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Franzen Jonathan - Le correzioni | Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell'America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Ma i figli se ne sono andati sulla costa: Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all'università per «comportamento sessuale scorretto»; infine Denise, chef di successo che conduce una vita privata discutibile secondo i Lambert.
Recensioni 1 - 20 di 74 recensioni presenti. Media Voto: 4.20 / 5ELENA (30-04-2012) Forse non dovrei scrivere un commento visto che non ho finito il libro.ma essendo a metà un' idea me la sono fatta. Lettura faticosa e pesante, a tratti molto noiosa, quelle incursioni interminabili in argomenti che non tutti conoscono sono sfiancanti, i personaggi, vedi Chip Caroline ed Enid,odiosi con i quali è impossibile immedesimarsi o provare simpatia, nonostante tutto ciò voglio arrivare alla fine perchè comunque le storie famigliari mi sono sempre piaciute, ma credo che di Franzen sarà il primo eultimo libro che leggerò.Vorrei dire a cla , che parla di nicchia di lettori di livello che ho letto i miserabili di victor hugo e delitto e castigo di dostoevskij a 16 anni , ora ne ho parecchi in più, e li ho trovati molto, molto meno pesanti di questo, lo snobismo non mi piace quando si legge, ognuno di noi ha le sue preferenze. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dave (12-04-2012) Cosa accade a chi si vuole affrancare da un'infanzia conservatrice in una tipica famiglia dentro una tipica casa in un tipico quartiere di una tipica cittadina del Midwest americano?
Accade che pur emigrando, intraprendendo disparate carriere e pur vivendo con gente nuova e cool, le "origini" tenderanno sempre ad affiorare.
Si può cercare di apportare numerose e disparate CORREZIONI ma l'unico modo per superarle sarà quello di prenderne coscienza prima possibile.
Un romanzo struggente sin cui J.F. viviseziona ogni microcomportamento e microstatodanimo che ci farà pensare come infine, in fondo, l'Italia sia un grande e vecchio Midwest. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lucia (16-03-2012) fosse stato un film poteva trovarsi nel filone "american beauty". mi è piaciuto molto. 4 e non 5 perchè in alcuni punti è un po' prolisso nelle descrizioni. alcuni dettagli potevano essere omessi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ianì Valastro (23-02-2012) Mi e' piaciuto moltissimo, come del resto avevo amato "Liberta", Franzen scrive benissimo e scende nei dettagli delle vite dei protagonisti. Un po' pallosa la storia della Lituania, pero' alla fine mi e' piaciuto moltissimo e anch'io ho pianto per la fine dello scorbutico Al e inevitabilmente ho pensato al mio ruolo(importante)di figlio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annarita (16-02-2012) E' un libro molto bello e molto triste. Franzen ha raccontato con grande efficacia la storia di una famiglia assolutamente simile a tante altre: Albert, Enid e i loro figli sono unici e allo stesso tempo possono rappresentare altre mille famiglie, mille madri, mille padri e mille figli impegnati a disperdere la loro unicità nella devastante ricerca della perfezione. I Lambert hanno sprecato tanta vita nel tentativo, ciascuno a modo suo, di conformarsi al modello della famiglia borghese americana.
Ho finito il libro e sono rimasti con me la solitudine ed il dolore che, momento dopo momento e parola dopo parola, riempono la vita di tutta la famiglia e di ogni altro personaggio descritto nel libro.
E' così triste vedere Albert reprimere i suoi sentimenti, impedirsi ogni slancio affettivo e privare sé stesso e le persone che ama della gioia e della forza vitale del suo amore. E' così triste anche pensare alla profonda solitudine di Enid e alla sua incapacità di provare a modificare ciò che poteva essere cambiato ed accettare invece ciò che non poteva cambiare. Anche i loro figli, Gary, Chip e Denise vivranno all'insegna delle "correzioni", incapaci di accettare i loro umani limiti proprio come il padre e la madre avevano assolutamente negato i loro. Fino a che non interverrà la vita a far crollare ogni difesa privando Albert, con il morbo di Parkinson, della sua "estrema" capacità di autocontrollo.
Sarà un grande dono per tutti. Dopo aver accettato il dolore non resterà che avvicinarsi e darsi finalmente amore al di là dei limiti e delle imperfezioni.
Franzen penetra nelle miserie umane senza l'ausilio di alcuno schema e con grande immediatezza. Ho trovato molto bello il racconto della determinazione di Chip nel non mangiare la sua cena. Ma faccio anche un rilievo negativo al cambio di ritmo impresso al finale che mi è sembrato un po' sbrigativo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (19-01-2012) Un vero capolavoro. Pochi libri mi hanno appassionato come questo, dove c'è veramente tutto quanto possa far parte della vita umana; curato fin nei minimi dettagli, con una scrittura eccelsa, dei personaggi che, nel bene e nel male, li senti vicini, tanto che potremmo essere uno qualunque di essi. E non solo i protagonisti, ma anche i personaggi che fanno da "contorno" sono quanto mai realistici, con peculiarità che possono farli assomigliare al vicino di casa che tanto odiate. E tanto, tanto altro ancora. Chiaramente, se cercate un libro semplice, Le correzioni non è per voi: bisogna "perder tempo", applicarsi, perché di tempo ne richiede, eccome. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
NANNI (09-01-2012) Difficile dare un giudizio, difficile assegnare addirittura un voto, tanto che lascio la via di mezzo ad indicare che in realtà preferirei non darlo, il voto. Il fatto è che sono partita da "Libertà",e con tale suo ultimo romanzo ho conosciuto Franzen, e davvero l'ho adorato; mi è piaciuto moltissimo, mi sono immedesimata nei personaggi e nella storia, insomma, è stato 5 su 5. Così, vista la fama de "Le correzioni", ho subito recuperato il testo e mi sono immersa nella lettura. Sono più volte rimasta delusa, e solo il raccordo ai temi di "libertà" ha spesso sostenuto il mio interesse. Le Correzioni, invece, non è un vero e proprio romanzo, a mio avviso, e si affonda troppo smaccatamento nell'autocompiacimento delle nevrosi. Sì, è decisamente nevrotico e la sua lettura spinge spesso all'autocommiserazione. Insomma, di sicuro inquieta, resta da vedere se ciò piace ... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
umberto (08-01-2012) Come qualche mese fa con "Libertà", anche questo romanzo (precedente) mi ha confermato che siamo davanti ad un grande scrittore, con una capacità rara di entrare con una naturalezza estrema nei più reconditi aspetti di una personalità, di una famiglia, di una società, di un mondo... grande Franzen! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cecilia (06-12-2011) 600 pagine di grande letteratura. Appassionante, intrigante, noioso, spaventoso, spiritoso, irritante...come la vita dei Lambert, come la vita di tante famiglie (la mia?). Le correzioni, poi, titolo azzeccatissimo, così feroce!
Consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cla (02-12-2011) pur dando ragione a chi lo ha definito cerebrale, contorto e difficile, credo che il libro meriti il massimo dei voti e dico a chi cerca un passatempo di continuare tranquillamente a leggere Dan Brown...qui siamo nella "nicchia" di lettori di livello Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura (01-12-2011) Sono in accordo con Enrico e Marianna. Il libro è purtroppo noioso, verboso e stancante. Confesso di non essere riuscita ad arrivare alla fine. Sono convinta che la scrittura impegnata debba necessariamente essere anche affascinante e coinvolgente, altrimenti non è più un bel passatempo, ma un compito a casa. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea (19-11-2011) é vero, all'inizio può essere difficile "ingranare" con questo libro ma quando si riesce a completare il puzzle dei personaggi, la lettura è molto più fluida.. LIBRO STUPENDO! Consigliato proprio in questo periodo,vicino al Natale... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marianna (07-11-2011) Ho iniziato questo libro sapendo che è un libro di una certa difficoltà, anche perché avevo già avuto modo di leggere, anche se con fatica, "Libertà".
Penso che la trama e i temi affrontati siano molto interessanti ma, purtroppo, a metà libro ho deciso di rinunciare a continuare la lettura. Non ne potevo più, ma proprio più, di lunghi periodi talmente lunghi e infarciti di parole che non so se definire intellettuali o cosa tanto che nello sforzo di capirne il significato perdevo il senso della frase, non ne potevo più di lunghe pagine inerenti argomenti che, o sei del settore di cui parlano, o devi sorbirtele nella speranza che prima o poi finiscano. Tanto che alla fine ho detto basta. Mi è spiaciuto molto perché tendo a finire sempre i libri che inizio, e soprattutto perché, ripeto, mi interessavano molto i temi affrontati. Forse non sono all'altezza io, ma penso anche che la cultura e la narrativa dovrebbe essere alla portata di tutti, senza per questo cadere nel banale e nel semplicistico. Il voto che assegno a questo libro è 3 perché è indubbiamente un libro importante ma anche perché è precluso a molte persone che non necessariamente per leggerlo devono essere laureate. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea (06-10-2011) Questo romanzo, un capolavoro, è un enigma. Alcuni anni fa lo acquistai, iniziai a leggerlo e, cosa che difficilmente mi accade, lo rimisi nello scaffale nauseato dalla sua prosa. Mai pensai di ricimentarmi nella sua lettura tanto mi aveva infastidito. Solo di recente ho sentito come un'attrazione, un bisogno di concedere al suo autore una seconda chance. Beh, l'istinto era certamente giusto e consiglio a tutti la lettura; l'enigma resta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (05-10-2011) Un potente affresco tragicomico sulle nevrosi della famiglia e della società contemporanea, sul rapporto tra generazioni diverse, sull'essere, il dover essere e l'apparire. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
LAURA M (03-10-2011) Come si fa a non dare il massimo punteggio?
La domanda è retorica, quindi gli si dà. Libro non per tutti, a mio parere o lo odi o lo ami. Lettura difficile. Se ci si blocca alle primissime pagine, consiglio di arrivare almeno a pagina 50, se ci si blocca ancora lasciar perdere, non è il vostro libro. Un titolo alternativo poteva essere LE DIGRESSIONI e anche da qui si comprende la difficoltà di mettere insieme i pezzi e la scrittura.
Se però piace, penso sia uno di quei romanzi che ti fa scattare qualcosa dentro e che rimane, anche se racconta la realtà americana, se vogliamo in certe cose molto diversa dalla nostra. Unico neo, il finale che m'è parso un po' frettoloso e poi il proseguo della narrazione su alcuni personaggi, in particolare Denise, di cui avrei voluto sapere qualcosa di più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (26-08-2011) Sinceramente questo libro non mi ha lasciato niente. Storia sterile e mal scritta. C'è senza dubbio vita vera in essa, ma ripeto, non è una lettura entusiasmante, anzi, è stancante e noiosa. Non mi sento di consigliarlo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lomax (25-08-2011) Libro superbo, di altissima espressione narrativa e stupefacente ricchezza semantica (in questo senso, un mio personale plauso va alla bravissima Silvia Pareschi, che penso lo abbia tradotto magnificamente). Non per tutti, come altri grandi scrittori contemporanei (De Lillo, O'Neill, Chabon, Safran Foer, F. Wallace); tuttavia, e per la fortuna di tanti lettori, le librerie (o le biblioteche) sono piene di altri romanzi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maunakea (24-08-2011) Uno dei più bei romanzi che abbia mai letto, sicuramente non si esagera quando si parla di letteratura contemporanea, se questo libro non pone il suo mattoncino nella storia non so cosa possa farlo. Lettura secondo me non adatta sotto i 30 anni, sicuramente non l'avrei apprezzato adeguatamente, quindi consigliatissimo ma sopra questa soglia d'età Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Frances (23-08-2011) Impossibile. Ho iniziato a leggerlo ma la lentezza estenuante mi faceva procedere per una pagina a sera. L'ho abbandonato e ripreso in periodo di vacanze, ho pensato che il ritmo rilassato di una crociera in barca a vela avrebbe aiutato. Niente da fare. Descrizioni estenuanti....racconto che non procede, lento e lento e ancora l--e--n--t--o... Ma chi sono quelli che han scritto "l'ho divorato?" Ragazzi, che tenacia. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 74
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