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Roth Philip - Pastorale americana |
Seymour Levov è alto, biondo e atletico. Malgrado sia di origine ebraica al liceo lo chiamano "lo Svedese". Negli anni '50 sposa miss New Jersey, avviandosi ad una vita di lavoro nella fabbrica del padre. Nella sua splendida villa cresce Merry, la figlia cagionevole e balbuziente. Finché arriva il giorno in cui le contraddizioni del paese raggiungono la soglia del suo rifugio, devastandola. La guerra del Vietnam è al culmine. Merry sta terminando la scuola e ha l'obiettivo di "portare la guerra in casa". Letteralmente.
Recensioni 1 - 20 di 41 recensioni presenti. Media Voto: 4.19 / 5Adelchi (16-10-2009) Il libro è indubbiamente scritto bene, ma noioso, almeno fino a p 250. Poi prende, è intelligente e acuto. Dà spunti e offre scorci interessanti sul periodo storico (la contestanzione durante il 68 statunitense)e sui rapporti generazionali estremamente conflittuali che c'erano in quel periodo. La parola più giusta per descriverlo è: "interessante"... Voto: 3 / 5 |
silvia (16-10-2009) Ora capisco, e sottoscrivo, tutte le lodi che ho letto su questo scirttore. Mio primo libro di Roth e dichiaro che è assolutamente avanti rispetto a tanti altri. Scrittura perfetta, struttura magistrale, contenuti mai banali, profondi che scuotono e fanno pensare.
Davvero da Pulitzer! Voto: 5 / 5 |
tarci (04-09-2009) Non amando gli scrittori americani devo riconoscere che questo mi ha veramente fatto riflettere.
A volte sembra noioso e ripetitivo ma la vita stessa non è forse cosi. Io non ho figli ma chi li ha sarebbe bene che lo leggessero. Voto: 5 / 5 |
Marco 63 (24-08-2009) Gran romanzo, che esce dai luoghi comuni (proviamo molta più simpatia per il padre borghese Seymour Levov o per il nonno Lou che per la figlia contestatrice Merry o l'intellettuale radical chic Marcia) e presenta uno spaccato dell'America di ieri e di oggi senza pretendere di farne la morale.
Roth è abile nell'alternare narrazione e flashback, ma il gioco non sempre riesce e, verso la fine diventa un po' irritante. Voto: 4 / 5 |
Ant.74 (17-07-2009) Un romanzo stupendo. Il solito grande roth. consigliato! Voto: 5 / 5 |
Pandora (01-07-2009)
Ammetto di essere un pò in difficoltà nel parlare di questo libro, non saprei proprio come descriverlo! Posso solo dire che dopo averlo iniziato fermarsi era fisicamente impossibile; è un libro perfetto per lo stile scorrevole, per la storia che può essere quella di uomo qualunque, per tutte le emozioni forti e le riflessioni che ne accompagnano costantemente la lettura e lo rendono un capolavoro!! Un libro intenso che rispecchia la dura realtà e le contraddizioni in cui viviamo!! Consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |
alessandro andronio (21-06-2009) Gran bel libro, ma non capolavoro, almeno nei capitoli centrali. Ha un ritmo opportunamente molto lento e basato su ampie digressioni. Mi ha ricordato, mutatis mutandis, "Il giorno del giudizio" di Satta (quello sì un capolavoro), per la sua capacità di raccontare pochissimi eventi in molte pagine e per la scansione non cronologica della narrazione. Eccezionali il primo capitolo e gli ultimi due; molto bello il resto. Sconsigliato a chi non ha continuità nella lettura e a chi non ama i libri privi di finale. Voto: 4 / 5 |
tommaso bola tommasobola@libero.it (16-06-2009) Se qualcuno conosce un libro migliore di questo per favore fatemi sapere. Non è un libro per tutti, per capire che ci si trova di fronte al capolavoro del secolo ci vuole pazienza e sensibilità affine all'autore ma lo stesso discorso vale per Don Chisciotte, per il canzoniere di Petrarca etc.etc.
Se tutti lo apprezzassero subito non sarebbe un libro capace di lasciare un segno enorme nella vita di chi ha la capacità di lasciarsi stravolgere. Voto: 5 / 5 |
luca turo turoluca@yahoo.it (03-03-2009) Non è un certo un capolavoro. In alcuni passaggi interessante. Non di piu'. Sul retro di copertina Alessandro Baricco afferma, non so se con ironia, che è il libro piu' bello degli ultimi dieci anni della letteratura americana. Voto: 2 / 5 |
max castel (19-02-2009) è uno specchio in cui tutti possono guardare e vedere riflessa la cruda verità in cui viviamo. Ciascuno può collacarsi in un punto di vista diverso e vedere se stessi, i propri cari, gli amici e gli sconosciuti. La verità è davanti a noi e spesso facciamo finta di non vederla... è così che scopriremo ad un certo punto di avere sbagliato. Voto: 4 / 5 |
linda (28-01-2009) Non sono una lettrice esperta, così mi sono trovata molto combattuta nell’attribuire un giustizio, mi è piaciuto in alcuni passaggi e in altri no, in questo senso non lo trovo un capolavoro. E’ indubbiamente un testo che non si lascia divorare in poco tempo, da leggere come dire, in assoluto relax dotandosi di grande pazienza per via della scrittura prolissa, il perdersi in alcune argomentazioni poco interessanti, ma che probabilmente arricchiscono la conoscenza della vita del protagonista. Questo prolungarsi tuttavia, viene compensato da tematiche molto forti, che Roth sbatte in faccia al lettore, affrontando un contesto storico – sociale molto particolare, la realizzazione del sogno americano e il disincanto. Annoia in certi passaggi e ipnotizza in altri, un libro che inevitabilmente ti rimane dentro. Ho apprezzato come l’autore presti attenzione inoltre, all’interiorità dei personaggi, il percorso mentale e conflitto interiore di Levov in particolare, anche se questo aspetto, solo nelle ultime pagine, l’ho trovato un poco complesso. Voto: 3 / 5 |
LUCIANO (24-09-2008) E'vero,non è un libro semplice e scorrevole, ma raramente ho letto qualcosa di così forte,si passa da pagine rilassate quasi a voler riprendere fiato prima di inabissarsi nuovamente nelle agghiaccianti profondità dei personaggi, ciacuno di noi si può riconoscere nell'uno o nell'altro di loro, in fondo si parla di noi stessi per interposta persona.
Un capolavoro. Voto: 5 / 5 |
punica (29-07-2008) Le pagine scorrono lentamente, la narrazione si perde in mille rivoli particolaristici: le vite di tutti i personaggi che anche per una sera incontrano i protagonisti della storia. Tutti fanno le spese di quel perbenismo che l'America ci offre e che viene infranto dalle mille imperfezioni che ogni vita nasconde, ad onta di una perfezione formale. Il fine è pregevole: siamo tutti d'accordo nel pensare che l'edulcorata società americana (e in genere la "civiltà occidentale") nasconda mille magagne, ma le oltre 400 pagine, ossessionate da un descrizionismo esasperato, sono troppe per definire un obiettivo già chiaro dopo le prime 20. Voto: 3 / 5 |
Enzo Gianmaria (18-07-2008) Un libro noioso. La lettura si perde in riflessioni ripetute all'infinito. Ci sono pagine che ripetono gli stessi pensieri in ogni parte del libro. Per arrivare al termine di un dialogo bisogna passare attraverso a mille parentesi. Mi aspettavo di meglio, invece una delusione totale. Leggete altro, Pratolini, Svevo, Vittorini... Questo lasciatelo perdere. Sconsigliato. Voto: 1 / 5 |
GAX (03-06-2008) ci sono libri la quale pomposità e pretenziosità danno l'orticaia al solo guardarli. libri che, a mio viso, sono risultati irritanti e impossibili da leggere come "Le correzioni", "Le particelle elementari" oppure "I versetti satanici". pensavo che "pastorale americana" appartenesse a questa categoria, fortunatamente mi sbagliavo. devo ancora finirlo di leggere e sono sicuro che arriverò fino alla fine. è così ipnotico, forte, minuzioso...
un grande narratore capace di raccontare le contraddizioni e i sogni della sua terra, come solo Don Passos o Capote hanno saputo fare. Voto: 4 / 5 |
Sara shangri-la82@libero.it (09-03-2008) Il pregio di un'opera magnificente risiede molto spesso negli angoli polverosi, nella perfezione delle piccole cose. Il titolo, Pastorale americana, potrebbe facilmente trarre in inganno: se camminare tra le pagine del libro di Roth aiuta a riscoprire il piacere semplice di perdersi, l'opera incontra i suoi momenti più riusciti, ad esempio, nella descrizione del procedimento minuzioso con cui si fabbricano i guanti, o nella rimpatriata che mette faccia a faccia un ragazzo ed una ragazza che, solo quando hanno riempito le loro giornate di ricordi, sanno scoprirsi con una profondità che, un tempo, non poteva appartenere ai loro anni. Cesellature minuziose, che impreziosiscono la maestosità della storia catturando in ogni descrizione diverse angolature di luce. Voto: 4 / 5 |
Cristian (07-03-2008) In questo libro si racconta il sogno di un'esistenza ordinata, governata dal
rispetto del valore alla base del sogno americano: il duro lavoro che porta al
successo. Lo scenario in cui si snoda la vicenda è però quello di una realtà contrapposta a questo sogno. Una realtà dominata dal caos, dalla mancanza di significato, dall'impossibilità di godere dei frutti di una condotta virtuosa. Il protagonista, Seymor Levov, affronta stoicamente tutte le sofferenze che la vita gli riserva, facendosene carico per risparmiarle ai suoi cari. Nonostante i suoi sforzi, la sua vita, la sua famiglia, i suoi sogni sono destinati ad andare in frantumi.
Libro ricchissimo, intenso. Lo stile è sobrio, ma la struttura è complessa e ben
sorvegliata. Magistrali i ritratti dei personaggi, straordinaria la resa della
lotta interiore che divora il protagonista per tutto il libro. I grandi romanzi
sono scritti così.
Voto: 5 / 5 |
fabrizio fabpata@inwind.it (18-01-2008) Pochi romanzi possono fregiarsi dell'appellativo di affresco epocale come Pastorale Americana di Roth; la Storia è servita con una scrittura faticosa ma splendida, le soluzioni narrative sono sempre interessanti, mai banali...cosa chiedere di più ad un romanzo? Roth sa di essere uno dei più grandi narratori contemporanei e rinuncia all'understatement, mai ricerca soluzioni intimistico-minimali per semplificarsi il lavoro, osa nei soggetti e nei personaggi che mette in scena. Pastorale americana è ad oggi il suo capolavoro. Voto: 5 / 5 |
Davide D. (17-01-2008) Condivido il pensiero di Ornella. L'ho voluto finire a tutti i costi facendomi del male. Era il primo libro che leggevo di quest'autore e credo che sarà anche l'ultimo, tanto mi ha stancato il suo stile prolisso e noioso. Dopo un inizio che mi sembrava più che promettente mi sono perso nei meandri di discorsi dilatati, lievitati in pagine e pagine di parole, pieni di parentesi tonde, quadre e graffe, tanto che quasi sempre mi ritrovavo inevitabilmente in modalità "lettura automatica" col cervello scollegato che pensava a tutt'altro.
Comprai questo libro insieme a "ho sposato un comunista". Credo che regalerò quest'ultimo, ancora nuovo, a chi mi sta antipatico. Voto: 1 / 5 |
Franco (13-01-2008) La storia è interessante, così come i personaggi che la popolano, ma la lettura, contrariamente ad altri libri dello stesso Roth, è a tratti piuttosto farraginosa, quasi fastidiosa. Voto: 3 / 5 |
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