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Levi Primo - Se questo è un uomo

Se questo è un uomo
Zoom della copertina
TitoloSe questo è un uomo
AutoreLevi Primo
Prezzo € 10,50
Prezzi in altre valute
Dati2005, 209 p., brossura
EditoreEinaudi  (collana Super ET)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 45 recensioni presenti.  Media Voto: 4.77 / 5

Beatrice (02-03-2010)
Obbligatoria la lettura. Un capolavoro.
Voto: 5 / 5

paolo paologreco64@yahoo.it (09-01-2010)
Unlibro necessario nella letteratura dell'Olocausto, una rilettura "a caldo", quasi in tempo reale, straordinariamente frastornata, quasi incredula, eppure testardamente oggettiva, quasi completmente scevra di espressioni non di odio, ma addirittura di semplice rabbia, della propria esperienza nel lager di Aushwitz. Il più grande massacro, organizzato e sistematico, di esseri umani, diviene in queste pagine, come in un brivido, cosa "semplice", che si legge perchè è, semplicemente appunto, accaduta. E' accaduto il rastrellamento degli ebrei d'Europa, è accaduto il procedere metodico della loro soppressione, è accaduto il loro inevitabile, anche se quasi "scandaloso", assuefarsi a quella condizione bestiale per poter tirare avanti e, anche lì, ad Aushwitz, restare in qualche modo, attaccati alla vita. Ed è accaduto anche, e forse sono le pagini più tremende, che quell'ammaso di carne umana destinata alla morte si stratificasse in "classi sociali" all'interno del lager, per cui molti dei vessati diventarono a loro volta vessatori, e tra i più crudeli. Via via che il libro procede Levi sembra in qualche modo prendere confidenza, forse troppa, con il mezzo espressivo, e nella seconda parte qualche letterarietà di troppo, che diverrà più evidente nel racconto "gemello" La tregua, disorienta il lettore che torna a prender coscenza del fatto che quel che sta leggendo è sì la pura verità, ma è anche un'opera narrativa.
Voto: 4 / 5

roberto (23-11-2009)
Ho letto diversi libri scritti da reduci da campi di concentramento, sia tedeschi che russi, ma quasi tutti incentrati sul racconto degli avvenimenti, lasciando poco spazio all'analisi introspettiva ed alla profonda valutazione di cosa possa diventare un uomo sottoposto a vessazioni di ogni genere e ridotto in una condizione del tutto assimilabile alla schiavitù. In questo libro quello che maggiormente resta impresso è proprio questo...cosa diventa un uomo quando perde la libertà, la diginità e la coscienza di sè? Come può un uomo, oramai ridotto l'ombra di se stesso, trovare le risorse mentali, morali ed emotive per sperare ancora di riappriopriarsi della propria vita e della propria essenza? Le risposte in questo libro...
Voto: 5 / 5

Ant.74 (09-11-2009)
Ad oggi non avevo mai letto niente che riguardasse il genocidio, a parte i film sull'argomento. Devo dire che se dai film mi restava l'orrore visivo e tanta rabbia, dal libro ho appreso tanto di quell'orrore inumano e ingiustificato da non comprenderne la portata. Tutti noi ci siamo fatti un'idea di quello che ha significato la Shoah per milioni di ebrei, ma non possiamo neppure lontanamente capirne il significato; perchè capire significa mettersi nei panni dell'altro, e mettersi nei panni dell'altro significa confrontarsi con la mente di una sottospecie di essere umano. Leggetelo!
Voto: 5 / 5

Luca Gentile lucap.gentile@gmail.com (01-10-2009)
Non voglio usare troppe parole per descrivere questo libro, voglio semplicemente dire che é uno de miei preferiti ed io lo reputo eccezionale. Sembra non scritto da un uomo che ha vissuto le vicende narrate, ma da qualcuno al di sopra di lui.... LEGGETELO!
Voto: 5 / 5

Arianna (26-08-2009)
Il libro che mi ha cambiato la vita e che ha contribuito a formare il mio pensiero.... dovrebbe essere studiato nelle scuole anche se non credo che l'autore avesse intenzione di insegnare qualcosa....il suo intento, secondo me, è testimoniare e ammonire...."Meditate che questo è stato"....
Voto: 5 / 5

Fabio (04-07-2009)
Una grande, drammatica lezione di storia. Da far leggere a scuola, al pari di Dante e Manzoni (e con questo non penso proprio di pronunciar bestemmia!)
Voto: 5 / 5

AL3 (14-06-2009)
Un pilastro della letteratura italiana moderna. Un grande libro che, in un colpo solo, svolge tre "funzioni": oltre a farci meditare sull'orrore dei campi nazisti, ci descrive la vita in essi e ci illustra la storia dell'autore stesso nel lager di Buna Monowitz, dal suo arrivo all'arrivo dei russi, i quali provvedono alla liberazione dei prigionieri rimasti. Nonostante il fatto che negli ultimi decenni siano usciti migliaia di libri su quest'argomento, "Se questo è un uomo" non è uno dei tanti. Un evergreen assolutamente da leggere e da far leggere a chi, ancora, non l'abbia fatto.
Voto: 5 / 5

OskarSchell (06-05-2009)
Dolorosa testimonianza da leggere e su cui meditare!
Voto: 5 / 5

Matilde Perriera, docente Liceo Classico (11-04-2009)
Matilde Perriera, doc Lic Cl "Ruggero settimo" di Cl. - “Meditate che questo è stato’’, ecco l’imperativo scaturito da questo grande classico della letteratura difficilmente collocabile: è un documentario, un memoriale, un’opera lirica, un romanzo neorealista? “Se questo è un uomo” di Primo Levi, uno dei pochi sopravvissuti e, come lui stesso ammette, “più per fortuna che per virtù”, scritto nel 1946, pochi mesi dopo la liberazione dal Lager, dall’ultimo al primo capitolo, è tutto questo, è una parenesi universale, secondo cui “esiste un assassinio peggiore dell’uccisione, spegnere in un uomo la scintilla vitale … in un mondo in cui per i deportati non esiste perché, … in cui si entrava per non uscirne: non era previsto alcun termine altro che la morte”. . Esso rappresenta la testimonianza delle atrocità di un sistema, quello nazista, costruito per distruggere l’uomo nell’anima e nel corpo, degradarlo costringendolo a vivere in condizioni subumane, privandolo di ogni legame affettivo, di ogni ragione di vita, di ogni speranza. In tale situazione scheletri viventi, che, strisciando come fantasmi, popolavano i lager, hanno perso la loro dignità e la coscienza di sé stessi attraverso un crudele e sistematico piano. Queste pagine, che gridano la tragedia di un popolo, rappresentano un’enorme vergogna dell’umanità. Al termine di questa dolorosa esperienza scrivere è diventato per lui un bisogno impellente e irrinunciabile non tanto “allo scopo di formulare nuovi capi d’accusa”, ma “a scopo di liberazione interiore”. Il suo libro nasce, quindi, dall’esigenza di documentare una vicenda terribilmente drammatica, disumana e disumanizzante che, proprio per questo, deve essere comunicata affinché gli errori di un doloroso passato non si ripetano più, affinché l’uomo non dimentichi più di essere uomo. Primo Levi, però, si è suicidato, la catarsi non è avvenuta e, forse, fino all’ultimo istante, il suo cervello è stato bombardato da un triste ritornello, “ARBEIT MACHT FREI”, “il lavoro rende liberi” perché, paradossalmente
Voto: 5 / 5

Filippo f.natali@tiscali.it (16-01-2009)
Lacerante Testimonianza dei campi di sterminio dove l'uomo è annientato per diventare bestia, solo contro tutti; perchè questa è l'unica forma di lotta per la sopravvivenza. "Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore."
Voto: 5 / 5

Francesco Patti (17-11-2008)
Sconcertante. La descrizione dettagliata del trattamento e delle mansioni assegnate ai prigionieri provocano un effetto sconcertante. Si soffre leggendo le pagine del libro, e rimane senza alcuna risposta la domanda «Com'è stato possibile tutto ciò?»
Voto: 5 / 5

Riccardo (08-11-2008)
se questo è un uomo è un libro tremendo sulla Shoah, da un testimone scampato a quello sterminio atroce. il suo corpo scampato a quelle ciminiere ( << da qui si esce solo per il cielo>>), la sua vita scampata alle mani del terrore. una testimonianza da parte di chi ha vissutio quei momenti di orrore, una testimonianza che ti segna e che porterai con te tutta la vita, con un grido nel cuore: per ricordare, affinchè queste atrocità non accadano più. se questo è un uomo ci ha fatto toccare con mano la trasformazione, la mutazione di tanti uomini in bestie. non mangiano con i cucchiai ( nonostamte il Lager ne fosse pieno) dormono tutti assieme e i loro odori si mischiavano nell'aria, il baratto per mangiare qualcosa di più, il compito della latrina ecc.. ecc.. ma bellissima pagina quella che fa riferimento alla forza da tenere nonstante ciò ed a lavarsi ogni mattina perchè i tedeschi non potranno mai far perdere la dignità. pagina da scolpire nel nostro cuore! grazie Levi. inutile dire perchè altrimenti sarei banale, che il libro dovrebbe essere adottato come narrativa a scuola. il suo stile mi è molto piaciuto nonstante lui, come ha ammesso molte volte è diventato scrittore non è nato, come ha detto inoltre lo stesso Levi lui prediligeva le materie scientifiche e se la cavava in quelle letterarie, ma nonostanete le sue affermazioni il suo stile è da grande scrittore. consiglio questa edizione della Einaudi ( anche se non so se c'è ne sono altre) per il fatto che alla fine del libro ci sono un ottima cronologia e una altrettanto ottima postfazione di Cesare Segre che sottolinea altri punti. da riporre,una volta letto, sicuramente in libreria di casa propria con l'obbligo di risfogliarlo quasi giornalmente.
Voto: 5 / 5

andrea b 1970 (23-07-2008)
Un libro che ti accompagna per tutta la vita, segnandoti con le riflessioni che genera, con alcuni suoi passi, alcune atmosfere a volte "terrifiche; rilanciando, non credo sia paradossale, il tema della dignità e della forza dell'uomo, che perfino lo sterminio non ha potuto calpestare...Leggi il brano il cui Levi si lava con l'acqua sporca al mattino...
Voto: 5 / 5

Renzo Montagnoli (29-06-2008)
L'olocausto descritto da un suo protagonista, grandissimo autore che riesce a essere partecipe pur essendo distaccato.
Voto: 5 / 5

Riccardo konig@iol.it (07-03-2008)
Mentre lo si legge ci si chiede incessantemente: "Ma è successo davvero tutto questo?" Purtroppo si... e Levi ce ne dà una testimonianza profonda, diretta, necessaria.
Voto: 5 / 5

Moreno (06-03-2008)
penso che nessuno mai ha raccontato i campi di concentramento come lui... Toccante.. ti lascia malinconico, rabbioso .. e partecipe...
Voto: 5 / 5

puppi (28-02-2008)
Mi dispiace andare contro le vostre opinioni positive ma a me il libro è sembrato particolarmente noioso. Non voglio dire che i temi trattati da Levi siano noiosi, parlo invece del suo modo di scrivere.E' riuscito a farmi aannoiare anche con un tema così importante. Mi dispiace ma il mio voto su questo libro è negativo.
Voto: 1 / 5

Alex systemdown@hotmail.it (05-01-2008)
Alla faccia dei negazionisti e dei credenti: Auschwitz era un capo di sterminio (non di lavoro); dio non esiste(...)!
Voto: 5 / 5

nihil (07-11-2007)
Ho rimandato per anni la lettura di questo libro, per lo sgomento che suscita già nel titolo, poi mi sono arressa e l'ho letto. E un testo a cui non si può rinunciare se si vuol capire ed io volevo soprattutto sapere perchè gli internati non si sono mai ribellati: ora l'ho capito! Levi narra con distacco l'abbruttimento e la decadenza della dignità che si impossessava del prigioniero, ancora prima che se ne rendesse conto lui stesso. E la speranza, non morendo mai, era l'unico alibi che teneva in vita i prigionieri. Levi scrive senza rancore, vivisezionando gli avvenimenti come se stesse parlando di un esperimento entomologo, ed in effetti era proprio così: esseri umani ridotti ad animali da laboratorio, scientemente gestiti, scientemente ammazzati. E noi qui a domandarci come è stato possibile che accadesse. Nihil
Voto: 5 / 5

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