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Iweala Uzodinma - Bestie senza una patria | Fino a poco tempo fa, nel villaggio si viveva bene. Si facevano feste, si mangiava di tutto. Agu e il suo amico Dike giocavano per strada, davanti al sorriso delle donne e dei vecchi. La mattina andavano a scuola, la domenica in chiesa. E ogni sera, Agu si faceva leggere da sua madre qualche pagina della Bibbia, affascinato dalle mille storie che conteneva. Poi, però, è arrivata la guerra. Agu, costretto a diventare soldato per i ribelli, deve ora obbedire agli ordini di uomini-belva come Comandante. Deve uccidere nel più brutale dei modi, per non essere ucciso. Impara tutte le atrocità. Solo la fantasia, l'amicizia, la nostalgia della famiglia gli permettono di resistere alla violenza e alla fame. Gli permettono di sopravvivere, come una bestia braccata, una bestia senza patria. Con un linguaggio tagliente come la lama di un machete eppure capace di improvvisi squarci di poesia, "Bestie senza una patria" racconta una storia di vita e di morte, la storia di un bambino obbligato a crescere, e a perdere l'innocenza, nel peggiore dei modi (e dei mondi) possibili.
Media Voto: 4.75 / 5Alce67 (20-07-2009) Non riesco a dargli 5 perchè la storia è talmente drammatica, talmente immersa in un mondo lontano e angoscioso, che non sono riuscito a farla completamente mia; devo però dire che l'argomento è interessante e l'autore ha costruito una prosa geniale. Il protagonista, un bimbo africano (suppongo Nigeriano), racconta la sua involuzione da bambino studioso, ben integrato nel suo villaggio, nei suoi affetti, in bambino soldato, esecutore di azioni efferate, oggetto di sopprusi ripugnanti, con il linguaggio di un bambino che non sa parlare l'inglese (la lingua dello scrittore). Ne viene fuori una narrazione molto originale e poetica; grande merito va anche al traduttore che, immagino, abbia dovuto portare avanti un lavoro piuttosto difficile. E' un libro crudo, spaventoso, filtrato tuttavia dalla visione ingenua del bambino protagonista. Molto originale. Voto: 4 / 5 |
Mirko gambero73@hotmail.com (06-02-2007) Assolutamente da leggere, un pugno nello stomaco. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |
Sierrec sierrec@yahoo.it (04-02-2007) Il libro provoca emozioni forti e dà veramente l'idea del dramma che vivono i bambini soldato, lo consiglio a chiunque voglia almeno lontanamente immaginare il loro dramma. Voto: 5 / 5 |
giulia (17-11-2006) bellissimo. trama sconvolgente, intensa, di una durezza totale ma con spruzzi di poesia qua e la. è un libro che non si dimentica facilmente!
mi è piaciuta moltissimo la scelta del linguaggio, così elementare, semplice e tagliente, esprime alla perfezione i concetti del testo.
Bravissimo l'autore, davvero una bella scoperta! E brava la traduttrice che ha reso bena la versione italiana.
un libro intenso, poetico e drammatico.
Agu e tutti i bambini soldato come lui sono una ferita aperta per tutta l'umanità. una ferita che troppo spesso tendiamo a dimenticare. grazie a questo libro sarà più difficile far finta di niente! Voto: 5 / 5 |
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