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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

DeLillo Don - Underworld

Underworld TitoloUnderworld
AutoreDeLillo Don
Prezzo
Sconto 15%
€ 14,02
(Prezzo di copertina € 16,50 Risparmio € 2,48)
Prezzi in altre valute
Dati2005, 886 p., brossura
TraduttoreVezzoli D.
EditoreEinaudi  (collana Super ET)

Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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29 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Il 3 ottobre 1951 al Polo Grounds di New York si gioca una leggendaria partita di baseball tra i Giants e i Dodgers. Della palla con cui viene battuto l'altrettanto leggendario fuoricampo che assicura la vittoria del campionato ai Giants si impadronisce un ragazzino nero di Harlem Cotter, Martin. Ritroveremo la palla cinquant'anni dopo in possesso di Nick Shay Costanza un dirigente dell'industria dello smaltimento dei rifiuti che nel 1951 era a sua volta ragazzino un passo più in là, nel Bronx. Nel romanzo di DeLillo i passaggi di mano della mitica palla servono da pretesto per la costruzione di un gigantesco quadro dell'America dalla guerra fredda fino alla crisi di Cuba e al crollo dell'Unione Sovietica.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 29 recensioni presenti.  Media Voto: 3.96 / 5

Raffaele (10-11-2011)
Un grande romanzo, una storia interessante ed impegnativa ma nemmeno così difficile, alcuni capitoli troppo ripetitivi ne appesantiscono la lettura. Tra i migliori di De Lillo.
Voto: 4 / 5
Dave (31-08-2011)
Una fatica mostruosa. Non si discute l'abilità dello scrittore che qua e là ci delizia con descrizioni mozzafiato di personaggi e situazioni. Quello che manca però è il percorso della storia, un pò troppo "tarantiniana" con continui stravolgimenti di personaggi e situazioni in cui è molto facile perdere il filo.
Voto: 2 / 5
luca g (26-05-2011)
Dopo un prologo estenuante, inizia il libro vero. Sofisticato, perfetto e troppo gelido. Ho amato Nick e Klara ma il libro nel complesso è troppo punitivo con il lettore.
Voto: 3 / 5
EB (14-04-2011)
Leggere questo libro è un'esperienza intellettuale che ha i tratti di un'autentica impresa. Un'impresa impegnativa ma allo stesso tempo coinvolgente, sorprendente. Un non-romanzo dalla struttura complessa. Una scrittura ad un tempo pacata e fulminante. Un vero e proprio punto di non ritorno nella storia della letteratura.
Voto: 5 / 5
franco scaramuzzi (26-02-2011)
Strepitoso manifesto americano. Libro che si può leggere anche al contrario. Altro che Roth, a De Lillo non interessa vendere, soltanto scrivere
Voto: 5 / 5
andrea an_cos@libero.it (03-01-2011)
Maestoso ed epico. Un romanzo imponente che scava nella psiche umana sullo sfondo della storia americana del xx secolo. La struttura del romanzo e lo stile non sono facili, così che la lettura può risultare impegnativa. Ma alla fine resta impresso nella mente e lascia - come pochi - la voglia di ricominciare da capo, per scoprire tra le pieghe delle tante pagine emozioni sfuggite la prima volta. Da leggere assolutamente.
Voto: 5 / 5
Alessandro (02-09-2010)
Non è questa la sede per mettere in discussione De Lillo e il suo talento, ma leggere “Underworld” potrebbe risultare un’impresa per chi spera di trovare nelle pagine dell’autore newyorkese un sussulto, un’emozione o più semplicemente una novità. Come in “Pastorale americana” di Roth, con le debite differenze, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una serie di personaggi attraverso la vita dei quali vengono descritti sentimenti, sensazioni e tensioni suscitati nell’animo collettivo da alcuni tra i più importanti eventi della recente storia americana. Ecco quindi passare in rassegna il Vietnam, la guerra fredda, i primi vagiti della Cia, la crisi di Cuba e lo spettro di un conflitto nucleare fino alle più recenti ossessioni stelle e strisce degli anni novanta. Nulla di nuovo insomma. A dir la verità De Lillo non si limita a questo. Nelle pagine di “Underworld” si alternano ai semplici personaggi di pura fantasia alcuni volti noti come Frank Sinatra, Edgar Hoover e il comico Lenny Bruce che coinvolgono in maniera convincente il lettore dando un senso di reale al climax creato dall’autore. Ma il problema principale del libro è semplicemente uno: non decolla. A pagine molte intense come quelle iniziali che descrivono una storica partita di baseball o più in generale quelle che si concentrano sul Bronx dei primi anni cinquanta con i suoi immigrati italiani e il suo degrado, si alternano noiose e lunghissime dissertazioni su rapporti familiari tesi, rapporti di coppia in crisi e casalinghe infedeli con un futuro da grandi artiste. Lo stile della scrittura inoltre è piuttosto spezzettato e spesso si fatica a tenere il filo del discorso. I dialoghi sono infatti continuamente interrotti dal divagare dei pensieri dei personaggi coinvolti le cui storie si alternano senza un senso logico e cronologico costringendo così il lettore a fare continuamente mente locale. Il tutto si trascina faticosamente per quasi novecento pagine.
Voto: 2 / 5
Ike (16-07-2010)
Non avendo prima letto alcunché di De Lillo, mi sono lasciato convincere a leggere questo libro da un generico impulso, la ricerca di un autore che mi potesse raccontare qualcosa dell'America mentre attendevo fremente un nuovo capolavoro di J.S.Foer. Ebbene, sono stato fortunato perché, nonostante lo abbia letto con grande lentezza e dunque in un lasso di tempo molto ampio, la soptria, i personaggi, le atmosfere mi hanno catturato. Le prime pagine in cui si ddescrive una partita di baseball sono folgoranti e possono appassionare anche chi è totalmente indifferente allo sport in genere. La girnadola di personaggi - dall'onnipotente Hoover della CIA a Frank Sinatra all'immigrato italiano che sopravvive nel Bronx, al pilota dell'aeronautica che sgancia bombe sul Vietnam - trasforma il romanzo in un'epopea, una guerra e pace del secondo novecento. Parte, questa, del secolo, che appare dominata dall'incombente sempiterna minaccia della bomba atomica (guerra) o dai rifiuti (pace) che la società non fa altro che produrre, accomulare e tentare di smaltire. Ci sono sezioni forse meno coinvolgenti ma la scrittura è a tratti anche illuminante. In particolare sono indimenticabili alcune descrizioni di esperimenti nucleari. Leggendo questo De Lillo possiamo forse veramente comprendere cosa è veramente stata la guerra fredda e, comunque, lasciarci anche trasportare in un mondo immaginifico como di fascino.
Voto: 4 / 5
Palestrione james_utopia@libero.it (29-03-2010)
Mi aspettavo molto di più da questo romanzo, invece è stato un'autentica delusione. I personaggi sono senza spessore, lo stile non è nemmeno tanto ricercato, la storia è quella che è, la suspense e la tensione narrativa sono sottozero. La morale è che è un mattone di quasi novecento pagine: noioso, piatto, per niente avvincente. Salvo solo qualche pagina, nella prima metà del libro, ma per il resto lo considero una presa per i fondelli. Lo è soprattutto l'affermazione di chi lo reputa un capolavoro e considera De Lillo un grande autore. Qui faccio lo stesso discorso fatto con Thomas Pynchon (che eppure apprezzo di più, almeno stilisticamente): questi autori americani postmodernisti non fanno assolutamente per me. Voglio avvertire chi si accinge a leggere "Underworld": non è un romanzo che prende. Ho fatto uno sforzo immenso per finirlo e alcune pagine le ho lette solo di sfuggita, tanto mi stavo annoiando. Da tenersi alla larga.
Voto: 2 / 5
diamonddave (19-01-2010)
Caleidoscopico, visionario, assoluto. Un romanzo grandioso, scritto magistralmente, che prende la storia degli Stati Uniti dal dopoguerra al crollo del blocco sovietico, la storia mondiale quindi, la comprime in un ordigno chiamato parola e lascia che ci esploda senza alcun ritegno tra le mani. Un romanzo difficile da leggere per lo stile utilizzato, con i collegamenti, i riferimenti, i rimandi e le continue intersezioni fra storie, epoche, personaggi, eventi. Un gigantesco puzzle, composto da migliaia di piccolissimi pezzi e tutti di colori foschi e contermini: un enorme quadro nebuloso, pulsante, caotico. De Lillo in questo romanzo è superlativo ed in particolare per noi italiani realizza, lui, americano di prima generazione figlio di genitori italiani immigrati, un’opera nell’opera, con il meraviglioso affresco della comunità italiana nel Bronx del dopoguerra, fatta di poveri, negletti, fuggitivi, gente per bene e gente per male e, volente o meno, rovescia sulla nostra bella tavola imbandita i liquami e la miseria degli immigranti che oggi riempiono le nostre città e ci ricorda, ferale, che per ogni dito che puntiamo contro gli altri ce ne sono almeno tre puntati contro noi stessi.
Voto: 5 / 5
Renato Polizzi (03-12-2009)
in una parola: un capolavoro!
Voto: 5 / 5
Patroclo (29-11-2009)
con Underworld De Lillo ha cercato di scrivere il suo romanzo "totale" e definitivo, fermandosi peró a un passo dal capolavoro. se l´inizio é fulminante, alcune ossessioni dello scrittore vengono troppo a galla a metá libro (il mondo industriale, la spazzatura) producendo qualche pagina superflua. rimane un piece de resistance da leggere, anche se non per tutti i gusti
Voto: 4 / 5
MARIO MONTELLA (06-10-2009)
spettacolare, uno dei migliori dell'ultimo decennio
Voto: 5 / 5
MAXMONS maxmons@hotmail.com (08-07-2009)
Avete mai provato a leggere un libro e non riuscire a togliervelo dalla testa? Eccolo è questo! Magnifico, trascinante e misterioso....i personaggi ti entrano dentro come un vortice inaspettato e non sai mai cosa ti possa riservare la pagina successiva. Imperdibile
Voto: 5 / 5
Fabio (19-04-2009)
Ho letto questo libro e all'inizio mi è parso molto avvincente. Ma c'era qualcosa che non mi tornava. I continui salti di tempo e di personaggio alla lunga rendono difficile la ricostruzione della storia, alcuni dialoghi sono al limite dell'assurdo, quello sull'uomo delle consegne ad esempio, tra Nick e la moglie se non ricordo male. E' uno spaccato della società americana (e non solo oserei dire) ma alla fine mi ha deluso, purtroppo.
Voto: 3 / 5
gianni (22-01-2009)
Se cercate una trama avvincente o uno scrittore che vi stimoli alla lettura lasciate perdere Underworld. Se volete leggere un romanzo scritto in maniera meravigliosa tanto da costringervi a fermarvi durante la lettura per assaporarne appieno la profondità allora correte in libreria, De Lillo non vi deluderà.
Voto: 4 / 5
luca bacco_70@yahoo.it (07-07-2008)
Le Twin Towers in costruzione, la guerra fredda e la sua fine, l'omicidio di JFK, Edgar J. Hoover, gli esperimenti nucleari americani e sovietici, la crisi dei missili a cuba letta attraverso i racconti degli spettacoli di Lenny Bruce, i rifiuti accumulati dalla società dei consumi per eccellenza, e l'apparente redenzione della stessa società, pacificata e rasserenata nelle attività di riciclaggio. Il tutto riflesso nelle mille schegge in cui viene frantumato mezzo secolo di storia americana, rimesse assieme in modo apparentemente casuale. Storie che si intrecciano e si accavallano, avanti e indietro negli ultimi 50 anni del secolo scorso, seguendo i passaggi di mano di una pallina da baseball e la parabola della vita di uno dei protagonisti. Una osservazione che ho trovato inevitabile fin dalla copertina: leggere questo libro e pensare che è stato scritto prima 4 o cinque anni prima dell'Undici Settembre fa un po' impressione. Non perché venga fatto alcun accenno a quello che sarebbe diventato il mondo dopo, anzi (il libro finisce con la parola "Pace", pensate un po') ma perché, a leggerlo con gli occhi che abbiamo adesso, viene da pensare che, se quelle era il nostro passato, probabilmente quello che c'è adesso era poi l'unico futuro possible.
Voto: 5 / 5
Denebola francesca.giorgini1@alice.it (23-06-2008)
C'è un grosso equivoco:il filo conduttore del romanzo non è la palla da baseball,di cui non vediamo affatto tutti i passaggi di mano,ma solo alcuni;il protagonista è senza dubbio Nick Shay,è a lui che in un modo o nell'altro fanno capo tutte le storie contenute in questo libro,inclusa quella della palla.Quando ho realizzato tutto ciò,sinceramente sono rimasta piuttosto delusa:il racconto si è rivelato meno interessante e originale di quanto mi fossi aspettata.Detto questo(che comunque non è un problema del libro ma della quarta di copertina),siamo senz'altro di fronte a un'opera notevole.Ottima la prosa,di primo livello l'indagine psicologica sui personaggi;mentre la narrazione è punteggiata qua e là da scene bellissime e dialoghi fantastici.Bisogna poi render merito a DeLillo del fatto che il romananzo,pur così lungo ed eterogeneo,non è mai dispersivo,poichè ogni elemento è costantemente collegato agli altri.A guastare però il tutto c'è la ricerca ossessiva da parte dell'autore della perfezione stilistica e dell'effetto speciale,che finisce col rendere il racconto piuttosto freddo e distaccato;soffocando un'efficacia e un'epicità che una scrittura più asciutta avrebbe invece potuto esaltare.A conti fatti,questo libro mi ha molto affascinato;ma non veramente catturato.
Voto: 4 / 5
janie jones (05-02-2008)
Non lasciatevi spaventare dalla mole di questo volume, non indietreggiante di fronte alle sue 800 e più pagine, non arrendetevi alla trama complessa e non cedete a quella vocina che vi suggerisce di non proseguire nella lettura: non abbandonate questo romanzo! Certo è difficile, complesso... ma credetemi è stu-pen-do! Underworld è un libro che va affrontato con calma, senza timori, che va digerito e assimilato con la dovuta concentrazione. Non è un libro 'da spiaggia' che può essere letto con superficialità. Questo capolavoro di DeLillo merita tutta la nostra attenzione.
Voto: 5 / 5
Giovanni Desideri giovannidesideri@gmail.com (22-09-2007)
ancora a distanza di un po' di tempo dopo averlo letto questo libro grandioso lascia un'impressione di pessimismo, con il suo sguardo lirico su vari individui e gruppi umani, descritti nella loro vita quotidiana. A partire da soli dettagli, lungo le pagine si forma un'immagine dell'umanità e della storia recente di un paese geograficamente grande (sul quale non viene fornito un giudizio: se sia un paese "civile" o no). Il linguaggio non è "ricercato", è il discorso ad oscillare tra il quotidiano e il significato che assume se visto in maniera "panoramica". E' un libro concreto e fotografico
Voto: 5 / 5
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