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Borges Jorge L. - Finzioni | Un falso paese scoperto "nelle pagine di un'enciclopedia plagiaria", Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlön, "labirinto ordito dagli uomini" ma capace di cambiare la faccia del mondo; il "Don Chisciotte" di Menard, identico a quello di Cervantes eppure infinitamente più ricco; il mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno; l'infinita biblioteca di Babele, i cui scaffali "registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici... cioè tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue" e che sopravviverà all'estinzione della specie umana; il giardino dei sentieri che si biforcano; l'insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme.
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 4.21 / 5francesco (13-09-2011) Borges non e' una finzione.E'una mente eccelsa.Fioriture di concetti filosofici e matematici, uniti ed intersecati da poesia e massima chiarezza del linguaggio , fanno capire la profondita' ed onesta' intellettuale di questo grandissimo scrittore , capace di penetrare nell' inconscio del lettore e parlargli, turbarlo; ed infine , ad un livello piu' superficiale della coscienza, "istruirlo" di infiniti spunti. Borges arricchisce.La sua fantasia non e' pura fantasia , ma un linguaggio evocato da una sintesi che esprime e racchiude in se tutto cio' che una mente puo' assimilare , rendendolo unico e capace di vibrare per simpatia nelle corde di chi inconsciamente era gia predestinato ad entrare e farsi condurre nel mondo fantastico che si cela dietro la realta'vera di tutti e di tutti singolarmente.
Francesco Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (25-07-2011) Cosa dire? A prima vista 150 pagine che potresti leggere in 2 ore... ma è solo un'illusione (o finzione). Racconti complessi che alle volte non sono nemmeno racconti. Frasi ben pennellate, che rimangono fissate nella memoria; e tutto ti gira dentro la testa. I polizieschi (la morte e la bussola e il sentiero...) li ho trovati bellissimi e cervellotici. Gli altri racconti fatti di memoria e labirinti più complessi. Un libro da leggere e rileggere. Non ho dato il massimo dei voti, perché per me un libro deve prendere anche la "pancia". Borges non lo fa, ma non è un difetto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
michele cela (10-06-2011) Comprare un libro anni ed anni fa...prenderlo in mano per poi abbandonarlo subito...troppo cervellotico...poi riprenderlo una,due,tre volte..leggere un racconto, mezzo racconto,qualche riga...abbandonandolo sempre e comunque...ma qualcosa mi diceva che...
Poi finalmente...
Questa è la prima volta che mi trovo a recensire un libro"fingendo" di averlo già finito...ma il desiderio di farvene partecipi è grande...quasi fosse un impulso sessuale...
Con Borges si entra in un mondo parallelo dove tutto è finzione, trappola,labirinto, metafora e sogno,un mondo in cui possono convergere tutti i futuri possibili o dove il tempo può anche fermarsi.
Borges inventa Tlon un ideale pianeta immaginario che pian piano prende corpo nel mondo reale,recensisce libri immaginari di autori immaginari(uno in particolare copia letteralmente il Don Chisciotte "arricchendolo"),ci fa conoscere(o sognare?) un asceta indiano che si prefigge di sognare un uomo per poi dargli vita,storia di un singolare atto creativo.
La fantasia di Borges non ha confini...."La lotteria di Babilonia" come metafora della vita e del Dio(o chi per lui)o Caos che ci governa,"La biblioteca di Babele" metafora del mondo soffocante e inspiegabile in cui viviamo...chiara eco dell'influenza kafkiana e poi Funes, l'uomo che non può dimenticare, e ancora racconti gialli, spunti filosofici e matematici...
Straordinaria è la densità di questi racconti...come si può in un libro di poco più di 100 pagine trovare tanti spunti??
Borges è ingarbugliato,troppo nozionistico,troppi nomi,luoghi persone...All'inizio di ogni racconto si fa una gran fatica..poi la matassa si dipana...
Come non essere d'accordo con chi dice che Borges sia pesante???Il gioco,però, vale la candela...
Da leggere tra un mese, un anno, dieci o forse tra un pò, quando non sarò più in grado di leggere altro...
Ma questa è una recensione vera o è tutta una finzione??
A voi la risposta.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ant.74 (28-01-2010) A giudicare dalle tante opinioni positive sul libro, qualcuno potrebbe pensare ad una lettura spensierata e di facile comprensione; ma così non è. Le ragioni sono molteplici, ma voglio elencarne alcune. Primo, ci troviamo di fronte più che a dei racconti a dei brevi saggi; secondo, a me sono sembrati infarciti di concetti e riferimenti filosofici, che a volte non guastano, ma in questo caso sono eccessivi; terzo, la seconda ragione ne limita la scorrevolezza. Ora, tenendo conto della mia soggettiva opinione, dico a tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi a un'opera di Borges di prendersi quindici giorni di ferie al lavoro e iniziare una attenta lettura; poi se le ferie non ve le dànno, lasciate stare e leggete altro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sebastiano (17-11-2009) Un insieme di racconti uniti da un unico filo conduttore che, come dice il titolo, è la "finzione" intesa come mistificazione della storia, sogno, dubbio, errore, simulazione, inganno. Anche se non tutti i racconti hanno lo stesso valore devo dire che ce ne sono alcuni (tutti quelli della seconda parte del libro) davvero pregevoli. Il valore del libro si apprezza soltanto alla fine sebbene una simile conclusione possa apparire "strana" vi assicuro che è così (almeno secondo la mia opinione). Una lettura che, anche a prescindere dai gusti soggettivi, non può lasciare indifferenti!
Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sergio (04-09-2009) Ovviamente vale il principio del "de gustibus", ma per me Borges é uno dei più grandi scrittori del XX secolo. E' sicuramente un autore per un "lettore erudito", uno che abbia un livello di competenze letterarie tali da capire certi suoi riferimenti. Ma nel caso di "Finzioni", le idee che generano i suoi straordinari racconti fantastici mi sembrano perfettamente comprensibili per chiunque. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
chiccabum (01-07-2009) Come non amarlo! uno dei libri del cuore, che attraversa la mia vita e che riempie di sue citazioni il quotidiano.
Magari sarà vero che qualche idea non è "originale" ma l'armonia dello scrivere...
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marcello (27-06-2009) Capolavoro assoluto. Ha cambiato il modo di concepire la letteratura, il mondo, la realtà. Borges resterà sempre un grande maestro. Da scrittore gli devo molto, mi ha ispirato il "Testamento di Borges" che ha vinto il premio Subway. Leggetelo, è disponobile on-line sul sito del premio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvana (29-05-2009) purtroppo anch'io sono una delle poche a nn essere riuscita ad ultimare la lettura di questo libro. La cosa mi rammarica nn poco, ma io nn l'ho proprio capito anzi, ne ho ricavato un certo senso di fastidio; mi sembra abbia un linguaggio x niente immediato anzi e che forse bisogna essere piuttosto fantasiosi xchè ti "acchiappi"... sarà che nn si avvicina proprio al mio genere, comunque sono una di quelli che si propone di riprenderlo xchè mi urta alquanto nn poterne cogliere l'indiscussa bellezza e chissa che nn ne venga folgorata come tanti altri. Il voto si riferisce all'immediatezza che nn c'è stata. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Il jagunço Riobaldo (21-05-2009) Sono d'accordo con Stefano e Carmelo. Ma anche con molti di quelli che hanno dato 5. Diciamo che... ho fatto la media. Borges era un grandissimo conoscitore della letteratura. Non solo delle sue tecniche e dei suoi linguaggi, ma anche della sua storia, dei suoi modelli, dei percorsi critici che ne attraversano la storia plurimillenaria. Aveva la rara capacità di trasformare tutto ciò in storie, poesie, personaggi. Riusciva ad essere contemporaneamente erudito e artista. Cosa difficilissima. Talvolta, fra queste sue due anime, la prima prendeva decisamente il sopravvento e la naturalezza del raccontare (dote somma per un narratore) si perdeva un po' per strada. Credo dipendesse dal grande, celebre limite del maestro: la sua eccessiva aristocraticità intellettuale, l'essere un po' il classico "intellettuale nella torre d'avorio". Da questo punto di vista, il più europeo fra i grandi scrittori latinoamericani. Insomma, diciamolo e che nessuno si offenda: del fatto che esistesse un mondo fuori dalla letteratura, un mondo di lettori e di gente in carne ed ossa, il vecchio Borges in buona sostanza se ne fregava altamente.
E' inevitabile che una parte dei lettori soffra di questo. Come dar loro torto? Per quanto la cosa possa sembrare irriverente, la causa sta nell'autore: Borges troppo spesso scriveva in modi intellegibili solo a chi avesse avuto la sua stessa erudizione. E questo, mi dispiace per i suoi ammiratori incondizionati, ma per un narratore è oggettivamente un limite. La letteratura non è solo espressione, è anche comunicazione, e la comunicazione non si svolge allo specchio.
L'importante è non assolutizzare, come saggiamente non fanno Stefano e Carmelo. Per questo sono d'accordo con loro, pur essendo anche un estimatore di Borges. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (04-05-2009) Il libro più bello che abbia mai letto. Se dovessi lasciare il pianeta terra in fretta, sulla mia navicella spaziale porterei Finzioni, un libro fatto di migliaia di libri, un unico romanzo che si scompone il migliaia di romanzi, da rileggere in continuazione, come una sorta di breviario letterario. Se un solo libro avrebbe dovuto esser scritto, questo sarebbe sicuramente Finzioni. Eterno come la bibbia, complesso come l'universo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carmelo De Rosa derosa.c@email.it (27-01-2009) Caro Stefano, ecco un altro imbecille che non ci arriva, almeno per i 2/3 dei racconti, o al quale semplicemente non piacciono. Ho 55 anni, e già da un po' di tempo però mi sono reso conto di quello a cui accenni tu, cioè che dietro parole complcate ci sono concetti non proprio originali e che quindi non sempre i limiti (che per altro ammetto di avere, anche se ho sempre letto molto, al 99% romanzi) sono tutti da parte nostra umili lettori (però le nostre riflessioni ce le siamo fatte). Detto fuori dai denti: mi sembra spesso scrittura intellettualistica, quella di questi racconti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maurizio680 (27-11-2008) Da leggere almeno una volta all'anno. E' espressione di un genio assoluto. Definire Borges scrittore o poeta é molto limitativo. In questo libro emerge tutta la grandezza di un artista straordinario e di una intelligenza e cultura superiori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (06-12-2007) Geniale e suggestivo, un modello di come si possa essere intellettuali al massimo livello senza annoiare e senza rivelarsi una patacca a un esame più lucido. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristian (01-12-2007) L'ho letto tutto di fila, senza soste... un'emozione ad ogni pagina.
Il genio di Borges (La Biblioteca di Babele, Funes), le sue intuizioni formidabili(le versioni di Giuda, il Giardino), la poesia(Almotasim, Le rovine circolari, Il miracolo segreto), l'ironia(Uqbar, Pierre Menard), emergono da ogni periodo di ogni singolo racconto, tanto che è difficile definirne il "migliore":lo sono tutti, a modo loro.
Magia. La magia della parola è dono solo di pochissimi, e Borges è indubbiamente fra questi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elena elena-deca@hotmail.it (19-01-2007) Libro di poche pagine ma più denso di un tomo di 20 volumi, un libro che si avvicina al libro della verità della biblioteca di babele? A ogni rilettura una sfumatura diversa, non si legge come romanzo ma come saggio perchè ogni racconto ha in se teorie filosofiche e fisiche che hanno influenzato il pensiero fino ad oggi e che influenzano il nostro stesso agire e pensare. Molti racconti risultano di difficile comprensione senza la conoscenza appropriata di filosofi quali Schopenhauer, Leibniz, Platone, Berckeley (e anche lo stesso Kant a dire la verità), anche se la nostra mente carpisce,anche se solo in modo sfumato, il suo significato, l'essenza della nostra conoscenza infondata... Borges abbandona l'atteggiamento naturalista tipico del mondo moderno che da tutto per scontato per identificarsi in un abitante di un mondo idealista, che secondo il nostro punto di vista appare come una "finzione". Come sfondo di tutti i racconti appare l'ipotesi di una Teoria del Tutto, la continua ricerca dell'uomo verso la verità, l'ipotesi che essa possa non esistere, la spiegazione di cosa potrebbe accadere se si arrivasse alla verità, l'impossibilità di concepire l'infinito nella sua totalità e allo stesso tempo l'impossibilità di immaginare un universo non infinito... Una serie di paradossi che troviamo come campanello d'allarme nei risultati di tutte le teorie scientifiche moderne che regolano la nostra vita di tutti i giorni. Da leggere più e più volte, è la prima volta che lo leggo e sto aspettando di rimuginare bene su ciò che mi ha dato ora per poi arricchirmi nuovamente in una seconda lettura, per dimenticare ciò che penso ora, dato che non sono "un uomo della memoria"... ma chi vorrebbe esserlo? In fondo tutti, ma andiamo tutti incontro alla morte. Assurdo, Così come questa splendida opera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vincenzo manna (04-10-2006) Sublime, anche se lo leggi per la terza volta! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
olly (08-07-2006) Un libro che non ti stanchi mai di leggere. Ogni volta gli spunti di riflesisone che se ne traggono sono diversi. Le impressioni e le intuizioni che genera si trasformano con l'esperienza e le conoscenze, quello che non muta e' la costante impressione che cio' che senti e' stato studiato nei minimi dettagli dall'autore.
A chi deve leggere questo libro per la prima volta do solo un consiglio: non iniziate dal primo racconto, che e' di gran lunga uno dei piu' criptici e sconfortanti dell'intera raccolta. La biblioteca di babele, la lotteria a babilonia, le rovine circolari, questi sono punti di partenza decisamente piu' adatti a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mimmo (13-04-2006) Geniale;denso come gelatina,ci si potrebbe fermare ad ogni pagina,e stare lì a riflettere per ore.Borges era un genio,puro;un esempio?"Gli specchi e la copula sono abominevoli per l'universo perchè moltiplicano l'uomo".Insuperabile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (05-04-2006) All'eccellente commento di Romano de Marco toglierei solo l'aggettivo 'sconfortante'.
Vicini a Pasqua, suggerisco l'ultimo racconto 'Tre versioni di Giuda'.
Inoltre 'Il miracolo segreto', 'La morte e la bussola'(spesso premiato come miglior racconto giallo mai scritto), 'Le rovine circolari', 'Pierre Menard autore del Chisciotte', 'Il giardino dei sentieri che si biforcano' sono capolavori assoluti, vertici del genio umano. Chi ha sete dei piaceri dell'intelletto troverà una fonte sorgiva incessante, e non solo! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 23
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