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Yehoshua Abraham - Ritorno dall'India | Un amore impossibile è il dono che il giovane medico israeliano Benij Rubin porta con sé al ritorno dall'India. Eppure quel viaggio non doveva essere nient'altro che un'occasione di carriera. Ma dall'India Benij torna innamorato della persona sbagliata, una donna appena più giovane di sua madre, sposata e nemmeno troppo avvenente, la cui unica virtù sembra essere un enigmatico sorriso. Solo al momento in cui tutti gli ostacoli alla realizzazione del suo amore sembrano superati Benij potrà capire le ragioni dell'innamoramento che gli ha sconvolto la vita.
Media Voto: 4 / 5maurizio (25-02-2012) Primo libro che ho letto di questo ottimo scrittore israeliano;le due precedenti recensioni qui in basso, hanno già descritto molto bene quanto c'è da dire al riguardo.
Va aggiunto che Israele sembra la ennesima colonia statunitense, vuoi per la efficenza dello
staff medico in cui si barcamena il protagonista,
vuoi per le beghe professionali cui egli deve
sottostare.Un bel spaccato sulla professione dei
chirurghi, e medica in generale,ma anche un romanzo in cui si percepisce il modo di vivere
mediterraneo, non dissimile dal nostro.Intrigante infine la storia d'amore del protagonista con la matura signora,bene in carne.
Dispiace che il marito perisca,ma è funzionale allo sviluppo interiore della storia.Ho anche la
" Amante " di questo autore, ma non mi ha preso molto nelle prime pagine, ma ri prometto di
leggerlo. Riguardo all' " India " bel libro da leggere e rileggere, io l'ho letto negli anni 90'
e mi diede delle sensazioni, poi l'ho letto oggi
e me ne ha date altre, in genere i buoni libri, come ogni buona opera artistica, dà tali effetti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Loris (24-07-2007) Yeoshua mostra la consueta abilita' di scrittura, creando una trama scorrevole e coinvolgente (a parte qualche cedimento nell'ultima parte) e delineando con acutezza le psicologie dei suoi personaggi. In questo romanzo tutto ruota intorno al mistero, incarnato in un amore sconveniente cui pure non si puo' rinunciare. Allargando il quadro, questo e' solo il segno piu' evidente del confronto tra un sentire occidentale, legato alla razionalita' e alla materia (ai corpi da indagare ed 'aggiustare' su un tavolo operatorio) ed un sentire spirituale che si interroga sulla natura dell'anima e trova una manifestazione di indiscusso fascino nei riti atemporali che si svolgono a Benares e sulle rive del Gange. Il finale aperto non offre risposte e sicurezze. Ma come potrebbe il mistero farsi ingabbiare dalle parole di un romanzo? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Isla islaatlantide@hotmail.com (25-02-2007) E' il primo libro di Yehoshua che leggo e credo non sarà l'ultimo. L'avevo iniziato spinta dal mio amore per l'India ma dell'India c'è ben poco: nella prima parte dell'opera il Paese fa solo da sfondo, anche abbastanza indistinto, all'innamoramento, improbabile, di un giovane medico per una donna matura, di vent'anni più vecchia, moglie del direttore dell'ospedale presso il quale lavora. Il romanzo è incentrato sulle meccaniche di questa passione impossibile, così scandagliata dal punto di vista psicologico da risultare artificiosa, posticcia, celebrale più che carnale. Tuttavia nella descrizione degli stati d'animo, nelle riflessioni del protagonista, in qualche brano sul viaggio in India e nell'analisi del delirio amoroso del medico per la donna passatella e grassoccia, Yehoshua riesce a toccare delle corde sensibili ma non ad appassionare realmente alla lettura che diventa faticosa soprattutto nella seconda metà del libro. Ben delineato è, comunque, il personaggio della donna, Dori, un infantile e capricciosa signora di Tel Aviv. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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