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Per Sereni l'esistenza è una storia sempre in movimento che si rivolge al passato e si proietta nel futuro. Ogni situazione è una somma di situazioni e ogni luogo è una somma di luoghi. C'è un dialogo incessante che si snoda nelle sue quattro raccolte e nei quarant'anni che separano la prima dall'ultima: dai versi di "Frontiera", espressione di una vocazione giovanile, attraverso "Diario di Algeria", frutto doloroso dell'esperienza della guerra e della prigionia e "Gli strumenti umani", una risposta alla crisi della Neoavanguardia, fino a "Stella variabile" che precedette di un anno soltanto la scomparsa del poeta.
gianluca bidin gianluca_bidin@hotmail.com (09-02-2007) un vero peccato che nessuno degli amanti di poesia abbia lasciato un commento all'opera di questo magnifico poeta. sarà una distrazione, in fondo faccio solo un piccolo fioretto alla corte della grande e scarna ispirazione di questo scrittore lombardo, di cui si parla ancora troppo poco. sarà per esterofilia, perché da queste poesia spira un'aura di intransigente devozione alle profondità dell'anima, una condanna senza appello della stupidità e dell'informe moralità dell'uomo...epperò la statura di Sereni non sfigura accanto a poeti immensi quali Milosz, Char (che ha tradotto mirabilmente), Seferis...se amate la poesia, avrete capito che non potete ignorare oltre questo autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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