|
|  |
Yehoshua Abraham - L' amante | Sullo sfondo di una Haifa scossa dalla guerra del 1973, si dipana lo scenario de L'amante, il più sinceramente israeliano dei romanzi di Yehoshua. L'autore si affida alle voci dei suoi personaggi, ai loro sogni, ai ricordi, ai desideri, alle aspettative: sono le parole di Adam, agiato proprietario di una grande officina meccanica; le riflessioni della figlia Dafi, quindicenne insonne e ribelle; i sogni della moglie Asya, intellettuale precocemente ingrigita; gli stupori di Na'im, giovane operaio arabo; i vaneggiamenti della novantenne Vaduccia; e infine il resoconto stupefatto di Gabriel, l'amante scomparso. Mondi lontani, a dispetto dell'amore; voci tanto vicine quanto diverse siglano l'impossibilità di conoscere veramente chi ci vive accanto.
Recensioni 1 - 20 di 37 recensioni presenti. Media Voto: 4.67 / 5Valter (09-04-2012) E' la commedia della solitudine: tante persone che si girano intorno, ma che si sentono - e sono - profondamente sole. L'espediente narrativo di raccontare la vicenda dal punto di vista dei singoli protagonisti non è una novità. Nonostante tutto è un libro magistrale e appassionante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Adriana (03-07-2011) Storia e personaggi coinvolgenti come non mai. Un libro da leggere senza fretta, assaporandone ogni pagina e risvolto della vicenda narrata. Era il mio primo, ma di certo non sarà l'ultimo romanzo di questo abilissimo scrittore che avrò letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (19-09-2010) Veramente bello. Era da un sacco di tempo che dovevo leggerlo e mi sono impegnato la scorsa settimana. Ottima l'idea di far parlare i singoli protagonisti. Ennesimo ottimo lavoro di Yehoshua Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vito (16-09-2010) Travolgente, appassionante, splendido. E lo stile è unico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annarita (11-03-2010) Yehoshua nel raccontare questa storia attraverso la voce di ciascun personaggio ci dona la ricchezza di ogni punto di vista, ci insegna l’onestà intellettuale di saper riconoscere le diverse sfaccettature della verità.
Asya è una donna misteriosa, chiusa, triste, grigia e spenta. Di lei Yeshohua ci lascia solo conoscere i sogni: è il personaggio più evanescente di tutto il libro.
Anche Adam è chiuso e triste. E’ un uomo concreto che ha costruito la sua vita con tenacia ed umiltà e che si perde nel disperato tentativo di possedere la moglie così diversa da lui. La sua è una ricerca incessante di trovare un punto di contatto con lei, un tentativo costante ed ostinato di descriverla, spiegarla, penetrarne i segreti, i lati oscuri. E’ per raggiungerla che insegue il suo amante, quello che lui stesso le ha procurato, Gabriel l’ebreo poco ebreo, tornato in Israele solo per avere l’eredità della nonna morente, che sarà soldato suo malgrado e che pur di non combattere sarà disposto a trasformarsi in ortodosso.
Dafi, la figlia, non può dormire, non può rischiare di perdere il contatto con la realtà. E’ un’adolescente irrequieta, curiosa e critica. E’ coraggiosa, abituata alla propria solitudine e nella risoluta ricerca della propria verità si permette di andare incontro al mondo lontano e diverso di Naim.
Naim, voleva studiare, è un ragazzo palestinese desideroso di incontrare l’altra metà del cielo di Israele. Attratto dall’universo sconosciuto degli ebrei, si innamora di Dafi, e si ritrova nel mezzo, né palestinese, né ebreo, né studente, né lavoratore, ospite e custode di Vaduccia la nonna ebrea che ha perso conoscenza, la cui mente se ne è andata, e che è una “pietra” in un letto d’ospizio, ma che alla parola Gerusalemme prova un gran dolore, piange, attraversa il pianto, ode il suo nome e si risveglia.
Vaduccia è un’ebrea israeliana triste per ciò che succede al suo paese, un paese che ha perso il suo Amante, e la cui salvezza può arrivare solo dall’amore di tutti per tutti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristiano (02-10-2009) Bello in ogni sua parte. Ottima la scelta dei personaggi ai quali ci si affeziona e ci si immedesima. Ottima anche la scelta di far parlare i protagonisti in prima persona. Spiccano su tutti i giovani Dafi e Na'im soprattutto per la loro spontaneità nel manifestare i loro sentimenti, al contrario degli adulti che vivono in maniera piu' "condizionata" le loro vicende sentimentali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giusy (21-07-2009) Troppo bello!!Scritto benissimo e coinvolgente fino alla fine....Lo consiglio a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
arty93 (14-07-2009) Yehoshua ha letteralmente esagerato!! troppo bello.
L'ha scritto troppo bene. Ho divorato questo libro in pochissimo tempo. Io di libri ne ho letti diversi, pur avendo soli 16 anni, ma questo è sicuramente il più bel libro che io abbia mai finito! il voto? 10000/5.
CONGRATULAZIONI YEHOSHUA!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio (11-06-2009) Che bel romanzo! Avevo letto l'ultimo uscito di Yehoshua "Fuoco amico" che mi era piaciuto ma non mi aveva entusiasmato. "L'amante" è una storia bellissima, scritta con molta precisione, e vista sotto diversi punti di vista dai protagonisti. E' fondamentale per capire come mai a distanza di trentun'anni dalla prima uscita lo squarcio che divide Ebrei e Palestinesi sia rimasto pressochè invariato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesca (16-04-2009) Nell’Haifa del 1973 Adam e Asya, ebrei, sposati da più di vent’anni, abitano la loro casa nella più totale indifferenza: a stento si parlano. La figlia, Dafi, un po’ ingenua, ci offre il suo sguardo di quattordicenne: curiosa e abitudinaria, si accorge di quello che succede tra i suoi genitori ma non è in grado di darsi una spiegazione, vive la sua vita facendosi domande.
Ma chi è l’amante? Gabriel Arditi è apparso per caso al garage di Adam, e una sorta di amore profetico si impadronisce di lui: non vuole perderlo, sa che con lui qualcosa cambierà. Diviene l’amante della moglie, ma la guerra se lo porta via. La sua ricerca, quanto mai bizzarra (pur essendo stato lo stesso Adam a portare Gabriel nella vita di Asya) occupa i suoi pensieri dal momento in cui si sveglia fino a quando, la sera, poggia la testa sul cuscino e chiude gli occhi. Vuole che torni nella loro vita, poiché era stato in grado di riportare felicità ad Asya. La donna, infatti, è spenta, ingrigita, sciatta, invecchiata troppo in fretta e priva di qualsiasi slancio vitale. Adam pare invece trasognato, concentrato sul suo obbiettivo; di lui si percepiscono i pensieri, ma è difficile immaginare la sua presenza fisica.
Vengono introdotti poi i pensieri del giovane Na’im, piccolo arabo alle dipendenze di Adam, che si innamora perdutamente di Dafi e contemporaneamente riesca a farsi un’idea “della brutalità, dell’eroismo, della follia” dei kamikaze, arabi come lui. Altra voce è quella della nonna di Gabriel, Vaduccia, che con la sua traboccante vitalità, ritorna da un destino di morte e si impegna anch’ella nella ricerca.
Se consideriamo le condizioni della gente, traspare, smisurato e violento, il solco tra ebrei ed arabi palestinesi. Sociale, in quanto gli uni ricchi e terribilmente classisti, gli altri poveri. Culturale, in quanto gli uni trincerati dietro la loro idea di razza eletta (terribile paradosso, considerato l’ Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisa rorosm@tin.it (25-02-2009) E' uno dei romanzi più belli che io abbia letto ( e ne ho letti a vagoni). Stupefacente per umanità, poesia e perfezione di scrittura. Questo sì che si chiama scrivere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide d1973davide@yahoo.it (01-02-2009) Uno di quei libri che mi sono rimasti nel cuore. Il racconto a più voci e più punti di vista degli stessi episodi delinea magnificamente la lontananza e la difficile convivenza di due nazioni sulla stessa striscia di terra. Arabi ed ebrei, israeliani e palestinesi si attraversano e si confrontano, si studiano e si innamorano. Come tante altre persone, ma con la difficoltà e la diffidenza che derivano da secoli di storia. Splendido lo stile di Yehoshua, poetico ed essenziale. Lo consiglio a chiunque si interessa alla "questione araba-israeliana"... anche un romanzo può insegnare molto... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Deb (29-01-2009) E' il primo libro che leggo di Yehoshua, davvero bello. All'inizio la vita di questa famiglia ebraica sembra scorrere lentamente, poi l'arrivo del ragazzo arabo cambia tutto...e il libro si fa interessante. Il confronto di culture, religioni, stili di vita e amori è sempre raccontato a più voci, secondo le diverse prospettive degli attori. Sempre la guerra sullo sfondo. La descrizione dei quartieri di Haifa e del quotidiano viaggio dei pendolari palestinesi in cerca di lavoro sono un efficace racconto per immagini della difficile convivenza tra Israele e Palestina... Da consigliare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
bianca (20-12-2008) con questo libro mi sono innamorata di Yehoshua e ho così cercato gli altri suoi libri. Ma questo, insieme a "La sposa liberata", rimane il mio preferito. bellissimo e assolutamente consigliabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Falco (11-11-2008) Sono un lettore tardivo di questo meraviglioso libro. Lasciano sbalorditi i personaggi, tutti straordinari e miseri al tmpo stesso e la scrittura semplice ma densa. Un grande autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rachele (19-09-2008) sicuramente uno dei più bei libri che abbia mai letto. A parte tutto il resto, mi è piaciuta molto la scelta di analizzare le singole situazioni dal punto di vista di ciascun personaggio; ricorda che ognuno di noi ha la sua individuale e personale percezione anche degli avvenimenti piu semplici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manvela (18-06-2008) Che dire... adoro le storie narrate in prima persona e qui di persone che danno voce al racconto ce ne sono tante. Ogni voce un profilo caratteriale, una vicenda umana, una visione prospettica differente. E tutte le voci si affiancano e si intersecano in un percorso comune, un pò per scelta un po per destino e ti trascinano con loro, ti avvincono fino a farti rimpiangere di doverle lasciare. Emozionante! Davvero bello! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gra (02-03-2008) Così intenso da restarti dentro. Indimenticabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 37
|
 | I più venduti di Yehoshua Abraham |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|