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Böll Heinrich - L' onore perduto di Katharina Blum | Mercoledì 20 febbraio 1974, vigilia di carnevale, Katharina Blum, 27 anni, cameriera presso una famiglia della buona borghesia di Colonia, esce di casa per recarsi a una festa da ballo. Quattro giorni dopo, Katharina suona alla porta del commissario Moeding e gli confessa di aver ucciso a colpi di pistola il giornalista Werner Totges. Che cosa nasconde un gesto tanto disperato? Nei pochi giorni tra la festa e il delitto, Katharina ha fatto l'esperienza dell'ingiustizia. Colpevole di aver aiutato a fuggire il giovane ribelle che ama, si è ritrovata al centro di una campagna giornalistica montata da uno di quei fogli scandalistici a grande tiratura e Totges è proprio il tipico e cinico esponente di questa categoria di manipolatori di notizie.
Media Voto: 4.5 / 5LaMelaMarcia (11-04-2011) Katharina è bella e giovane. Divorziata, vive da sola, lavora sodo.
La sera del 20 febbraio 1974 esce per recarsi a una festa da ballo.
Conosce un uomo, ballano, si divertono, passano la notte a casa di lei.
Ma se per Katharina, Ludwing è l'uomo della vita, non lo è per la polizia tedesca, che lo considera un pericoloso terrorista.
Ludwing si confessa a Katharina, le dice d'essere un rapinatore di banche, questo si, ma di non avere niente a che fare con le gravi accuse mosse contro di lui. Noi altro non sappiamo, non possiamo giudicare.
Katharina è innamorata. Lo aiuta a fuggire.
La notizia giunge presto ai giornali, e Totges, un giornalista esperto del mestiere, viene inviato a investigare sull'accaduto.
Il giornalista è senza scrupoli, travisa i fatti, li deforma, si addentra nella vita di Katharina senza alcun tatto, rendendo pubblico ogni segreto. Katharina, da semplice governante si ritrova pericolosa comunista e complice del criminale Ludwing Gotten.
La donna ferita, con l'onore e la dignità in frantumi, medita e attua la sua vendetta.
Heinrich Boll è uno dei miei autori preferiti, ho amato molto "Opinioni di un clown" e soprattutto "E non disse nemmeno una parola". Questo è un romanzo parecchio diverso rispetto ai due sopracitati. Scarno ed essenziale si limita al racconto dei fatti, come se Boll volesse contrapporre alla montagna di menzogne di certa stampa, i fatti nudi e crudi.
Un esempio di come senza compiere alcun reato, si può spingere una persona a commetterne uno.
Un invito a ragionare e a non farsi abbindolare da ciò che scrivono i giornali e, oggi come non mai (vedi i recenti casi di cronaca), da ciò che dice la televisione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lomax (23-02-2011) Superbo esempio di reportage giudiziario, distillanto con mirabile prosa e utilizzato dall'Autore come pretesto per denunciare (non senza ironia) l'impressionante potere del giornalismo, disposto, in molti (troppi?) casi, a stravolgere la realtà a proprio uso e consumo. Grandioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rainbow tempofranco@inwind.it (04-12-2007) Grande Boll, come sempre, o quasi! Affresco superlativo della Germania borghese e benpensante, nella quale però non mancavano i fermenti e gli stimoli verso un futuro un po' meno ipocrita. Stile perfetto, trama avvincente, davvero una prestazione degna d'un Premio Nobel. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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