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Munro Alice - La vista da Castle Rock |
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Titolo | La vista da Castle Rock |
| Autore | Munro Alice | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,72
(Prezzo di copertina € 18,50 Risparmio € 2,78)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 308 p., rilegato | | Traduttore | Basso S. |
| Editore | Einaudi
(collana Supercoralli) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La prima parte del volume è dedicata alle vicende di un ramo della famiglla di Alice Munro, i Laidlaw, a partire dai primi anni del Settecento. I suoi antenati vivevano nella Ettrick Valley, nelle Lowlands scozzesi, immersi in un'atmosfera che scolora nella leggenda folklorica, tra prove d'ardimento e incontri con fantasmi e folletti. Fino a quando la famiglia si imbarca verso il sospirato Nuovo Mondo. Il microcosmo della nave diventa per ognuno il segno di un irreversibile mutamento. Quando una delle protagoniste, rimasta vedova, affronta insieme ai suoi cinque bambini il viaggio su un carro trainato dai buoi per trasferirsi dall'Illinois in Ontario, il figlio maggiore inscena il rapimento del più piccolo per far fare dietro front alla famiglia, ma il piano viene sventato. Nel racconto seguente compare il padre dell'autrice: agricoltore, cacciatore, allevatore di volpi e guardiano notturno in una fonderia. In seguito compare Alice scolara; è la volta poi di una precoce esperienza sentimentale sotto i rami di un melo in fiore e di quella come donna di servizio presso una lussuosa villa. Nel racconto "A casa", la scrittrice ormai affermata torna a trovare il padre da poco risposatosi; altrove un'Alice sessantenne vaga nei cimiteri di campagna insieme al secondo marito, è in attesa di una biopsia per un sospetto tumore al seno, per fortuna un falso allarme. L'epilogo chiude il cerchio con una visita in IIIinois alla ricerca della tomba del bis-bisnonno William Lainlaw.
Media Voto: 3.66 / 5sergio sergio.monzani@unicreditgroup.eu (06-02-2009) Lento...troppo...una storia alla ricerca delle sue origini perse nel tempo, alla caccia di nonni cresciuti e vissuti nell'America d'Ottocento. Di per sè l'idea non è male, il libro ha degli spunti carini, ma non risulta molto scorrevole, difficile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabricos (23-12-2008) Con La vista da Castle Rock la Munro intreccia autobiografia e genealogia, vicenda personale e storia collettiva, per raccontare la Scozia degli antenati, la nascita di una nazione - il Canada - e le sue trasformazioni. Il tutto senza rinunciare a quel dio delle piccole cose che illumina la sua prosa, la quale, come scriveva il suo maestro Henry James a proposito di una mente dotata di genio, «afferra ogni più piccolo suggerimento della vita e converte le vibrazioni dell’aria in rivelazioni». Il libro è diviso in due parti: nella prima la Munro attinge ai documenti storici per ripercorrere le cronache familiari di un ramo paterno, i Laidlaw, a partire dal capostipite, Will O’Phaup, nato alla fine del Seicento nelle Lowland scozzesi, passando per il viaggio oltreoceano che la famiglia Laidlaw compie nel 1818 per raggiungere il Nuovo Mondo, fino alla generazione precedente a quella dell’autrice, con il racconto sul padre, allevatore di volpi argentate e guardiano in una fonderia. La seconda parte, autobiografica, ha per protagonista la stessa Munro, in diverse fasi della sua vita. «Si potrebbe dire che racconti del genere prestano maggiore attenzione alla verità della vita rispetto alla narrativa consueta» avverte la Munro. «Ma non quanto basta per prenderli alla lettera». Tra le sue mani, infatti, storia familiare, documenti d’archivio, memoir, tutto si trasforma in arte narrativa pura. Il risultato è un libro dalla bellezza indefinibile, perché il talento della Munro rifulge nella descrizione - e nella manipolazione - del passaggio del tempo, si alimenta dell’impalpabile quanto della precisione maniacale del dettaglio, di continue divagazioni quanto di un disegno d’insieme solidissimo, e si esalta nel piacere di raccontare, radiografando pensieri, parole, opere e omissioni dell’ordinary people. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Loris (21-01-2008) Primo incontro con la Munro. Felice. Si tratta di racconti, ma con un filo comune che li rende quasi romanzo. Le memorie di famiglia si uniscono a quelle personali. Nel procedere di eventi in apparenza banali, si inseriscono gesti e frasi che sono epifanie di stati d'animo, desideri, sentimenti. Dal particolare si riesce ad arrivare all'universale. Il racconto che da' il titolo al libro narra la traversata dalla Scozia al Canada, con una serie di ritratti di grande finezza psicologica. 'Lavorare per vivere' e 'A casa' sono ritratti di famiglia da cui emergono la complessita' e le sfumature dei rapporti parentali. E dove si postula la differenza tra i tipi umani, quelli che sfilano gli stivali ai morti per riusarli e quelli che dopo una perdita si chiudono in casa e lasciano morire di fame le vacche nella stalla. 'Stipendiata' narra un estate a servizio tra i ricchi, l'attrazione verso un altro mondo e insieme l'orgoglio della diversita'. In ogni racconto il lettore puo' trovare qualcosa di prezioso e particolare. Deve giusto armarsi di pazienza, accettare un ritmo senza scosse e prestare attenzione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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