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Yehoshua Abraham - La sposa liberata | Dopo appena un anno di matrimonio Galia ha ripudiato il marito Ofer. Che segreto inconfessabile si nasconde dietro il loro divorzio? Yohanan Rivlin, padre di Ofer, non si è mai rassegnato all'infelicità del figlio, ed è deciso a scoprire la verità a qualunque costo. Ma il professore ebreo non riuscirà a risolvere il mistero da solo, e gli arabi, temuti e amati, arriveranno ad aiutarlo. Ambientato tra il 1998 e il 1999, quando ancora erano vive le speranze di pace, "La sposa liberata" è un'allegoria del destino di due popoli sempre in guerra.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5Antonio (29-05-2011) Ormai è il terzo libro di Yehoshua che leggo ma devo dire che ogni volta mi stupisce e mi incanta. Anche in questo romanzo partendo da una situazione assolutamente minimalista, come potrebbero essere un divorzio e una crisi coniugale, riesce con ampio respiro a darci un'idea della terribile situazione che esiste in Israele e dei complicatissimi rapporti tra arabi e israeliani. Il tutto visto attraverso le lenti di un arcigno e pignolo professore universitario, di quelli che tutti noi abbiamo conosciuto (lavoro e fatica zero, tanti congressi, tanta autorevolezza). La storia è piacevolissima e si dipana rapidamente. E' un peccato che i sogni e le speranze di Yehoshua per un futuro senza più confini tra Israele e Palestina vengano purtroppo clamorosamente smentiti dai fatti e dalla Storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca pusceddu topolinoamaranto@tiscali.it (13-05-2010) Ma chi è la sposa liberata del libro?
La sudentessa araba del professore universitario protagonista? La sua (ex) nuora? La moglie del suo mentore? Sua moglie?
Oppure in un transfert fra generi potrebbe essere il figlio migrato a Parigi, oppure l'autista, oppure il capocameriere, oppure addirittura lui stesso.
O magari, in una visione ancora più macro, potrebbe essere Israele, o specularmente la Palestina, liberi da vincoli e perciò destinati a convivere in pace.
In Yehoshua mi sorprende sempre la capacità estrinsecare delicatamente i pensieri più reconditi che abitano la mente delle persone, magari proprio quelli che ci vergognamo persino di aver formulato.
Gran bel romanzo, di ampio respiro, scorrevole nelle sue 600 pagine.
Ma glielo danno il Nobel o no?
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mami53 (30-06-2009) Lungo, com'è lunga e penosa l'angoscia di chi non sa cosa ha causato un fatto doloroso; profondamente umano nel desiderio ostinato di dare un senso agli avvenimenti; intenso anche nelle descrizioni minute e quotidiane. Una storia famigliare sullo sfondo di incerti rapporti fra arabi ed ebrei, dove lo sfondo non fa solo da cornice, ma rappresenta un secondo filo conduttore. Un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manvela (04-09-2008) Romanziere capace e generoso, Yehoshua non delude mai. Anche in questo libro i personaggi sono ben strutturati, l'intreccio è avvincente e l'elemento di mistero inchioda il lettore alle pagine che scorrono velocemente sotto i suoi occhi. Forse però la conclusione del romanzo perde un pò di smalto e appare leggermente incoerente rispetto al resto della narrazione: si fa più cervellotico; meno convincente. Questione di sfumature ma... peccato! Comunque un'ottima lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
philo (02-07-2008) Magnifico libro. Ho scoperto troppo tardi questo autore superlativo...... ma recupererò in fretta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dany looking_guy@hotmail.com (18-06-2006) Ennesimo capolavoro! Romanticismo e psicologia mescolati a dovere. Nn siamo tutti uguali... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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