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Fusco G. Carlo - Duri a Marsiglia | Duri a Marsiglia", scritto nel 1974, racconta le avventure (autobiografiche o no, non importa) di un adolescente italiano che si fa chiamare "Charles Fiori" e in poco tempo diventa "bambu", soldato di marciapiede della mala, sempre mantenendo il suo sguardo meravigliato e insieme finto-cinico. "Charles Fiori" si immerge a capofitto tra i gangster corsi, calabresi e via dicendo dai panciotti colorati, dai nomi assurdi e dai traffici molteplici, in guerre senza quartiere, nel gran respiro della città. E ne nasce, ha scritto Giovanni Arpino, "un "feullieton" inesausto, tutto giocato sull'onda del filone "nero" francioso, un po' Gabin e un po' teatro "d'abord", tanto cinema in sequenza e grani di Prévert sparsi qua e là."
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5nicola (03-02-2011) appassionante..ben scritto..unico difetto un pò corto...però proprio da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ferdinando ferdinando.roma@yahoo.it (03-09-2009) E'un romanzo divertente, scorrevole, picaresco nell'accezione più nobile del termine: i suoi personaggi fanno venire in mente illustri antenati letterari, Peter Falk da giovane che fa lo scagnozzo della mala, il patron di Chez Moustache e il magnaccia di "Irma la dolce", ma anche i duri Good Fellas di Scorsese, il tutto sapientemente dosato e sheckerato. Godibilissimo, si legge di un fiato, e il mix di italiano/francese/dialetti vari/argot non è di alcun ostacolo alla lettura, anzi ti rende quasi partecipe all'azione: sembra di esserci! Le descrizioni dei capi di abbigliamento sono irresistibili.
E' meglio di un film. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Grugni paolo.grugni@fastwebnet.it (24-07-2006) Se si guarda al valore letterario, questo non è un gran libro (racchiude però tre quattro immagini molto belle). E nemmeno se si guarda alla trama, un collage di episodi sulla mala di Marsiglia per giunta non tanto ben collegati tra loro. Eppure il romanzo nella sua ingenuità funziona, diverte, crea partecipazione con il protagonista. Un pastiche linguistico che trova la sua giusta dimensione in un narrare ironico e disincantato. E del fatto che Fusco non si prenda sul serio gli va reso merito. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marcello Olivieri (18-04-2006) Mi associo assolutamente ai pareri positivi! Un romanzo godibilissimo, scritto con stile e ritmo vertiginosi, con una lingua ricchissima eppur capace di non appesantire mai la pagina, di affabulare il lettore ben al di là della pirotecnica successione di eventi e personaggi. Grande outsider, Fusco! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sal61 (03-03-2006) Strepitoso. L'ho centellinato come si fa con un grande vino. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio arzani (arzy) claudioarzani@jumpy.it (14-01-2006) C'era una volta la mala, quella francese (compresa la banda immancabile des italliens) con il suo codice d'onore se non proprio da gentilomini sicuramente da gentilmala. Probabilmente poi arrivò la droga e quel mondo sparirà. Ricordarlo ci riporta ai "bei tempi che furono" (siamo nella prima metà del secolo, al porto di Marsiglia) e la nostalgia è inevitabile; specie per chi quei tempi, che in realtà furono tanta miseria, non li ha vissuti veramente. Dunque, volano coltelli e sventagliate di mitra. Il sangue scorre a fiumi ma sempre tra uomini d'onore. Il tutto descritto e narrato con grandissima maestria. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Tom Joad (12-09-2005) Gioca col genere, Fusco, e lo fa con una rara maestria. Ladri, papponi, pule, bari, bande criminali e night rievocano un atmosfera - quella della Marsiglia degli anni 30 - che appartiene agli stilemi dell'ambientazione noir ma che non scade mai nella macchietta. Anzi, il susseguirsi degli eventi attorno alla figura del protagonista sembra seguire un po'il ritmo delle canzoni di Buscaglione. L'"argenteria di famiglia" ossia i vari "topoi" delle atmosfere noir sono dosati con la bravura propria dell'affabulatore che incanta e affascina il lettore senza mai affaticarlo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
davide (25-07-2005) Un romanzo dannatamente divertente, frizzante e ironico che rievoca l'epopea della mala marsigliese degli anni '30 attraverso lo straordinario racconto in prima persona del protagonista, Charles Fiori. Forse, il più bel libro di Fusco. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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