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Brecht Bertolt - Vita di Galileo |
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.76 / 5sandro landonio lasandro@libero.it (14-09-2009) Brecht prende la vicenda storica di Galileo e la plasma in accordo a quanto vuole diffondere delle sue tesi personali.
La prima parte del dramma è con un ritmo incalzante e di scambio continuo fra letteratura e divulgazione scientifica, quest’ultima caratterizzata da paragoni efficaci atti a chiarire la nuova teoria astronomica.
La seconda parte procede più lenta, seguendo un atteggiamento del protagonista, remissivo nelle forme, ma pronto a diffondere clandestinamente i “Discorsi su due nuove scienze”, non preoccupandosi più di tanto delle possibili conseguenze. Colpisce il lungo monologo sulla figura dello scienziato, non tanto per la resa poetica, quanto perché delinea con chiarezza il valore etico delle produzioni scientifiche e la responsabilità morale dello scienziato che le divulga.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
AL3 (14-06-2009) Un libro molto molto molto bello e interessante. Brecht crea un ritratto completo di Galileo, nonostante la distanza temporale di ben tre secoli che li separa. Un libro per conoscere il grande maestro da vicino, senza annoiarsi leggendo il classico manuale. Lo stile impeccabile di Brecht aiuta: leggendo si ha l'impressione di essere di fianco a Galileo, (magari mentre sta guardando in cielo con il suo tanto discusso cannocchiale) e di vivere con lui tutte le vicende narrate. Se vi interessa la vita di Galilei è d'obbligo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M (27-05-2009) Essendo Brecht da molti anni uno dei miei autori preferiti, ho letto più volte questo capolavoro e l'ho visto rappresentato.
"Il teatro" diceva Brecht "non deve mostrare come sono le cose vere, ma come stanno veramente le cose". Sosteneva che ogni gesto umano è il frutto di una scelta, di una selezione fra mille altre possibilità che sono state prese in considerazione e scartate. A suo avviso, nella rappresentazione teatrale (o cinematografica, pittorica, letteraria, musicale...) tutto ciò non deve andare perduto: bisogna rendere chiaro che nulla di umano è eterno e immutabile, ogni cosa è in un modo ma potrebbe essere in un altro. Il teatro, per lui, non deve mostrare l'uomo come soggetto alle forze del destino, perché, come recita una delle sue frasi più celebri, "il destino dell'uomo è l'uomo", quello che ci sembra destino è un insieme di scelte umane, transitorie e mutabili, che come tali vanno mostrate in scena. Nella famosissima scena XIV del Galileo il mio passo preferito è questo: "I moti dei corpi celesti ci sono divenuti più chiari; ma i moti dei potenti restano pur sempre imperscrutabili ai popoli. E se la battaglia per la misurabilità dei cieli è stata vinta dal dubbio, la battaglia della massaia romana per il latte sarà sempre perduta dalla credulità. Con tutt'e due queste battaglie, Andrea, ha a che fare la scienza".
Oggi siamo bombardati da migliaia, milioni di immagini di "cose vere". Basti pensare a come la tv-verità spesso mostri effettivamente scene tratte dalla realtà quotidiana. Ma "come stanno veramente le cose" viene accuratamente nascosto. E non per caso. E non dal destino, ma da scelte scientificamente studiate quanto le ricerche di un fisico o di un astronomo.
Viva Brecht e che gli artisti ricomincino a seguire il suo esempio! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
amalia (09-01-2009) Che dire? Fantastico, completo sia nella sua parte letteraria che in quella teatrale.
A parer personale: migliore rispetto a "L'opera da tre soldi" - anche se cadere in confrontro tra libri è un vero peccato!
Buona Lettura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Estelgard (08-11-2008) Assolutamente imperdibile nell'ambito del teatro moderno. Il testo scorrevole, per nulla pesante, a tratti comico e a tratti drammatico, coinvolge il lettore in un'ampia porzione di vita del famoso scienziato del '600. I 15 atti infatti narrano la vita di Galileo dai primi anni del '600 agli anni della vecchiaia (1637), quando la disillusione si era impossessata dello spirito del grande uomo. Mirabile la rappresentazione che Brecht da del Galileo uomo: amante del buon cibo e vino, gioioso e appassionato nelle sue ricerche, convinto della capacità del popolo di elevarsi culturalmente ("ho fede nella ragione"). Ma anche, come tanti, timoroso della morte e della sofferenza. Egli è capace di usare stratagemmi moralmente discutibili per poter proseguire i suoi studi (la faccenda del canocchiale ad inizio storia), e non è in grado di abbandonare la ricerca del vero ("la verità riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo"); il personaggio di Brecht però muta più volte nel corso degli eventi, soprattutto dopo che la sua teoria eliocentrica viene respinta e dopo la costrizione all'abiura. Nel finale c'è uno splendido scambio di posizioni: Sarti prima odia il maestro per aver abiurato, poi comprende che tramite quell'atto egli, restando in vita, ha potuto terminare importanti studi; Galileo che pare felice di aver abiurato perchè può così godere ancora del buon cibo e continuare le ricerche, si affligge considerandosi non degno del nome di scienziato, poichè avrebbe dovuto, a suo parere, divenire un martire della conoscenza. Il dialogo a due tra Gelileo e il monaco Fulgenzio è decisamente tra i miei preferiti. L'amore per il testo è stato nel mio caso accresciuto dalla rappresentazione teatrale vista di recente, che dona molto colore ai personaggi, anche quelli marginali. Infine anche un ammonimento alla scienza, dallo stesso Galileo: "...quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità." Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristiano (27-12-2007) Il testo è uno dei classici che vanno letti assolutamente. Il personaggio, Galileo, affascinante, interessante e poetico. Un testo che si legge tutto d'un fiato, davvero bello! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mr Blue (02-10-2007) Un magnifico libro,con una ricostruzione semplice ed affascinante di un genio al servizio del popolo.Ma soprattutto un libro che lascia riflettere su cosa significhi scontrarsi con l'ordine costituito(di qualsiasi genere)per portare innovazione e beneficio al popolo.Dopo
quasi 400 anni purtroppo è cambiato molto poco! questo secondo me è il pensiero che il Galileo brechtiano vuole esprimere più di ogni cosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesca (27-10-2006) bellissimo,di quelli che ti viene voglia di leggere tutto d'un fiato.godibilissimo,appassionante,ci si innamora di galileo,uomo fedele alle sue idee e alla verità,nonostante le difficoltà innumerevoli che gli ha posto innanzi una società "cieca".da non perdere assolutamente,anche per gli scettici che possono credere sia pesante visto l'argomento. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso (21-09-2006) STUPENDO!!!per chi ama un po' di fisica e una lettura piacevole, scorrevole, nn può che leggere questo libro!Galileo come uomo nn ce lo aveva mai presentato nessuno..certo nn possiamo sapere se veramente la vita di quell'intelligenza superiore che prende il nome di Galileo Galilei fu veramente così ma Brecht nn prende spunto solo dall'immaginazione ma ci ha studiato sopra moltissimo per arrivare a un libro così!!nn leggo volentieri ma questo libro, pur inizialmente obbligato a leggerlo per la scuola, penso che lo rileggerò più e più volte!!!nn perdetevelo è veramente bello!!!spiega scoperte e intuizioni di un'importanza inimmaginabile per l'umanità in modo semplice, inserendole nella quotidianetà modesta e a volte difficile di un genio!!questa è la storia dei maggiori scienziati, spesso costretti a emigrare per trovare qualcuno a cui rivolgersi che credesse nel futuro e nell'innovazione!!!nn è facile trovarli!!!... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
annalisa (28-06-2006) grazie a questo libro ho davvero capito cosa signifaicava vivere in un periodo come quello del 1600, fortemente influenzato dalla chiesa e dai potenti.
Brecht ha saputo descrivere molto bene e in contemporanea Galileo Galilei sia come uomo che come scenziato.
L'abiura dello scenziato è il fattore più determinante del libro, o meglio della vita di galileo, basti pensare al colloquio con il suo discepolo Andrea:" noi ripetevamo all'uomo della strada: morirà ma non abiurerà,e voi siete tornato dicendoci: ho abiurato ma vivrò, noi allora: vi siete sporcate le mani, e voi:meglio sporche che vuote...."
ed ancora" un corpo estraneo insopportabile, per esempio un granello di sabbia, penetra dentro al guscio e l'ostrica per seppellire quel granello, secerne calce;in questo processo rischia la morte. Allora, dico io, al diavolo la perla,purchè l'ostrica resti sana..."
Si potrebbe pensare ad un Galileo materialista, a cui piace la bella vita e il buon cibo...è così,ma questo grande personaggio insieme alla gioia di vivere aveva anche quel pizzico di genialità che gli ha consentito di scoprire cose davvero straordinarie...
La chiesa da eterna nemica della scienza e del progresso ha ostacolato in tutti i modi Galileo tanto che lui alla fine con grande rimorso ha dovuto negare tutto.
Il libro comunque si conclude lasciando un pò di speranza sia al lettore appassionato e sostenitore di Galileo(non credo che leggendo il libro sarete d'accordo con la chiesa)sia alla scienza che all' estero riuscirà a strappare il velo delle superstizioni e dell'ignoranza, grazie ad un ragazzo molto speciale...leggete il libro e scoprirete di chi si tratta!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jacopo19 (24-04-2006) é uno dei migliori libri che abbia mai letto. Brecht è un genio. In questo libro c'è la dimostrazione di come nel mondo non esistano dogmi....di alcun tipo. "eppure si muove..." (G.Galielei) 10! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
matteo (23-01-2006) Un libro scritto da un grande ma che secondo me aveva troppa poca esperienza diretta con il soggetto e forse poteva cadere in errore quando descrive i sentimenti.Comunque il punto cruciale è l'abiura; da leggere perchè diventato un classico Voto: 4 / 5 |  |  |  |
salvatore rigiracciolo s.rigix@libero.it (25-09-2005) un libro scritto in modo geniale da un genio.
molto scorrevole ed altrettanto coinvolgente,questo libro vi darà un sacco di cose nuove nella maniera più semplice possibile......è tutto da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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