|
|  |
Faber Michel - La pioggia deve cadere | Una supplente che scopre attraverso i temi degli allievi che la vecchia insegnante era stata uccisa dal marito in classe davanti agli scolari. Due donne legate da una storia d'amore che si lasciano morire, l'una d'inedia, l'altra di bulimia. Un mondo nel futuro popolato di pesci che galleggiano nell'aria. I pensieri di una donna appena uccisa che segue il suo assassino fino in camera da letto... Situazioni morbose, traumi psicologici, la violenza come una delle cose di tutti i giorni. Quindici racconti, vincitori di numerosi premi, compongono questa raccolta, per la quale Faber fu definito dal «Times Literary Supplement» "maestro della short story".
Media Voto: 3.6 / 5Pino Chisari (21-10-2010) Decisamente piacevoli questi racconti: originali, spesso ironici, ricchi di esperimenti linguistici e di stile narrativo. Da gustare e da studiare per chi ama cimentarsi con la pagina da scrivere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
clara lunardelli clara.lunardelli@simail.it (16-04-2009) Alcuni racconti sembrano più enigmatici e veri di altri, impastati di mistero e realtà sconosciute. Questi, decisamente coinvolgenti, lasciano il desiderio di un storia più lunga, qualcosa in cui avvolgersi per meglio comprendere i destini e le storie dei protagonisti (La pioggia deve cadere è stupendo). Altri, invece, avrebbe potuto anche non scriverli (Pecore, ad esempio). Dovrò leggere altro di questo autore per capire se nella lunga misura regge la tensione narrativa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
valentina (22-01-2009) Malinconico, onirico, terrificante. I racconti di questo libro sembrano sgorgare direttamente dai sogni più incredibili e dagli incubi più realistici. La commistione di questi elementi ne fanno un genere sicuramente particolare e che apprezzo molto, ma non dò il massimo perchè un paio di racconti non mi sono piaciuti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
simona grandelebowski@gmail.com (14-01-2009) Trovo sorprendente l’agio e il successo con cui Faber si cimenta in generi e forme molto diverse tra loro, dal vittoriano postmoderno (se l’espressione ha un senso) che sfiora il migliaio di pagine, a questi racconti di misura breve. Ed è un affascinante paradosso come una prosa così precisa, quasi gelida nel suo nitore, sia il mezzo espressivo di una voce che in ultima analisi sfugge.
Faber, la voce che non c’era. O meglio, che c’era, ma è scappata in fretta senza quasi neanche salutare (vedi il congedo al termine del “Petalo Cremisi”). Mi chiedo in che misura questa inafferrabilità possa essere collegata alla biografia dell’autore, in particolare alla sua provenienza e collocazione geografica: nato in Olanda, cresciuto in Australia, adesso vive in Scozia, rivendicato come proprio autore da ognuno di questi paesi.
Di questa raccolta mi hanno deluso solo certe scitterie dell’edizione. I racconti trattano di argomenti molto diversi tra loro: si va dal comico, al surreale, al fantastico, al realistico, sfiorando anche il miracoloso, sempre con un occhio particolare per i risvolti straordinari o peculiari di situazioni apparentemente familiari e usuali. E’ vero che alcuni sembrano esercizi di scrittura sperimentale, ma la cosa non mi disturba. Preferisco il Faber fantastico (mi è piaciuta molto ad esempio la figura di Dio che gioca con la Terra nel retrobottega dell’universo abbandonato), ma mi ha molto divertita il racconto finale, una presa per i fondelli molto divertente dell’arte contemporanea.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
franca (27-09-2008) Discontinuo e quasi sempre incomprensibile: 15 racconti di cui forse 2 sono da salvare.
Faber è veramente un autore sopravvalutato! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Faber Michel |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|