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Murakami Haruki - Dance dance dance |
È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.
Recensioni 1 - 20 di 36 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5Antonella Pironti (02-03-2010) che dire di questo libro...rispecchia la fragilità che Murakami ci fa sentire come in molti altri suoi rimanzi...
HO l'impressione che se andassi in Giappone, ritroverei gli stessi personaggi...
Che bella danza
Murakami non mi delude mai
Voto: 5 / 5 |
marilens madrifea@yahoo.it (01-02-2010) Ho letto stasera l'ultima pagina di questo libro, che avevo iniziato anni fa e poi abbandonato perché evidentemente non era ancora il momento giusto. Oggi lo è, oggi l'ho compreso ed assimilato. E' un inno alla vita, ad abbandonarsi ad essa nonostante le sofferenze che comporta, a vivere pienamente i sentimenti,a non vergognarsi delle proprie lacrime, ad affidarsi alle persone senza vergognarsi di ammettere che si ha bisogno di loro...la tentazione di stare ai margini della vita quando abbiamo troppo sofferto o quando, al contrario, non siamo mai stati abituati alla sofferenza, spesso ci fa rimanere bloccati e rigidi. Invece bisogna danzare nonostante tutto, anche se balliamo male, anche se spesso non capiamo perché balliamo...solo così siamo pienamente vivi.
Dopo Kakfa sulla spiaggia Murakami si conferma un grande scrittore, con un occhio attento al disagio esistenziale ma contemporaneamente con messaggi positivi e costruttivi, usando una visione onirica che si fonde con incredibile naturalezza con la realtà. Voto: 5 / 5 |
rain (04-12-2009) Si lascia leggere, il testo scorre...ma non c'è assolutamente la poesia che ho trovato in "la fine del mondo e il paese delle meraviglie"; notevolmente migliore, invece, di "norvegian wood".
Visto che ho letto 3 suoi romanzi, con diverse aspettative e diverse opinioni sono molto in dubbio se leggerne un quarto o meno...:)
Comunque condivido le opinioni di qualcun altro: non è un libro per tutti.
Rain Voto: 3 / 5 |
Ryo (28-08-2009) Come dice il titolo lasciatevi trasportare dagli eventi: Dance, dance, dance... Voto: 5 / 5 |
Maria Grazia (05-03-2009) ho finito ieri di leggerlo, devo dire che raramente un libro mi ha stimolato riflessioni tanto divergenti, da una parte quasi di rifiuto per tutta la metafisica contenuta dell'uomo capra, gli altri mondi, gli scheletri che guardano la tv e gli assassini inconsapevoli che ammazzano le ombre consenzienti poi si buttano nel mare, dall'altra parte ha toccato qualcosa dentro che anche ieri sera, mentre tornavo in macchina sotto un'acqua scrosciante, emergeva al punto da sentirmi in qualche modo vicina al protagonista della storia, una sorta di sintonia che va al di là dei contesti così diversi così lontani; forse se l'avessi letto molti anni fa l'avrei trovato ridicolo, e anche questo è un contrasto forte, da una parte è un libro giovanissimo, per l'età dei protagonisti, per i riferimenti musicali, per il giappone della modernità, dall'altra è un libro per vecchi, nel senso non anagrafico, ma della riflessione sulla vita, sulle esperienze, sulle possibilità si rivedere rivivere ma soprattutto vivere, la vita.
mi ha fatto venire voglia di musica, intanto, ma tanta musica, e anche perchè no, di danzare, ovviamente non in senso letterale.
e non mi sembra poco per un libro.
Voto: 5 / 5 |
lulu.76 (08-02-2009) ... e cosa posso dire io di questo libro? nulla. DANCE DANCE DANCE sempre. Voto: 5 / 5 |
Barbara (19-01-2009) Dance Dance Dance è il primo libro che ho letto di Murakami! e pochi gg fa ho terminato anche Norwegian wood...Wow! è da un pò di tempo che non leggevo un autore così.. con il potere di smuovermi sentimeti profondi, è arrivato giusto nell'inconscio, nel segreto del mio essere..è come se un amico fosse passato a trovarmi per alcuni gg lasciandomi un regalo prezioso.. la voglia di credere ancora nell'Amicizia. Mi ha fatto piangere, ridere, riflettere e tutto questo mi manca già tantissimo. La sua atmosfera, i suoi personaggi, così umani, ognuno con una sua dignità e personalità...Mi manca il suo mondo! Si, è come tutti voi dite,un mondo onirico, ma tanto vero.. che come una torica sa illuminare la parte buia di ognuno di noi.
Bacio Voto: 5 / 5 |
Ambra (13-01-2009) Per i folli ed effimeri sognatori senza un meta è troppo "terreno", afli occhi di chi ha fatto la ragione il proprio metro appare troppo "impalpabile", quasi al punto di rasentare il ridicolo. "Dnce dance dance" si trova nel mezzo; posizione questa ch'è, effettivamente, scomoda. Qui giace il dubbio e l'incompreso. Murakami Haruki può essere frainteso, può non essere capito, può essere denigrato, offeso ed osannato,ciò che sicuramente non gli potrà accadere è di passare inosservato.
A mio modesto parere questo libro, senza conoscerne nemmeno la reale motivazione, è stato uno dei viaggi più intensi della mia vita. Voto: 5 / 5 |
giovanni govinda118@hotmail.com (25-07-2008) premetto che non conoscevo l'autore prima di leggere questo libro, che mi e' stato regalato da un mio carissimo amico .
lo stesso ne è stato profondamente e positivamente colpito.
personalmente concordo,ma solo in parte , con l'interessante recensione di FRANCO YRD.
L'autore sceglie un titolo originale per trasmettere un messaggio semplice...finchè c'è vita c'è speranza...bisogna andare sempre avanti, o carpae diem( si scrive così???)...
ed in ogni caso la storia, che ho trovato poco coinvolgente all'inizio, ma che poi va via via facendosi sempre più intrigante ed appassionante, sfocia spesso in parallelismi tra realta' ed mondo onirico... illusorio.
lo stesso uomo pecora, sempre riferendomi alla recensione di FRANCO, penso sia l'alter ego del protagonista, infatti quando la stessa yuki dice di aver visto anche lei l'uomo pecora, in realtà ci fa capire come vi siano persone che ci conoscono fin troppo intimamente.
Casualmente mi sono riconoscito nel protagonista stesso, e penso di non essere stato l'unico, per il tipo di persona che sono e per il tipo di vita che ho condotto fino ad ora.
non ha caso ho 1 anno in più dello stesso, e già un divorzio alle spalle....boh sarà..
MURAKAMI in alcuni passaggi, da molta più vita ad altri personaggi,che sono comunque fondamentali, rispetto al protagonista del racconto stesso
infatti il protagonista.." perdonate questo mio ripetermi con"il protagonista" ma non ricordo il nome..cmq lui, sembra quasi un narratore passivo della storia..
In ogni caso lo consiglio..anzi leggerò sicuramente altri libri di murakami..primo tra tutti "NORVEGIAN WOOD" visto che alcuni ne parlano veramente bene.
Voto: 4 / 5 |
Alessandro (28-06-2008) Una bellissima riflessione sul tempo, sul collegamento tra passato, presente e futuro: se sei in grado di accettare questo progredire, e continuerai a danzare, troverai la tua strada. E inoltre... il poeta con un braccio solo, il Dolphin Hotel, gli scheletri che guardano la tv... ma anche Ame, Yuki, il pescatore e il letterato... non vi ricordano qualcosa?
Le atmosfere oniriche di David Lynch... la signora col ceppo, il One-eyed-Jack, il vicesceriffo e tutto quel sottobosco di personaggi grotteschi e collegati tra di loro da un filo invisibile. Leggendo questo libro ho ripensato al capolavoro che è stato Twin Peaks! Se anche voi avete amato la serie, e amate tutto il surreale, vi conviene leggere questo libro!
In realtà ho preferito Norwegian Wood, che rimaneva coi piedi piantati a terra, ma ogni libro di Murakami è una piacevole sorpresa. Da leggere. Voto: 5 / 5 |
The Sub felinazzo@ezmail.it (05-06-2008) Ho regalato questo libro ieri ad un amica.
L'ho comprato con la mia compagna a Firenze, attirato dal titolo e dalla presenza della neve( che amo solo nei film o nei libri).
Ho iniziato a leggere, in treno, fermata dopo fermata e qualcosa, un quid, non so cosa, mi ha incantato.
Non penso sia pretenzioso.
E', come ha già scritto qualcuno, un libro molto particolare per un altrettanto particolare stato d'animo.
L'ho adorato e stra adorato.
Lo consiglio a tutti coloro che vogliono, sognare ma nello stesso tempo, riflettere. Voto: 5 / 5 |
Vincenzo (17-05-2008) Romanzo bellissimo e spiazzante.
Un’atmosfera noir che si snoda lentamente tra la quasi banalità di una dettagliatissima descrizione di immagini e gesti quotidiani ed un’angoscia esistenziale che sconfina nel paranormale.
La storia è data da un percorso del protagonista nella sua interiorità alla ricerca di uno scopo, di una meta, e questo viaggio segue i dettami di un giallo intricato ed inquietante costellato di protagonisti assolutamente affascinanti.
Sullo sfondo un Giappone modernissimo ed ultraoccidentale ed un minuzioso repertorio di musiche, abitudini e simboli degli anni 80 commentati dalle folgoranti considerazioni del protagonista.
Interessantissimo il contrasto, peraltro non percepibile durante la lettura, tra l’assoluta assurdità della vicenda nel suo insieme e l’incredibile realismo, cui contribuisce un dialogo scarno ed essenziale, di ogni singolo tassello della stessa vicenda.
Veramente godibile, da consigliare .
Voto: 4 / 5 |
selena luna.selena@lycos.it (08-04-2008) bello, bello, bello. e mi è venuta una gran voglia di farmi un viaggio in giappone... Voto: 4 / 5 |
Andrea Manzi andymanzi@yahoo.it (03-01-2008) Libro molto bello. Ho apprezzato in modo particolare l'abilità nel non perdere mai l'equilibrio tra reale e surreale. Una danza vera e propria, con tanto di colonna sonora. Personaggi stupendi. Voto: 5 / 5 |
BARBARA (27-12-2007) La lettura scorre fluida nel tentativo di svolgere la matassa dei significati e coinvolge fino alle ultime righe; una lettura "danzante" tra l'onirico e la realtà e che, al termine, lascia spazio alla riflessione, perchè il messaggio non è mai espresso platealmente! Vivere è danzare con gli eventi dell' esistenza senza fermarsi, con la leggerezza dei passi di danza...avvolgendo tutto il reale che ci circonda che ci fa star bene, oltrepassando aspettative, ansie e dubbi! Voto: 4 / 5 |
xino writing_connection@email.it (01-12-2007) Per me un un capolavoro. La narrazione va avanti lenta eppure c'è un continua tensione che non ti permette di smettere di leggere fino alla fine. A parte i personaggi che sono tutti indimenticabili - sopratutto Yuki - ci sono descrizioni di stati d'animo che sono eccezionali. Voto: 5 / 5 |
Andrea andrea.gradara@tin.it (02-09-2007) Dance, Dance, dance, mi appare come una sorta di lavoro intermedio tra Norvegian Wood e La fine del mondo. Una riuscita sintesi tra i testi basati sull’onirico, sul mondo altro e parallelo e le malinconiche storie in cui i rapporti umani sono filtrati da solitudini esistenziali.
Ai mondi paralleli di Murakami - che a volte trovano punti di tangenza- sembra affiancarsi un parallelismo nelle solitudini dei protagonisti che condividono tratti di vita per poi continuare le proprie traiettorie (sintomatica l’autodefinizione iniziale del protagonista – pag 14 ed Einaudi). Il testo appare riuscito e coinvolgente. Sono molte le figure che attraggono. (Yuki, Gotanda, Il protagonista). Come spesso accade in Murakami la storia sembra avere una propria circolarità. Tutto inizia con un sogno in cui il protagonista addirittura si confonde con un albergo e si conclude con il sogno della propria liberazione dall’uomo pecora.
Anche il protagonista appare con caratteristiche simili ai testi precedenti e questo, associato alle minuziose descrizioni della vita quotidiana dello stesso, lo rende ai lettori molto familiare quasi conosciuto. Un personaggio che comunque nonostante tutte le relazioni intessute resterà sempre e comunque solo.
Voto: 5 / 5 |
Maunakea (28-08-2007) E' il primo libro che leggo di Murkami, mi è piaciuto ma lo consiglio con cautela, non è un libro per tutti, ci sono libri che toccan corde intime che vibrano oppure no, ed in questo secondo caso ecco i voti bassi e le persone che non lo hano affatto capito, il che non è questione di intelligenza, beninteso ma di entrare in risonanza con un determinato autore oppure no, qualcosa di più chimico ed istintivo che non oggettivo e parametrizzabile. Il libro è del 1994 Dansu dansu dansu in originale. Concordo con il fatto che vada letto senza apettative particolari, mi è piaciuto, ma sono più "fredda" di altri lettorie che inneggiano al capolavoro, come dicevo, visioni personali, questo è anche un libro che suscita reazioni molto differenti a sconda del periodo della nostra vita in cui lo leggiamo. Se lo avessi letto a 20 anni non creod lo avrei apprezzato granchè. Approfondirò Murakami indubbiamente. Voto: 3 / 5 |
sara (24-07-2007) un vero disastro letterario. Pieno di pretese, ricco di sciocchi simbolismi, pullula di personaggi che non si capisce dove portino e che funzione abbiano se non quella di confondere il lettore. L'autore manovra i fili della narrazione con l'intento di avvincere il lettore per inculcargli chissà quale messaggio sublim(inal)e. In realtà è solo un autocompiaciuto inganno una truffa pretenziosa e inconcludente Voto: 1 / 5 |
Maria Teresa (02-07-2007) Semplicemente il mio libro preferito....
Scritto per me.
Anch'io voglio un uomo pecora.
Bella la metafora dell'amore e del telefono...
Un libro perfetto, ma non di facile comprensione. Voto: 5 / 5 |
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 36
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