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Kristof Agota - Trilogia della città di K. |
Quando "Il grande quaderno" apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la "Trilogia della città di K" ritrae un'epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.
Recensioni 1 - 20 di 77 recensioni presenti. Media Voto: 4.29 / 5Andrea (26-01-2010) Un libro bellissimo, che sicuramente disturba. Tocca le corde più profonde della condizione umana.
O piace o non piace.
Voto: 5 / 5 |
Guia (19-11-2009) Non può lasciare indifferenti, ci sono parole che arrivano pungenti come frecce e accadono cose che per mandarle giù devi scomodare un bel po' i pensieri... e a me questa cosa è piaciuta, tanto. Voto: 5 / 5 |
Bernard Dino (03-10-2009) Nei rari momenti di relax in cui non gioca a scacchi, sono sicuro che la Nera Signora legge libri come questo, con la falce posata ai suoi piedi.
Parlarne solo come del libro più triste del mondo, è alquanto riduttivo. Il dolore, la miseria, la disperazione, l'annichilimento dell'essere umano sono distillati al punto da cristallizzarsi in scheletri eterni ed ubiqui, nella realtà, nel sogno e nella fantasia.
E' un'opera in tre libri, o meglio, tre cantiche: Inferno, Inferno e Inferno. E magari fosse solo fuoco e fiamme (che pure non mancano). L'inferno qui è a tutto tondo: fisico, morale, politico, sociale. Ci sono raggelanti istantanee di degrado e depravazione; ci sono la guerra e la dittatura che divorano non solo provviste e coperte, ma anche ogni forma di sentimento e di umanità. Insomma, un tale campo di concentramento dell'anima, che quando nella città di K. passano i veri deportati, gli altri dannati possono anche riderci su, è solo un altro scherzo del Male. Tra crudeli efferatezze e nobili eroismi, nessuno è veramente buono, nessuno è veramente malvagio. D'altra parte, chi abita all'Inferno è già morto, anche se il suo cuore in qualche modo ancora batte.
O forse non ho capito niente, e l'Autrice ci vuole dire che l'uomo è più forte di tutto questo? Non credo, l'uomo no, magari lo sono i bambini. Infatti chi si adatta meglio all'inferno sono proprio i bambini: ne imparano le regole e prendono atto, senza giudicare. La vita, quando è giovane, è più forte di qualunque forza distruttrice, anche se poi magari ne pagherà le conseguenze da adulta, quando l'unico lieto fine possibile sarà il suicidio.
Ho scritto tante parole, ma per recensire questo libro forse bastano le due righe che compaiono nel finale: "la vita è di una inutilità totale, è nonsenso, aberrazione, sofferenza infinita, invenzione di in Non-Dio di una malvagità che supera l'immaginazione".
Buona lettura... Voto: 5 / 5 |
claudia (28-09-2009) Libro freddo, artificioso e troppo calcatamente nichilista. Alcuni passaggi si lasciano apprezzare per lo stile, ma il testo, nel complesso, non emoziona nè suscita interesse. Francamente disgustosa è poi la strisciante misoginia che permea ogni pagina. Una scrittrice di QUALCHE talento, che purtroppo della vita coglie solo la superficie. Tralatro in maniera distorta. Voto: 1 / 5 |
erika erhyka2000@yahoo.it (24-08-2009) Letto tutto d'un fiato perchè non riuscivo a staccarmi dalle pagine.quando ho finito ho ripensato per giorni alla storia.CAPOLAVORO ASSOLUTO.Da leggere e rileggere....... Voto: 5 / 5 |
sara (20-05-2009) Sono rimasta un po' delusa. Sì, il romanzo muove da un'originale intuizione e si fa leggere con discreta scorrevolezza, ma... il finale è assolutalmente prevedibile! Ho l'impressione che l'autrice abbia voluto strafare (come si usa sempre più spesso, cercando una scrittura 'sperimentale' che il più delle volte incatena l'autore stesso), per poi ripiegare su uno scioglimento finale non all'altezza delle aspettative create nel lettore. L'autentica originalità nasce dalla sincerità, non dall'artificiosità. Voto: 3 / 5 |
ENKI22 (21-04-2009) libro passionale ma freddo, pauroso e felice, animato e malsano, duro e dolce. Per me, sfiora il capolavoro! averne... Voto: 4 / 5 |
Mario Martinelli (25-03-2009) Bel libro, scarno crudo e fuori dagli schemi abituali.
La prima parte è più violenta delle altre, l'ultima molto più triste.
La storia viene svelata e nascosta in tutta la narrazione.
Mi è piaciuto, insolito e avvincente.
Voto: 4 / 5 |
Andrea (23-03-2009) Un libro brutto.
Personalmente, apprezzo molto i libri quando o hanno una trama originale e ben articolata con personaggi adeguatamente caratterizzati o esprimono una poesia in grado di emozionare e coinvolgere pur in presenza di una trama magari banale e poco sviluppata.
Quando poi le due cose si combinano, allora per me il libro assurge a capolavoro.
Qui non c'è nulla. La trama è scarna e inutilmente incomprensibile. La poesia latita lasciando spazio ad uno stile poco scorrevole e ad un'atmosfera creata a tavolino per cercar a tutti costi un'originalità che resta artificiale e mai spontanea.
Il libro parte bene e la prima parte è forse la meno peggio delle tre, poi però annoia mortalmente, tanto che ancora non l'ho finito e non so se lo finirò.
Voto: 2 / 5 |
Drusilla (30-01-2009) Geniale, irriverente, beffardo, menzognero ma vero.
Ottimo lo stile
Voto: 5 / 5 |
JOE (14-01-2009) Avevo iniziato il libro con entusiasmo e all'inizio non mi dispiaceva soprattutto lo stile, poi con il passare delle pagine ha iniziato ad annoiarmi e devo dire che andare avanti è stata dura.
Forse sono io che ho interpretato male il libro, ciò non toglie che non mi sia piaciuto. Voto: 2 / 5 |
vittorio pisa (09-01-2009) Libro straordinario, perchè fuori da ogni schema narrativo. Semplice nella cruda descrizione degli eventi e complesso nella trama a specchio. Tutto sembra vero e niente lo è meno di quello che si vive. Questo romanzo, come pochi altri, lascia spazio ad ampie riflessioni, e un profondo senso di vuoto e abbandono quando la lettura termina. Da leggere e rileggere. Voto: 4 / 5 |
Richebourg83 (11-12-2008) Non so cosa scrivere, di certo un libro che non lascia indifferenti.
Il primo è il più crudo, le immagini sono lame che trafiggono la carne. Il terzo il più triste: c'è meno violenza, ma sicuramente l'anima è lancinata ed ogni speranza è perduta. Si capisce che forse è molto più grave una feruita dello spirito che del corpo.
Un libro che non so neanche se consigliare o meno. Sicuramente non va letto in mometi tristi della vita. Non c'è speranza in questo Mondo.
Scusate la qualità della recensione ma è quello che sentivo di dire. Voto: 4 / 5 |
filippo (20-11-2008) Ho un unico cruccio. Devo assolutamente rileggerlo perche' mi e' piaciuto troppo. Quindi non vedo l'ora di trovare il tempo per poterlo fare.
Si e' vero e' un libro disperato, ma di una bellezza struggente.
Se non avete paura delle tristezze della vita, leggetelo. Voto: 5 / 5 |
alessandro colombo alessandro.colombo67@gmail.com (12-11-2008) Bellissimo.Avvincente.Crudo.Un libro veramente ben scritto e che merita veramente un attenta lettura.
Voto: 5 / 5 |
lisanne (05-11-2008) Uno dei libri più belli e sconvolgenti che mi sia mai capitato di leggere,sulla verità nascosta dentro ogni finzione,la verità del vissuto,la sola in cui si possa credere fino in fondo.Crudo,spietato e autentico,capace di evocare immagini vivide come solo certi sogni sanno fare.. da leggere e rileggere ancora,ma solo per chi può permettersi di mettere tra parentesi verità storica e ragione,e lasciarsi andare.. per il tempo che ci vuole ad apprezzare un'opera d'arte. Voto: 5 / 5 |
bilitti bilitti@tiscali.it (29-09-2008) ho comprato questo libro dopo aver consultato come sempre faccio, le recensioni dei lettori,e visto che aveva un voto molto alto,mi sono tuffata nella lettura.questo è il mio parere:
GROTTESCO, BRUTTO e INUTILE sembra scritto da un allucinato mentale.mi dispiace ma a me non è piaciuto affatto!!!!!!! Voto: 1 / 5 |
uqs (09-09-2008) L'ho finito di leggere a notte fonda...sono rimasto per qualche minuto con gli occhi aperti e a luce ancora accesa, incapace di addormentarmi, colpito dalla profondità di questo libro. Da rileggere per assaporarlo ancora di più.
Voglio scoprire gli altri libri di questa autrice. Voto: 5 / 5 |
roby (29-08-2008) E' necessario tirare un profondo respiro per potersi riprendere, al termine della lettura di questo romanzo sconvolgente e crudo come sconvolgenti e crudi sono la guerra, la miseria e la solitudine. Bello ed appassionante, questo è uno di quei libri che porti sempre con te per poter immergerti nelle sue pagine appena ti si presenta l'opportunità…Bellissimo ed a tratti enigmatico e nel contempo molto triste. Da leggere. Voto: 5 / 5 |
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