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Franzen Jonathan - Le correzioni | Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell'America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Ma i figli se ne sono andati sulla costa: Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all'università per «comportamento sessuale scorretto»; infine Denise, chef di successo che conduce una vita privata discutibile secondo i Lambert.
Recensioni 1 - 20 di 69 recensioni presenti. Media Voto: 4.20 / 5Simone (19-01-2012) Un vero capolavoro. Pochi libri mi hanno appassionato come questo, dove c'è veramente tutto quanto possa far parte della vita umana; curato fin nei minimi dettagli, con una scrittura eccelsa, dei personaggi che, nel bene e nel male, li senti vicini, tanto che potremmo essere uno qualunque di essi. E non solo i protagonisti, ma anche i personaggi che fanno da "contorno" sono quanto mai realistici, con peculiarità che possono farli assomigliare al vicino di casa che tanto odiate. E tanto, tanto altro ancora. Chiaramente, se cercate un libro semplice, Le correzioni non è per voi: bisogna "perder tempo", applicarsi, perché di tempo ne richiede, eccome. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
NANNI (09-01-2012) Difficile dare un giudizio, difficile assegnare addirittura un voto, tanto che lascio la via di mezzo ad indicare che in realtà preferirei non darlo, il voto. Il fatto è che sono partita da "Libertà",e con tale suo ultimo romanzo ho conosciuto Franzen, e davvero l'ho adorato; mi è piaciuto moltissimo, mi sono immedesimata nei personaggi e nella storia, insomma, è stato 5 su 5. Così, vista la fama de "Le correzioni", ho subito recuperato il testo e mi sono immersa nella lettura. Sono più volte rimasta delusa, e solo il raccordo ai temi di "libertà" ha spesso sostenuto il mio interesse. Le Correzioni, invece, non è un vero e proprio romanzo, a mio avviso, e si affonda troppo smaccatamento nell'autocompiacimento delle nevrosi. Sì, è decisamente nevrotico e la sua lettura spinge spesso all'autocommiserazione. Insomma, di sicuro inquieta, resta da vedere se ciò piace ... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
umberto (08-01-2012) Come qualche mese fa con "Libertà", anche questo romanzo (precedente) mi ha confermato che siamo davanti ad un grande scrittore, con una capacità rara di entrare con una naturalezza estrema nei più reconditi aspetti di una personalità, di una famiglia, di una società, di un mondo... grande Franzen! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cecilia (06-12-2011) 600 pagine di grande letteratura. Appassionante, intrigante, noioso, spaventoso, spiritoso, irritante...come la vita dei Lambert, come la vita di tante famiglie (la mia?). Le correzioni, poi, titolo azzeccatissimo, così feroce!
Consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cla (02-12-2011) pur dando ragione a chi lo ha definito cerebrale, contorto e difficile, credo che il libro meriti il massimo dei voti e dico a chi cerca un passatempo di continuare tranquillamente a leggere Dan Brown...qui siamo nella "nicchia" di lettori di livello Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura (01-12-2011) Sono in accordo con Enrico e Marianna. Il libro è purtroppo noioso, verboso e stancante. Confesso di non essere riuscita ad arrivare alla fine. Sono convinta che la scrittura impegnata debba necessariamente essere anche affascinante e coinvolgente, altrimenti non è più un bel passatempo, ma un compito a casa. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea (19-11-2011) é vero, all'inizio può essere difficile "ingranare" con questo libro ma quando si riesce a completare il puzzle dei personaggi, la lettura è molto più fluida.. LIBRO STUPENDO! Consigliato proprio in questo periodo,vicino al Natale... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marianna (07-11-2011) Ho iniziato questo libro sapendo che è un libro di una certa difficoltà, anche perché avevo già avuto modo di leggere, anche se con fatica, "Libertà".
Penso che la trama e i temi affrontati siano molto interessanti ma, purtroppo, a metà libro ho deciso di rinunciare a continuare la lettura. Non ne potevo più, ma proprio più, di lunghi periodi talmente lunghi e infarciti di parole che non so se definire intellettuali o cosa tanto che nello sforzo di capirne il significato perdevo il senso della frase, non ne potevo più di lunghe pagine inerenti argomenti che, o sei del settore di cui parlano, o devi sorbirtele nella speranza che prima o poi finiscano. Tanto che alla fine ho detto basta. Mi è spiaciuto molto perché tendo a finire sempre i libri che inizio, e soprattutto perché, ripeto, mi interessavano molto i temi affrontati. Forse non sono all'altezza io, ma penso anche che la cultura e la narrativa dovrebbe essere alla portata di tutti, senza per questo cadere nel banale e nel semplicistico. Il voto che assegno a questo libro è 3 perché è indubbiamente un libro importante ma anche perché è precluso a molte persone che non necessariamente per leggerlo devono essere laureate. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea (06-10-2011) Questo romanzo, un capolavoro, è un enigma. Alcuni anni fa lo acquistai, iniziai a leggerlo e, cosa che difficilmente mi accade, lo rimisi nello scaffale nauseato dalla sua prosa. Mai pensai di ricimentarmi nella sua lettura tanto mi aveva infastidito. Solo di recente ho sentito come un'attrazione, un bisogno di concedere al suo autore una seconda chance. Beh, l'istinto era certamente giusto e consiglio a tutti la lettura; l'enigma resta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (05-10-2011) Un potente affresco tragicomico sulle nevrosi della famiglia e della società contemporanea, sul rapporto tra generazioni diverse, sull'essere, il dover essere e l'apparire. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
LAURA M (03-10-2011) Come si fa a non dare il massimo punteggio?
La domanda è retorica, quindi gli si dà. Libro non per tutti, a mio parere o lo odi o lo ami. Lettura difficile. Se ci si blocca alle primissime pagine, consiglio di arrivare almeno a pagina 50, se ci si blocca ancora lasciar perdere, non è il vostro libro. Un titolo alternativo poteva essere LE DIGRESSIONI e anche da qui si comprende la difficoltà di mettere insieme i pezzi e la scrittura.
Se però piace, penso sia uno di quei romanzi che ti fa scattare qualcosa dentro e che rimane, anche se racconta la realtà americana, se vogliamo in certe cose molto diversa dalla nostra. Unico neo, il finale che m'è parso un po' frettoloso e poi il proseguo della narrazione su alcuni personaggi, in particolare Denise, di cui avrei voluto sapere qualcosa di più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (26-08-2011) Sinceramente questo libro non mi ha lasciato niente. Storia sterile e mal scritta. C'è senza dubbio vita vera in essa, ma ripeto, non è una lettura entusiasmante, anzi, è stancante e noiosa. Non mi sento di consigliarlo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lomax (25-08-2011) Libro superbo, di altissima espressione narrativa e stupefacente ricchezza semantica (in questo senso, un mio personale plauso va alla bravissima Silvia Pareschi, che penso lo abbia tradotto magnificamente). Non per tutti, come altri grandi scrittori contemporanei (De Lillo, O'Neill, Chabon, Safran Foer, F. Wallace); tuttavia, e per la fortuna di tanti lettori, le librerie (o le biblioteche) sono piene di altri romanzi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maunakea (24-08-2011) Uno dei più bei romanzi che abbia mai letto, sicuramente non si esagera quando si parla di letteratura contemporanea, se questo libro non pone il suo mattoncino nella storia non so cosa possa farlo. Lettura secondo me non adatta sotto i 30 anni, sicuramente non l'avrei apprezzato adeguatamente, quindi consigliatissimo ma sopra questa soglia d'età Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Frances (23-08-2011) Impossibile. Ho iniziato a leggerlo ma la lentezza estenuante mi faceva procedere per una pagina a sera. L'ho abbandonato e ripreso in periodo di vacanze, ho pensato che il ritmo rilassato di una crociera in barca a vela avrebbe aiutato. Niente da fare. Descrizioni estenuanti....racconto che non procede, lento e lento e ancora l--e--n--t--o... Ma chi sono quelli che han scritto "l'ho divorato?" Ragazzi, che tenacia. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
armando (17-07-2011) Bel libro, tutto sommato. Non nego, in verità, di avere faticato un pò nella lettura: molto lungo (circa 600 pag.) e a tratti - a mio avviso - troppo insistente su alcuni aspetti o dettagli che non sempre riescono a tenere desta l'attenzione di chi legge. I personaggi sono ben caratterizzati, ma la grandezza di uno scrittore, secondo me, sta anche nella capacità di non descrivere troppo ed alludere soltanto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ferdi ferdinando_barcellona@fastwebnet.it (13-07-2011) Un grande romanzo, uno dei piu' belli della storia americana e non solo degli ultimi ventanni. Molto piu' dei celebratissimi "Underword" (eccessivamente prolisso e maniacale, con qst storia della pallina da baseball...) e "Pastorale Americana" (stra sopravvalutato, come del resto il suo autore, di cui salvo solo "Il tetatro di Sabbath...)
Perfetto, appassionante, mai noioso, con personaggi veri piu' reali della vita (Enid una spanna sopra tutti)...ed anche il finale l'ho trovato fantastico: :-...tutte le correzioni erano state inutili...- mamma mia, cosi' vero che ho avuto quasi l'impressione Franzen si fosse documentato sulla vita della mia famiglia...ma la grandezza di un romanziere (e lui lo e' a pieno dirittto) sta proprio nel saper raccontare storie anche banali appartenenti a tutti e nelle quali tutti (ma proprio tutti!) si possono ritrovare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simona (27-06-2011) Ho deciso di non dare il massimo dei voti (5/5) solo perchè l'ho trovato a tratti un pò noioso e troppo prolisso. Rimane comunque un grande romanzo, il primo di Franzen che leggo..Inevitabilmente ho provato a immaginare una situazione analoga nella mia famiglia, o in tante persone a me care che potrebbero avere il destino di Alfred, e ovviamente il risultato è stato quello di provare un grande affetto per queste persone...hanno dato così tanto nella vita, e poi si ritrovano con cosa?? non riescono neanche più a riconoscere i loro famigliari e a fare le cose più elementari.
Decisamente bellissima la distinzione caratteriale dei tre figli, ciascuno con la propria personalità e il proprio modo di affrontare la malattia del padre. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lomat83 lomat83@gmail.com (23-06-2011) A mio giudizio fa parte del "trittico" dei grandi romanzi americani dell'ultimo ventennio, insieme a Pastorale americana di Roth e Underworld di De Lillo. Franzen, più giovane, forse più colto e certamente più audace, racconta la storia, o meglio, le storie dei membri della famiglia Lambert con uno stile un pò più accattivante, più indulgente e ammiccante su certi temi caldi (l'omosessualità della bella Denise, la vita sessuale dei coniugi Lambert, la falsa accusa di stupro nei confronti di Chip). Da buon romanziere postomoderno, Franzen ama molto giocare con lo sviluppo temporale attraverso digressioni di cui a volte si fatica a tenere il passo e repentini ritorni alla contemporaneità.
Si apprezza il finale, meno aperto e ambiguo rispetto alla tendenza postomoderna, regalando quindi, dopo una faticosa lettura, un senso di appagamento che Roth non vuole proprio concedere.
Qualche peccato di manierismo, soprattutto negli incipit dei capitoli, ma nel complesso un romanzo giustamente osannato come uno dei migliori degli ultimi 15/20 anni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gaetano Sannino gsannin@libero.it (21-06-2011) Il libro non è male, anzi, oserei dire gradevole. Però da lì a dire che Franzen è tra i migliori narratori contemporanei americani c'è tutto l'atlantico di mezzo. La narrazione è incessante, mai tediosa, approfondita. Forse talvolta eccessivamente analitica ma la fluidità del discorso fa perdonare l'autore anche nei suoi lati meno talentuosi. Nel complesso non è dunque un capolavoro ma merita certamente d'esser letto Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 69
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