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Roth Philip - L' animale morente |
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Titolo | L' animale morente |
| Autore | Roth Philip | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 1,35)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2005, 113 p., brossura | | Traduttore | Mantovani V. |
| Editore | Einaudi
(collana Super ET) |
| | Disponibile anche in ebook a € 6,99 | Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Da trent'anni, da quando la rivoluzione sessuale ha bussato alla sua porta, il professor David Kepesh tiene fede al suo giuramento: non avere mai una relazione stabile con una donna. Ma un giorno, nell'aula del suo corso di critica letteraria all'università, entra Consuela Castillo, ventiquattrenne di una bellezza conturbante, una ragazza cubana alta e affascinante che scatena il desiderio e la gelosia del maturo professore.
17 recensioni presenti. Media Voto: 3.29 / 5francois sanders francoissanders@gmail.com (18-10-2009) Per Philip Roth,il protagonista di questo romanzo,David,è un eroe. Non è stato decorato in Vietnam quando aveva ventanni,ne' l'11 Settembre quando ne aveva sessanta,ma ha "capito come affrontare seriamente nell'arco di una vita,i propri modesti privati piaceri". Anche per me,David, è un eroe,non solo per aver riconosciuto,conquistato ed amato Consuela,ma per non aver ceduto alla tentazione della vendetta sommaria quando è stato lasciato. "Naturalmente fu un bene per entrambi che finisse,ma questo non era nei miei piani,e nei giorni che seguirono scoprii di essere disperato.Per quasi tre anni ebbi saltuarie crisi depressive.Tormentato per tutto il tempo che ero stato con lei,cento volte più tormentato per averla perduta". Questo libro non è adatto a chi ha meno di cinquantanni e non conosce i Trii di Haydn,ma soprattutto chi non comprende "La gelosia.L'incertezza.La paura di perderla mentre ero sopra di lei.Ossessioni che in tutta la mia svariata esperienza non avevo mai conosciuto".
Come ogni romanzo di Philip Roth,anche questo ha ispirato Woody Allen (Basta che funzioni). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luca z. (03-05-2009) E' decisamente un Roth minore, ma pur sempre un libro minore di un grandissimo scrittore. A chi non è piaciuto questo libro consiglio di leggere i capolavori del buon vecchio Philip. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Benedetta (28-11-2008) Eros e Thanatos si rincorrono in questo memoriale un po' disordinato e molto profondo, in cui la necrosi del mondo capitalista accompagna allegoricamente i fasti e l'effimero della bellezza e della salute Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mimmo (15-02-2007) Pretendere di capire Philip Roth da questo libro è un errore(forse perchè è il più breve e incute meno paura quindi viene letto per primo),paragonare un autore complesso come Roth a Murakami(bravo ma niente di imperdibile per uno che ha più di trent'anni)definendolo più ambizioso e volgare mi sembra altrettanto sbagliato.Roth ha scritto capolavori,capolavori che avrebbero dovuto fargli vincere il Nobel a mani basse,Nobel che non vincerà mai,perchè libri come "Il teatro di Sabbath","La macchia umana"o "L'animale morente"non piacciono agli uomini di Stoccolma,troppo scorretti,troppo veri,arrivano fino alle viscere ed hanno una grande umanità.E'vero,questo libro forse è inferiore al resto della sua produzione,ma la capacità che ha questo vecchietto di descrivere l'animo umano resta a mio parere unica e,comunque,considerando che in poco più di cento pagine è riuscito a parlare(alla sua maniera) di sesso,amore,morte,del'68 e dell'America di oggi mi sembra che un giudizio positivo lo meriti.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (04-10-2006) Chi è David Kepesh? O meglio cos’è? Un’enorme mammella, la metafora incarnata del perituro, del transeunte, di ciò che siamo o vorremmo essere: aliti senza controllo e direzione che fanno di tutto per lasciare un segno, uno strappo; cuccioli pretenziosi che spisciettano su ciò che credono gli appartenga, istrioni che recitano parti più o meno belle, più o meno comiche… oppure, quando davvero, alla sera, nudi, spogli, privati dalla notte dei post-it che indossiamo sui corpi al mattino con su scritti i sogni sui pensieri dell’attimo prima del sonno, siamo ridotti a quello che siamo… cos’è che ci resta? Cosa che ci salva? Cos’è che è vero, che pulsa senza premeditazione? Ciò che abbiamo fra le gambe? Il sesso?... sì il sesso: “perché solo quando scopi riesci a vendicarti, anche se solo per un momento, di tutto ciò che non ami nella vita e di tutte le cose che nella vita ti hanno sconfitto. Solo allora sei più nettamente vivo e più nettamente te stesso... Sì, anche il sesso ha un potere limitato. So benissimo quanto è limitato. Ma dimmi, quale potere è più grande?”
Il sesso è la nostra più grande ancora, la nostra più sofisticata illusione di salvezza, non solo perché perpetua la specie, ma perché quel momento esclude dal tempo, ha un altro ritmo… il ritmo della carne, che non è il tic tac dell’orologio, ma il riconoscimento della morte ed al tempo stesso la sua sfida; ed ecco d’improvviso caduta quella che Kepesh chiama l’”illusione del metronomo”: “è crollata l’illusione, l’illusione del metronomo, il pensiero consolante che, tic tac, ogni cosa accadrà al momento giusto… la più bella favola infantile è che tutto si svolge ordinatamente. I nonni se ne vanno molto prima dei genitori, e i genitori se ne vanno molto prima di te. Se sei fortunato, la situazione può essere questa, con le persone che invecchiano e muoiono ordinatamente... Non rende l’estinzione meno mostruosa ma è il trucco al quale ricorriamo per mantenere intatta l’illusione metronomica ”: perché il sesso è come la morte Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Xenia (27-09-2006) Un romanzo di cui è difficile comprendere il clamore e il successo suscitato. La solita trita situazione erotico/amorosa con sfondo morboso, qualche descrizione di sesso fatta ad uso e consumo soprattutto dell'autore, e qualche parentesi storico/antropologica di cui si poteva fare a meno. Poche emozioni, stile scorrevole (ma si tratta di Roth, dopotutto), ma niente di nuovo o di incisivo. Personaggi poco approfonditi e poco plausibili. Il professore è una specie di maniaco, lei piuttosto insipida. Finale inaspettato ma non per questo soddisfacente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
baton baton@email.it (10-09-2006) Più che una "penna magistrale" (brrr) Roth mi sembra una specie di Murakami più ambizioso e più volgare, quindi indifendibile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
LeggoBene. (31-05-2006) quando Genna dice che sono capolavori io non riesco a leggere più di dieci pagine. ammantato di un diffuso pallore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
streghetta (20-03-2006) In questo libro ho colto due punti fondamentali: una bella, seppur breve, riflessione sulla rivoluzione sessuale degli anni sessanta raccontata e vissuta al maschile e la fase di innamoramento che travolge il professore sessantaduenne. Il sesso come vendicazione "di ciò che non ami nella vita", "di tutte le cose cose che nella vita ti hanno sconfitto", "la vendetta sulla morte", ciò che ti fa sentire "vivo e più nettamente te stesso" .
L'amore, forse perchè tardivo, diventa ossessione, sofferenza(quando la persona amata non è presente), soggiogante, annientante...
La trama forse un po' debole , fa da sfondo a questi temi scritti, come sempre, con uno stile ineguagliabile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
erne (01-03-2006) La vecchiaia è un percorso naturale a meno che non ti capiti o non ti impegni a far capitare eventi che possono renderla dolorosa. La solita superba circostanziata scrittura di Roth attraversa riflessioni sulla morte, sull'amore e sulla passione da punti di vista inavvicinabili, quello di David e di Consuela. Un esercizio pericoloso che può costare l'annientamento mentale. Alcuni passi sono da sottolineare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Agnese (19-09-2005) Bukowskiano... non mi ha particolarmente emozionata. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Stefano A. (02-08-2005) Certamente il peggior libro di Roth che abbia letto: quelli che di solito sono i suoi pregi qui diventano difetti e la descrizione delle peripezie sessuali dei protagonisti diventano morbose e fini a se stesse, non sono la manifestazione di una forza liberatrice da un'oppressione come in Portnoy.
Tuttavia La classe c'è sempre e non fosse altro che per le pagine sulla rivoluzione sessuale merita il voto che gli ho attribuito. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Isla islaatlantide@hotmail.com (17-07-2005) Al racconto di un ossessione erotico-amorosa di un anziano professore per una sua allieva si accompagna il ricordo dei movimentati e sessualmente liberi anni '60 negli USA e la descrizione del difficile rapporto del protagonista col figlio abbandonato a otto anni. Il tutto è arricchito da colte citazioni letterarie. Bella la descrizione dell'agonia del migliore amico. La figura dell'alunna amante Consuela di origine cubana è convincente. Si legge con piacere nonostante la molteplicità dei temi trattati e la "confusione" con cui sono inseriti nella narrazione.Un romanzo breve perfetto per approcciare Roth. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
eugenio eugenua@fastwebnet.it (10-06-2005) Il libro può apparire dispersivo, nonostante la brevità, perché la storia principale - la relazione tra un professore di 62 anni e un'alunna di 24 - si intreccia a ricordi di storia americana, alla situazione del figlio del protagonista, al sessantotto. Però nell'insieme il racconto, presentato come un dialogo tra il protagonista e un amico, è avvincente. Lo stile è scorrevole, anche se la traduzione forse talora è un po' faticosa. Storia di sesso ma soprattutto di passione: l'a. evidenzia come l'amore-passione sia qualcosa che non appaga l'uomo, ma lo sconvolge, pur dandogli una dimensione diversa della vita. Il rapporto tra un anziano e una giovane è affrontato con riflessioni moilto acute e vere. Il racconto è anche una relazione sulla realtà americana di oggi. Il finale, decisamente a sorpresa, non conclude e lascia il lettore libero di immaginarsi un seguito, che resta imprevedibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tessa (30-05-2005) Lo stile narrativo è incalzante, ma il pensiero sottostante monocorde e la storia insignificante. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Antonio Aiello (08-02-2005) Incantevole !!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio A. (24-01-2005) Affascinante. Audace. Imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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