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Roth Philip - Lamento di Portnoy | Alex Portnoy ha trentrè anni ed è commissario aggiunto della Commissione per lo sviluppo delle risorse umane del Comune di New York. Nel lavoro è abile, intransigente, stimato. Il libro riporta il monologo di Alex che, dall'analista ripercorre la sua vita per capire perché è travolto dai desideri che ripugnano alla "mia coscienza e da una coscienza che ripugna ai miei desideri".
Recensioni 1 - 20 di 34 recensioni presenti. Media Voto: 4.14 / 5Nicola Intrevado (18-09-2011) Un giovane Roth, non proprio agli esordi, ancora privo delle raffinatezze psicoanalitiche delle sue brillanti opere future, ma del tutto consapevole delle sue accese potenzialita' e in termini di ricerca narrativa e analitica.La storia e' banalmente standard, persino un po' ingenua, ma solo se rapportata ai nostri tempi sfacciati, in considerazione della reticenza degli anni sessanta, relativa alla comunicazione sessuale contenuta nella letteratura dell' epoca.Una bella famigliola ebrea tipo, immersa nei suoi rituali tipo fino al collo e fino al medesimo decisa ad imporre al figlio tipo, l' io narrante, le osservazioni religiose tipo piu' ortodosse, il tutto senza esserlo in termini osservativi ai medesimi.Il rituale diventa un ricatto affettivo tipo, poi un senso di colpa devastante tipo, poi una patologia nevrotica tipo e di qui' un serrato monologo che parte dal lettino del solito analista tipo di turno.Analista che tace e ascolta il tutto, per dire una sola frase, l' ultima del libro e dare la stura all' inizio dell' analisi vera e propria.Di qui' facciamo una considerazione seria.Leggendo il libro come un mappa di tracce semeiologiche si intravedono con chiarezza gli elementi che saranno approfonditi nei lavori successivi del piu' grande degli scrittori, degni di essere letti e studiati.Il tutto condito con una chiara impronta psicoanalitica che non verra' mai meno quale unico strumento di ricerca sulla natura dell' individuo in senso universale e non solo del mondo ebraico.Roth parla a tutti parlando di se'.E, non vi e' confessione piu' sferanata di chi offre a tutti il suo mondo interiore.In fondo la psicoanalisi, teorizzata dagli ebrei, nella figura di un loro illustre ricercatore, scienza e speculazione finemente intellettuale, applicata in primis all' Uomo dei Lupi, e ad Anna O', per liberarli dai loro lacci serrati, e farli finalmente vivere come napoletani.Quindi, l' ideale nella vita e' : avere uno psicoanalista napoletano. E un paziente ebreo. Evviva. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio (25-11-2010) Libro originale e di rottura quando fu pubblicato nel 67, oggi mi appare nulla di che se non un elenco un po scontato di obsoleti concetti psicoanalitici conditi da parolaccie. In ogni caso l'ho trovato divertente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mary rinaldi09@yahoo.it (05-09-2010) Questo libro NON lo dovrebbe leggere chi:
- non ha il senso dell'ironia
- si intorta e si invischia in pastoie moraliste e moraleggianti
- chi non conosce e non apprezza l'umorismo tipico della letteratura ebrea contemporanea, e del cinema (tipo Woody Allen, che, si fa fatica a crederlo.... a tanti sta antipatico).
Tutti gli altri apprezzeranno quest'opera, la troveranno non facile, certo complessa in molti passaggi, ma geniale come tutte le opere che escono dalla penna di Roth, a mio avviso uno dei piu grandi autori viventi. Il fatto è che... non è il libro che è complesso, lo è l'animo umano, in tutti i suoi meandri e le sue implicazioni psicologiche e psichiche. Avvincente, originale e coraggioso nelle tematiche affrontate, appassionante ed esilarante nel linguaggio, diretto, franco, immediato. A mio parere... una grande opera. Sicuramente certe opere vanno contestualizzate: io l'ho letto durante una vacanza a New York, sicuramente il contesto ha favorito, pur non aggiungendo niente alla genialità di Roth.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sergio (03-06-2010) questo libro non si legge .... si divora .... rapporto uomo donna, figlio padre, uomo sesso e autoerotismo, tutto trattato con profonda leggerezza.
ottimo, consigliato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angelo (13-04-2010) Concordo con chi ha scritto che è un libro che si legge per amore di Roth. Infatti mi sarei aspettato molto di più coinvolgente. La lettura di questo vero e proprio "lamento" mi ha suscitato diversi stati d'animo. L'esaltazione delle prime pagine è stata gradualmente sostituita dalla noia per la ripetività degli argomenti (genitori invadenti e ossessione per il sesso) Comunque lo stile è fantastico e inconfondile. Un vero talento. Ne consiglio la lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gizzy (29-03-2010) Capitolo 2: "Seghe"! Chi potrebbe tirarne fuori un capolavoro nonostanze l'assillante tam tam del dialogo interiore che macera il protagonista tra morbosità e paura di peccare, tra la necessità fisica della "Scimmia" e la voglia di qualcosa di più borghese e rispettabile? La risposta è Philip Roth. P.s. non è un libro "facile" (e forse nememno per tutti!) ma soprattutto c'è un tempo giusto per ogni libro...trovate il vostro e riuscirete a cogliere la grandiosità di questo autore Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanna (19-11-2009) E' un libro che non mi e' proprio piaciuto. Ho dovuto sforzarmi per finirlo. Basato su un protagonista ossessionato dal sesso e dallo stereotipo della famiglia ebraica. Preferisco altri generi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
paolo paologreco64@yahoo.it (06-10-2009) E' una rilettura, tutt'ora in corso, e confesso la fatica di giungere alla fine. Lo ricordavo un romanzo divertente, non per l'insistenza del torrentizio "lamento" sulle avventure sessuali di Alex,quanto per il cinismo (non privo di affetto) nella descrizione della famiglia Portnoy.
Ciò che allora mi divertiva, e che ora un po' mi annoia, è quello che forse è il punto debole del romanzo: la famiglia descritta con tanta, giustificata (e divertita), rabbia, non è una tipica famiglia ebrea, ma una tipica famiglia piccolo-borghese, terrorizzata da tutto, ossessionata dal conformismo, amareggiata dall'esclusione, ansiosa di rivalsa. La madre che pulisce la casa da mane a sera e inonda il figliolo delle raccomandazioni più assurde, il padre rassegnato e un po' pauroso. Ma questa non è una famiglia ebrea, è una famiglia, punto! Come spesso in Roth la fluvialità della riflessione soverchia per quantità le parti dialogate, ed è un peccato, perchè in "Lamento" la prima risulta a tratti francamente ridondante, mentre le seconde regalano momenti di grande letteratura e spesso di irresistibile comicità. E' il caso delle pagine dedicate all'indeciso rapporto con "Scimmia" Reed: le schermaglie tra lei, anelante ad una sistemazione rispettabile e lui, attratto dalla sensualità ma respinto dalla rozzezza, sono magnifiche; il racconto in prima persona del continuo alternarsi dei dubbi e degli slanci amorosi è invece decisamnete tirato in lungo.
Comunque Roth si legge. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
D. (27-09-2009) Prima lettura a 18 anni: non ero pronta,non ero maschio,non ero abbastanza spiritosa.
L'ho riletto dopo che Pastorale americana,Complotto contro l'America e Zuckerman mi hanno convinta che Roth e'lo scrittore che al momento prediligo(ogni periodo della vita di un lettore vorace si caratterizza per il cambio di preferenze , e per innamoramenti letterari forsennati).
Portnoy mi ha travolta,di risate e di TENEREZZA per l'adolescenza maschile.Anche se io stavo dall'altra parte, e se mi avesse avvicinata uno come Alex l'avrei scansato come la peste, ma proprio questo e'(ERA?)il problema.
A differenza dei satiri contemporanei Alex mi piace moltissimo,le donne sono proprio il suo chiodo fisso, attraverso di loro cerca la soluzione al conflitto interiore ebreo-della-piccola borghesia-americana/scrittore laico e corrosivo amato dai GOYM:portandosi a letto una quantità industriale....... di ragazze-bene dell'alta società, senza peraltro trovare il punto d'equilibrio.Astenersi dalla lettura se privi di senso del ridicolo (in genere tutti quelli che vogliono "edificarsi" con le loro scarse letture, o quei "grandi fabbricatori di sensi di colpa" che non si trovano solo fra gli ebrei di prima o seconda generazione ). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (22-06-2009) E’ il secondo libro che leggo di Roth (il primo era stato “Complotto contro l’America”) e devo dire che mi ha entusiasmato (al contrario del primo). Il libro è snello, si legge molto bene ma è veramente denso di significato. Il primo impatto è un po’ sconcertante: il libro è narrato come una confessione fiume sul lettino di uno psicanalista, ed è infarcito di confessioni da sessuomane. Ma se uno riesce ad andare al di là dell’apparenza il libro si rivela di una umanità e profondità notevoli. Alex Portnoy è combattuto tra i suoi istinti (da sessuomane) ad una razionalità che lo porta invece ad essere un filantropo, un uomo che, nonostante il suo QI di 158 lo potrebbe portare ad essere un professionista strapagato, preferisce avere un ruolo pubblico per migliorare la qualità della vita dei più deboli, degli emarginati, in una metropoli sicuramente non a misura d’uomo come è New York. La scrittura è notevole, riesce ad essere sarcastico, pungente, di una umanità disarmante, ecc…. Secondo me è un po’ riduttivo classificare questo libro come un testo comico; sicuramente la comicità è un aspetto ben presente ma è la comicità che deriva dal fatto che spesso le cose tragiche della vita hanno anche dei risvolti comici. Non deve essere facile una vita in cui la razionalità ti porterebbe a desiderare alcune cose, mentre poi gli istinti, che in questo caso prendono il sopravvento, portano ad agire in tutt’altro modo. Non a caso infatti il testo è narrato in prima persona dal protagonista al suo psicanalista.
Sicuramente un gran libro. Da leggere.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gepi (21-06-2009) A mio avviso, è uno di quei libri che si leggono per amore dell'autore anziché per amore della storia. Il Lamento ha senza dubbio un valore storico importante nella letteratura americana del secondo Novecento ma non esagererei con gli elogi. Questi ultimi li riserverei semmai a Pastorale Americana. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
tommaso bola (16-06-2009) Chi pensa che questo libro sia una autobiografia adolescenziale colorita di sesso non ha capito niente. La grandezza del libro è utilizzare l'orrendo istinto di molta letteratura contemporanea di parlare di se stessi con sarcasmo e leggerezza e trasformarlo in qualcos'altro. Questo libro è letteratura immortale perché tratta di senso di appartenenza, di lotta contro se stessi e i propri istinti miserabili, di amore per il genere umano. E' necessario liberarsi dalla morsa della povertà intelletuale che fa credere che raccontare di una masturbazione sull'autobus sia solo un episodio divertente. Tutto può essere volgare e sublime, dipende da come lo si racconta.
In ogni caso Pastorale americana e ho sposato un comunista restano a mio parere i capolavori di Roth. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Beppe beppe.ardi@gmail.com (31-05-2009) Ci ho messo molto a finire questo libro. Spesso l'autore cita dei luoghi e delle situazioni specifiche, forse un americano lo trova più familiare. Però il suo sarcasmo è davvero travolgente e il modo di mascherare le debolezze degli ebrei è pungente. Mi sono divertito davvero a leggerlo, chiunque ha vissuto un'adolescenza da pornomane troverà uno che sà descriverla senza tanti giri di parole. In definitiva la grandezza di questo autore sta nel rifuggire i luoghi comuni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco 3palmiro@excite.it (23-04-2009) Dopo "Auto da fe" di Elias Canetti , dopo TANTI libri, questo è il secondo libro che non porterò a termine; i primi 3 capitoli sono stati di una noia portata al parossismo; mi chiedo cosa ci sia di bello in una prosa che sembra imitare il "Giovane Holden", in un ambiente che sembra Woody Allen al suo peggio e in un ragazzino che veramente è concentrato solo sul suo Valter ( citando la Litizzetto )! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alex alexswall@yahoo.it (05-09-2008) Philip urla stupefacenti banalità infarcite da una buona dose di volgari trovate tutto e sempre costantemente sopra le righe, un autentico delirio privo di ironia.
Per riprendermi tornerò a leggere qualche passo del grande Barney la cui "versione" consiglio a tutti. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
CiammaiC ciammaic.p@gmail.com (30-06-2008) Scorrevole, divertente e intelligente, il romanzo, in prima persona, racconta dei contrasti culturali del protagonista con i suoi genitori, e dei suoi desideri che vive con i sensi di colpa.
Più in particolare, viene sviscerata, tra ironia divertimento e dolore, con un lessico colorito ma piacevole, la sessualità del protagonista attraverso le prime esperienze e le sue storie sentimentali, alla ricerca di un equilibrio tra pensiero e istinto che si contrastano.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio (01-04-2008) Sicuramente un libro molto divertente, sicuramente una prosa degna di un mostro sacro, sicuramente l'abilità di cogliere i vizi di una cultura assai complessa, e sicuramente tante altre belle cose. Però c'è un però[(?)eh?]. Mi è piaciuto ma non mi ha fatto impazzire... non sento di poter condividere l'entusiasmo di altri utenti che si sono lasciati andare a commenti trionfalistici (come del resto tutta la critica), anzi l'ho trovato fin troppo ripetitivo e ai limiti della testardagine, che, a conti fatti, nuoce nell'intento del grande maestro Roth: si ripresentano nel corso della lettura situazioni, comportamenti e battute molto simili, che a lungo andare diventano sempre meno simpatiche fino ad annoiare e a far apparire Alex profondamente antipatico e difficilmente sopportabile! Ho concluso la lettura con un bisogno innato di spaccare il muso al protagonista. Non mi era mai capitato... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Franco (13-01-2008) Grande successo e basta leggerne poche pagine per capirne il perché. Divertente ed irriverente, qua e là sporcaccione, sembra farsi beffe di tutto e di tutti, protagonista compreso.
Paragonabile ai primi film di Woody Allen, fino a Manhattan per capirci, anche per la presenza della psicoanalisi. Uno dei pochi libri di qualità dagli effetti comici dirompenti: tra le pagine è facile che vi scappi una bella risata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Philip (28-11-2007) Il libro grazie al quale si è rivelato un genio.Tragicomicamente irresistibile;Woody Allen avrebbe potuto curarne la trasposizione cinematografica. Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 34
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