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Ginzburg Natalia - Lessico famigliare |
Quarant'anni di vita italiana e una famiglia indimenticabile sono al centro di una straordinaria autobiografia che allinea una serie di personaggi famosi, da Filippo Turati a Cesare Pavese. Un libro unico, un ritratto di famiglia dell'Italia migliore che continua a incantare e divertire anche i lettori delle nuove generazioni. 10 recensioni presenti. Media Voto: 4.6 / 5Anna (08-10-2009) Una delle più belle perle della letteratura contemporanea. Commuove, diverte e stimola il pensiero; riesce ad essere profonda senza annoiare e gioca con la lingua italiana come pochi altro hanno saputo fare. Voto: 5 / 5 |
mariafrancesca (04-12-2008) Ho letto "Lessico famigliare" almeno 10 volte. E tutte quante ho desiderato di vivere in quella famiglia, di parlare come loro, andare in montagna con loro, di sedermi alla loro tavola. E' un ritratto affascinante di un'Italia colta, antifascista e pensante che oggi non esiste. Sconsigliato ai nostalgici. Non riuscirebbero a separarsene mai più. Voto: 5 / 5 |
Liliana di Trieste (28-11-2008) Sembra che la scrittrice stia osservando la sua famiglia, ancora con gli occhi di ragazzina.
Gli accenni al periodo bellico e alle problematiche inerenti, sono descritti, come una ragazzina aveva potuto capirli.
Veramente molto brava l'autrice, anche nelle descrizioni minimalistiche di personaggi pubblici o famosi all'epoca.
Peccato che spesso venga fatto leggere a forza ai ragazzini, perchè, a mio avviso è una lettura per adulti.
Veramente interessante e ben scritto. Voto: 5 / 5 |
Dino (26-11-2007) Ben fatto, stile semplice ma che cattura. Alcuni passaggi sono un po lenti. Positivo Voto: 4 / 5 |
Antonio (28-10-2007) Mi spiace andare controcorrente nei confronti di un libro cult del secolo scorso, ma cerco di darne una giustificazione.
Nelle pagine del "Lessico" non si percepisce la pericolosità del Fascismo nè si avvertono pienamente la difficoltà e la violenza della lotta antifascista di quegli anni. La vita di Natalia e della sua famiglia sembra quasi che non sia stata toccata da quella tragedia: si continuava ad andare a "skiare", si continuava ad avere la domestica fissa. Sono, tutto sommato, d'accordo con il commento del critico Asor Rosa. Per questo motivo il mio giudizio non può andare oltre la simpatia per le frasi e i modi di dire pittoreschi di cui è disseminato il libro. Voto: 3 / 5 |
alida alida.mela@libero.it (10-10-2007) mi è piaciuto moltissimo. mi sembrava di poterli sentire e vedere realmente il papà la mamma i fratelli descritti e raccontati dall'io narrante. è un libro molto delicato, dolce, per certi versi malinconico. mi sono ritrovata a sorridere di gusto delle frasi e dei modi di fare e di vedere che l'autrice propone, quasi come in una filastrocca, in una litania. trovo la semplicità di questo libro davvero disarmante, tenera. ma si tratta di una semplicità apparente. la sensazione che mi è rimasta è piacevolissima. mi sento molto arricchita. e poi, ho scoperto un classico, finora a me sconosciuto. Voto: 5 / 5 |
Giovanni (09-10-2007) Straordinario. L'ho letto e lo rileggo piacevolmente quando capita. La Ginzburg è una vera maestra della nostra letteratura, il suo stile (apparentemente) semplice è capace di trasmettere forti emozioni e di cogliere sfumature sottilissime. Certe espressioni e certi personaggi di questo libro rimangono indelebili nella mia memoria. Lo consiglio per una lettura piacevole ma profondamente ricca. Voto: 5 / 5 |
Paolo (08-10-2006) Ricordi familiari dell'infanzia della scrittrice, raccontati attraverso le parole ed i modi di dire dei genitori, mentre sfilano molti protagonasti dell'opposizione al periodo fascista.
Per chi ha una certa eta', un ritorno al modo di vivere (e di pensare) di un tempo.
Voto: 4 / 5 |
emily (06-03-2006) E' un libro incantevole: splendidi i ritratti personali, tra gli altri, di Adriano Olivetti e Cesare Pavese. Voto: 5 / 5 |
GB gprbzz@ciaoweb.it (13-11-2005) Sono andato a prenderlo, il libro, mentre che alla radio ne ascoltavo, lo scorso mese di settembre, l’interpretazione della bravissima Anna Buonaiuto che con i suoi continui cambi di voce ne ha dato una interpretazione memorabile. E’ “Lessico familiare” una delle opere più famose di Natalia Ginzburg, dove con un'eccellente caratterizzazione dei personaggi che ruotano attorno alla sua vita, familiari, amici, conoscenti, personaggi della cultura torinese del tempo ci racconta la storia (verrebbe di scrivere “le vicende” piuttosto che la storia, ché per il tono apparentemente minimalista che infiora la narrazione storia ci pare parola troppo grossa, ma purtroppo di storia si tratta) della sua famiglia. Nell'opera, pel modo di narrare le vicende e di descrivere le cose e i personaggi si percepisce un forte tributo a Proust e una gradevole familiarità con la "Recherche" (che la Ginzburg solo pochi anni prima aveva tradotto in italiano). Il linguaggio di “Lessico familiare” apparentemente è referenziale ma in realtà è evocativo, allusivo, magistralmente controllato e sempre ben in grado di tratteggiare la realtà sia con quanto è esplicitamente affermato che con quello che spesso viene sottinteso. Il lessico usato dai vari personaggi (espressioni, parole, modi di dire che periodicamente riappaiono nella narrazione e che rievocano periodi differenti della famiglia) diviene gioco di richiami e di citazioni e va a costituire nell’opera una sorta di tessuto connettivo che divertendoci e rassicurandoci ci rimanda agli intrinseci legami e alle comuni vicende di quel gruppo di persone. La caratteristica tematica dell'opera e, se, si vuole la sua originalità, consistono nella capacità di riportare alla mente situazioni lontane, giocando sul potere evocativo oltre che referenziale e immaginifico delle parole. Io ho trovato questo libro della Ginzburg un’opera magistrale un’opera magistrale e lei una smaliziata, immensa scrittrice. Voto: 5 / 5 |
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