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Coetzee J. M. - Elizabeth Costello | In "Elizabeth Costello" Coetzee trova una forma nuova di scrittura: un romanzo in sei stazioni dove la narratrice, ormai anziana, insegue le emozioni e i sentimenti della vita con il pensiero. Elizabeth Costello è una scrittrice australiana famosa per il suo primo romanzo, e proprio per questo viene premiata e invitata a tenere conferenze in tutto il mondo. Evitando ostinatamente di soddisfare la curiosità del pubblico sul significato del suo romanzo, e sulla sua storia personale, Costello in ogni apparizione pubblica racconta storie che raramente i presenti vogliono ascoltare, affronta argomenti inquietanti, questioni difficili e controverse, spesso con antagonisti preparati e determinati quanto lei.
Media Voto: 2.66 / 5Francesca B. (13-03-2009) Un autore che ha un concetto troppo alto di se stesso propina al lettore una serie di banalità un po' confuse ma con molte citazioni da Tommaso d'Aquino. Se questo è un Nobel... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gil (04-03-2006) Non va preso come un romanzo, altrimenti può deludere, va letto lentamente e riletto. Già la separazione dei quadri è un poco sconcertante, la materia trattata ostica e senza fronzoli. Alcuni pensieri sono originali, rimangono un pò tra le righe. Il punto di vista è caratteristico dell'autore, quello di persone disilluse, nella fase calante della propria vita . Mi è parso qualcosa di simile ad una ars poetica in chiave moderna. Probabilmente è una lettura che deve seguire a quella delle altre opere di Coetzee, ed è favorita da un pregiudizio positivo (ho dovuto resistere alla tentazione di abbandonare il libro precocemente). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
atchoum (24-03-2005) Con questo brevissimo libro Coetzee ha riciclato i testi di quattro sue conferenze (sufficientemente interessanti), una per ognuno dei primi quattro capitoli, mettendole in bocca a Elizabeth Costello, suo alter ego, scrittrice ormai anziana che gira il mondo per autopromuoversi (tenendo appunto conferenze). Poi ha aggiunto una noiosissima digressione su eros e mitologia e un ultimo capitolo dove la donna è al cospetto del giudizio divino in una specie di villaggio turistico post-mortem e dove deve convincere una giuria di aver creduto in qualcosa nella vita.
Non si tratta quindi di un vero romanzo, il tono è didascalico e i personaggi molto schematici.
Un libro tutto di testa ma che non appassiona. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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