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"La tregua", seguito di "Se questo è un uomo", è considerato da molti il capolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l'internamento nel Lager nazista, questo libro, più che una semplice rievocazione biografica, è uno straordinario romanzo picaresco. L'avventura movimentata e struggente tra le rovine dell'Europa liberata - da Auschwitz attraverso la Russia, la Romania, l'Ungheria, l'Austria fino a Torino - si snoda in un itinerario tortuoso, punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltà sconosciute, e vittime della stessa guerra. L'epopea di un'umanità ritrovata dopo il limite estremo dell'orrore e della miseria.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Giovanni Miano (15-09-2011) Viaggio di ritorno dai lager, dai quali, l'autore esce vivo per una serie di coincidenze favorevoli.
Inevitabilmente il testo perde consistenza narrativa descrivendo minuziosamente l'infinita epopea priva di logica geografica. Tuttavia l'opera è di livello altissimo e riesce a regalare momenti di ilarità, malgrado lo sfondo amaro lasciato dalla guerra fatto di distruzione e povertà. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
moreno (20-06-2011) Non a livello di "se questo è un uomo" .. ma sarebbe stato difficile ripetersi. In ogni caso è bellissimo e intenso come il precedente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandro landonio (21-04-2011) "di seicentocinquanta che eravamo partiti ritornavamo in tre."
La frase che ho preso dal libro sintetizza con un dato numerico, l'immane tragedia che é accaduta in quegli anni, sottolineata ancor di più dal fatto che, nel 1944, quando Primo arriva ad Auschwitz, causa scarsità di manodopera, la direzione del lager fece lavorare gli ebrei giovani e sani, non mandandoli direttamente alla camera a gas.
Sopravvisuto allo sterminio Primo ne esce smarrito, senza sapere più se é in grado di tornare uomo, per fortuna nel suo cammino verso la speranza é affiancato da tante "picari" che afferrata la vita per i capelli, se la prendono indietro, Cesare e Mordo fra tutti, ma anche l'umana varietà del popolo russo. Quest' ultimo sembra, in certi punti del libro, suscitare un senso di ammirazione nel protagonista.
Letterariamente non é perfetto, a mio parere un pò ripetitivo e prolisso, ma il suo valore di testimonianza é straordinario. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
OskarSchell (02-09-2010) La storia di un viaggio, il ritorno a casa dopo l'inferno attraverso l'Europa dell'Est. Consiglio la lettura anche e soprattutto di "Se questo è un uomo". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Piero (09-06-2010) Il libro narra delle peripezie e avventure di Primo Levi dopo la liberazione, da parte dei russi, del campo di Buna-Monowitz , campo satellite di Auschwitz, fino al suo ritorno a casa, a Torino, dove finalmente potrà realizzare il proprio sogno di "raccontare", sognato tante volte "nelle notti feroci", durante il suo anno di prigionia.
Dovrebbe quindi essere una storia fondamentalmente carica di ottimismo, di speranza eppure...ecco come si chiude la storia:
"Non ha cessato di visitarmi, ad intervalli ora fitti, ora radi, un sogno pieno di spavento. E' un sogno entro un altro sogno...Sono a tavola con la famiglia...: in un ambiente placido e disteso, apparentemente privo di tensione e di pena; eppure provo un'angoscia sottile e profonda, la sensazione definita di una minaccia che incombe. E infatti, al procedere del sogno...tutto cade e si disfa intorno a me...e l'angoscia si fa più intensa e precisa...ed ecco, io so che cosa questo significa, ed anche so di averlo sempre saputo: sono di nuovo in LAGER, e nulla era vero al di fuori del LAGER. Il resto era breve vacanza, o inganno dei sensi, sogno: la famiglia, la natura in fiore, la casa. Ora questo sogno interno, il sogno di pace, è finito, e nel sogno esterno, che prosegue gelido, odo risonuare una voce, ben nota; una sola parola, non imperiosa, anzi breve e sommessa. E' il comando dell'alba in Auschwitz, una parola straniera, temuta e attesa: alzarsi, "WSTAWAC'".
Ed è come se l'autore, in modo angoscioso e agghiacciante ci dicesse che non ci potrà più essere redenzione per lui, che non potrà più uscire da Auschwitz, dove rimarrà imprigionato per sempre.
Povero Primo! Morì suicida nel 1987: Auschwitz aveva portato a compimento la sua opera.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AL3 (14-06-2009) Completamente d'accordo con Stefania: manca la verve del primo libro. E' molto interessante per chi si è appassionato alla storia di Primo Levi, poichè racconta ciò che avvenne dopo la liberazione dal campo da parte dei russi. Sballottato di città in città, di situazione in situazione, Primo ci metterà un bel pò di tempo a tornare in Italia. Purtroppo superata la metà del libro sembra un banale elenco di avvenimenti e viene quasi voglia di riporlo per sempre nella libreria. Peccato perchè Primo Levi scrive molto bene e, per i fatti avvenuti, non dovrebbe per niente essere un libro noioso. Magari una riaggiustatina e un taglio qua e là non sarebbero stati male, anzi lo avrebbero fatto arrivare QUASI a pari di "Se questo è un uomo". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alex sevenrays@yahoo.fr (30-01-2008) A differenza di "Se questo è un uomo", il quale si fa leggere con una certa inquietudine dalla 1a all'ultima pagina, "La Tregua" si rivela molto meno "atroce" e non può per forza di cose coinvolgere il lettore ai livelli del primo libro di Levi.
La prima parte del viaggio, da Auschwitz fino a Starye Doroghi, è descritta molto bene ed è piena di personaggi interessanti. La seconda parte, da Starye Doroghi a Torino, è un po noiosa ma si fa leggere comunque in quanto Levi non è mai pesante nella sua scrittura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefania stefanui79@alice.it (21-10-2007) Bello, molto ma manca la verve del primo libro, se questo è un uomo, la sua urgenza biografica e il pathos che lo percorre interamente e che , durante la lettura, ti fa comprenetrare con il personaggio!Se questo è un uomo, l'ho letto molti anni fa ma ancora lo porto nel cuore. La tregua è un libro più stanco, rassegnato, di un uomo nel viaggio di ritorno al suo paese che nel turbinio post bellico mette pace dentro di sè, in un percorso fisico e mentale. Non nego che ho fatto molta fatica a leggerlo. Interessante ma poco avvincente Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandro (05-06-2007) Un libro che bisogna assolutamente leggere.Io però ho fatto fatica a superare la lettura di una pagina, quella di Hurbinek. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
domenico (29-05-2007) Bellissimo libro, un inno alla vita, quella normale, quella che ti fa godere di ogni minuto della tua esistenza, sol perche' sei libero e puoi viverla.
Ambientata nel limbo temporale tra la disfatta dei tedeschi e il riassetto degli equilibri europei, e' la storia del poverissimo ma felice viaggio di Levi nella disorganizzazione dei vincitori per ritrovare l'agognata via di casa.
In una attualita' di sofisticazione, incontentabilita' e ricerca parossistica dell'effimero ci sarebbe da concludere che forse abbiamo bisogno di una guerra per capire il valore vero dell'esistenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Raffaele Aggujaro (27-03-2006) Ho letto questo libro e l'ho dato da leggere ai miei alunni. Mi ricorda molto l'Odissea, anche se il ritorno a casa non porta liberazione o sicurezza. Inoltre il personaggio del greco, Mordo Nahum, è indimenticabile con la sua morale "Guerra è sempre." Da leggere e rileggere dopo alcuni anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
effe ci (11-02-2006) E' stato detto da qualcuno che "La tregua" sta a "Se questo e' un uomo" come una commedia sta a una tragedia. In effetti il tono e' completamente diverso: una volta tagliato il filo spinato di Auschwitz, lo scenario si allarga all'improvviso dal lager a tutta l'Europa centro-orientale. Il lungo viaggio di ritorno a casa di Levi si svolge in un'Europa in preda alla confusione, in cui popoli e razze si incontrano e si mescolano, le lingue si confondono e morte e distruzione sono ancora una realta'. E' un romanzo corale, dove c'e' posto per una incredibile galleria di tipi umani diversissimi: un chiaro segno che la grande tragedia non ha risparmiato nessuno. Eppure, in questa specie di Odissea, il tono non scivola mai nel pessimismo: come Ulisse, Levi ha una grande curiosita' per cio' che lo circonda, e riesce a coinvolgere il lettore in questa sua "scoperta". Nonostante il lager, Levi continua a mantenere una visione positiva nel mondo e del futuro, suo e dell'umanita'. Una grande lezione di vita! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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