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Fabrizio di Monterosi (04-10-2010) Ho letto il libro della Morante e lo colloco un gradino appena sotto "La Storia e L'isola di arturo" a causa di qualche pagina un po' pesante. Nel romanzo si avvicendano fatti,luoghi,ricordi che costituiscono gli elementi della ricerca di Manuel.Da sottolineare le pagine nelle quali l'io narrante del romanzo augura una Malanotte ad Aracoeli, quando accusa la madre di aver compiuto un imperdonabile misfatto nell'averlo generato , ne racconta la triste vicenda legata alla prima mestruazione correlando il sangue di A. non alla sopravvenuta capacità di far nascere una creatura, ma alle piaghe di Maria.
Qui ha origine la omosessualità di Manuel ed il suo strano ed infelice rapporto con la madre che gli fa dire "Intossicato per sempre dal tuo latte". La gioventù di Manuel è costellata dalle ferite causate da tentativi di suicidio più o meno reali e da immagini di adolescenti che nei "cinematografi" assassinano il protagonista.
Manuel , con i suoi occhiali appena compratidalla madre , vede solo "bocche tinte a sangue di macello, occhiaie biliose e tumefatte ,rughe feroci ".
Il romanzo affronta in modo assai complesso e completo il rapporto madre-figlio e le origini della omossessualità del protagonista... in modo sicuramente più completo di quanto scritto sul padre di Arturo.
Il romanzo è sicuramente da leggere, anche perchè credo sia "doveroso" non dimenticare nulla della produzione letteraria di E.Morante.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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