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Desai Anita - Fuoco sulla montagna | Dopo un'esistenza spesa al servizio della famiglia, con tanti figli e nipoti, ma piena di delusioni, Nanda Kaul si è ritirata in scontrosa solitudine sulle pendici dell'Himalaya, in una casa con giardino circondata da una boscaglia perennemente minacciata dal fuoco. L'arrivo indesiderato di una bisnipote e la visita di una vecchia amica d'infanzia infrangono la cortina del suo risentimento e la costringono, forse per la prima volta, a riconsiderare se stessa. A poco a poco una sottile fascinazione avvolge l'anziana e disincantata vedova e la stramba adolescente. Fuori, il paesaggio, osservato da Nanda ed esplorato dalla nipote, e la sensazione di una una catastrofe imminente che sovrasta tutti dall'inizio.
| La recensione de L'Indice |
 Questo brevissimo e denso romanzo di Anita Desai è una parabola tragica che inscena il dramma della solitudine di due anziane signore Nanda Kaul e la sua amica Ila Das e di Raka una bizzarra bambina che assomiglia a un insetto. Il dramma si consuma a Carignano un piccolo borgo arroccato sul crinale di un monte alle pendici dell'Himalaya circondato da un paesaggio brullo e aspro che lo stile rapsodico di Desai riesce a evocare con intensi tratti pittorici. La sua prosa trasparente e rarefatta fa emergere rumori odori e sapori con la forza di parole scelte con algebrica precisione. Il non detto prevale sul detto l'allusivo sull'esplicito. Ciò nonostante la psicologia dei personaggi e la complessa dinamica del loro rapporto di reciproca dipendenza si svelano con profondità introspettiva. Le tre parti in cui si suddivide il romanzo sebbene apparentemente episodiche sono saldamente interrelate in un intreccio tuttavia l'azione è scarna e quasi tutto accade nella coscienza dei personaggi. In apertura il romanzo si concentra sullo splendido isolamento di Nanda Kaul un'indiana benestante e colta che dopo anni di dedizione alla sua numerosa famiglia si rifugia in una casa in collina per ritrovare se stessa. La voce narrante in terza persona si insinua nei recessi dell'animo della donna svelandone i moti più segreti e i ricordi di un passato che la opprime. L'arrivo inaspettato della pronipote Raka fa vacillare le sue certezze. La casa non risuona di grida e di richieste come lei paventava. La bimba è taciturna e schiva e a poco a poco si stanca dei racconti con i quali la nonna tenta di conquistare la sua attenzione. I ruoli si ribaltano: ora è Nanda ad aver bisogno della compagnia di quella bambina libera e autosufficiente nella quale si illude di scorgere se stessa. L'arrivo della querula Ila Das ridotta alla fame e bisognosa di un aiuto che Nanda le nega prelude alla catastrofe che giunge inaspettata e che si consuma in poche righe e in modo lapidario. Le verità dei personaggi vengono a galla all'improvviso gettando una nuova luce sulla intera vicenda. Un colpo da maestro che lascia senza fiato. Susanna Battisti |
Media Voto: 4.33 / 5mazzara lucia lusia.ma@libero.it (19-10-2006) Storie di donne ma non solo per le donne, perchè la Desai quando scrive riesce a penetrare l'animo umano che, se riflettiamo bene, non ha sesso.
Nanda è andata alla ricerca di sè stessa, di quel sè al quale aveva rinunciato per donarsi agli altri, alla sua numerosa famiglia che per anni aveva assorbito ogni cellula del suo corpo e della sua anima.
A Carignano la donna ritrova il suo silenzio e la sua nudità per riappropriarsi del suo tempo ed assaporare i profumi di una natura non molto generosa.
In punta di piedi arriva nella sua vita, fatta di assenze, la pronipote portando con sè una serie di vicissitudini che inquietano l'animo di Nanda disturbata dalla presenza di quella ragazzina che non mostra nessun interesse per la bisnonna,inizialmente egoista poi disponibile ad un dialogo che si sviluppa lunga la linea dei ricordi.
Lo stesso itinerario segue l'amica di Nanda,Ila che con voce stridula appare e scompare, lasciando dietro di lei una violenza annunciata.
Le vite di queste tre donne si mostrano in tutta la loro crudezza, appaiono affini, ma nello stesso tempo si differenziano, nell'intimità di un mondo femminile compare una sorda solidarietà che avvicina le tre donne.
Lacerate dai loro drammi le tre donne si lasciano denudare dal silenzio e dalla natura che trasformandosi in torcia brucerà il bosco e dissolverà al vento le loro ceneri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
clara lunardelli clara.lunardelli@simail.it (12-09-2006) C'è qualcosa in questo libro che io avrei voluto di più, ma non so cosa. (Forse che non finisse?) E' il primo che leggo dell'autrice indiana: non mi è dispiaciuto, ma correvo, correvo, per andare a cercare qualcosa: il segreto di quelle vite chiuse, che lasciano intravedere solo dalla loro superficie qualche bagliore di verità, qualche scheggia della loro storia.... che in queste pagine, si sente, non ha più importanza, perché c'è un odore di fine in ogni riga, bellissima peraltro. E' una storia intima nella cui intimità entri solo dopo aver sofferto il pegno della tua pazienza, quando senti che ogni persona è una storia chiusa, che è il tuo mistero che cammina, non tu, ed è con questo che si va verso la fine. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elena (05-04-2006) Ancora una volta Anita Desai ci regala un gioiello di rara raffinatezza. Leggendo il libro sembra quasi di sentire il vento fra i pini, di vedere le rose rampicanti nei giardini, di sentire il calore dell'India. I personaggi sono forti, intensi. Meraviglioso, non so esprimermi in altro modo. Desai grandiosa Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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