un libro pedante, anzi, man mano che si procede seguendo il viaggio di Stevens (quello attraverso il suo Paese e quello suo, intimo, a ritroso negli anni)non si può fare a meno di compiere un ' analisi profonda su noi stessi e il nostro vissuto. Un libro che i lettori di Moccia sono anni luce dal capire e apprezzare
Voto: 4 / 5
Cinzia tranzocchicinzia@gmail.com (01-05-2008)
Non vorrei fare il bastian contrario per tutti coloro che hanno lasciato un commento positivo per la lettura di questo libro, ma purtroppo io non ci ho trovato nulla di positivo. La trama in se è molto banale, come sono banali gli sfoghi di questo “elevato” maggiordomo. Un uomo che a mio parere non ha mai vissuto se non per l’amore per il suo lavoro. Riconosco che lo stile di scrittura è molto elevato, fine, ma il libro lo si deve valutare anche per la trama e per i temi trattati. Mi dispiace davvero perché mi aspettavo davvero qualcosa di diverso!
Voto: 2 / 5
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