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Revelli Nuto - Le due guerre. Guerra fascista e guerra partigiana | Nuto Revelli offre qui un libro tra storia e memoria, una storia ricostruita "dal basso", dalla parte degli umili, dalle loro testimonianze. Memoria personale e quindi tanto più coinvolgente in quanto vita vissuta - e sofferta - dal suo narratore. L'autore di "Guerra dei poveri" e del "Mondo dei vinti" racconta due guerre: quella in cui il popolo italiano è stato trascinato dalla follia nazifascista sul Fronte occidentale, su quello greco-albanese e infine, più tragicamente, sul fronte russo; e quella partigiana, che ha significato il riscatto di un'intera generazione.
Media Voto: 5 / 5Francesco (25-09-2006) Che dire di Nuto Revelli? E' uno dei più grandi scrittori del nostro tempo? Banale. Questo libro ripercorre con pungente esattezza ed una micidiale sintesi, gli anni che segnarono la caduta del fascismo. Un racconto emozionantissimo, a volte addirittura ironico, su un argomento così delicato. Certo Revelli poteva permetterselo, ad un altro certo non lo avremmo perdonato. Precisione e molta attenzione alle fonti prima, cura dei dettagli nei racconti di esperienza diretta nella seconda parte del libro. Eccezionale, ogni italiano dovrebbe assolutamente leggerlo. 10 e lode Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Agnese agnese.palma@tin.it (23-09-2005) Si tratta di un breve ciclo di lezioni che ripercorrono il ventennio fascista, la guerra ed il riscatto della guerra partigiana, attraverso i ricordi e l’esperienza di Revelli. E’ un libro breve che, senza avere la pretesa di approfondite analisi storiche, riesce a centrare la sostanza degli avvenimenti, i sentimenti e lo smarrimento dei giovani allevati nel fascismo, le disillusioni, la reazione dei più sani. Revelli, il narratore dei protagonisti semplici della guerra, di quelli che hanno subito, dimostra come sempre una grandissima umanità e chiarezza. La riservatezza ed una certa dose di pudore con cui inserisce le sue esperienze e vicende personali negli avvenimenti storici dovrebbe servire di lezione a quanti, oggi ed in passato, si mettono in mostra e si ritengono protagonisti della “Storia” innalzando i propri giudizi a valore universale. Mi riferisco ad esempio alla sig.ra Fallaci quando parla dei liberatori americani in Toscana, in cui una tavoletta di cioccolata offerta dal simpatico milite americano ad una bambina (lei) la porta ad attribuire all’intervento alleato in Italia molti più meriti di quanti ne siano veri storicamente. Nel dopoguerra molti ex fascisti (ex si fa per dire) furono presto rimessi in sella ed ancora oggi i loro eredi tentano di equiparare i combattenti di Salò agli altri combattenti sul fronte opposto. Pur con tutta la comprensione verso i “repubblichini” giovanissimi e confusi arruolati anche con la minaccia della fucilazione, e giustamente Revelli ci ricorda che molti di questi poi disertarono e passarono nelle file partigiane, non si deve dimenticare che la collaborazione con gli occupanti tedeschi fu una pagina vergognosa della storia d’Italia, che produsse stragi e violenze sulla popolazione civile del Nord Italia. Questo libro dovrebbe essere adottato come lettura indispensabile nelle scuole, anche per la sua chiarezza e semplicità.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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