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Wolff Tobias - Quell'anno a scuola | È il 1960, JFK è appena stato eletto, ma alla Hill School la notizia è la visita di Hemingway: il grande scrittore consegnerà il premio letterario della scuola al miglior racconto. Uno degli studenti, il più povero e complessato, pensa di scrivere la storia che gli darà fama e riconoscimento sociale. Ma la sua opera viene smascherata come il puro plagio di un racconto altrui. Esplode lo scandalo e il ragazzo viene cacciato dalla scuola. Raccontata vent'anni più tardi, dal ragazzo stesso, diventato scrittore affermato, questa storia tormentata si staglia nella mente del lettore come il congedo nostalgico dall'ultimo istante dorato che precede la fine dell'innocenza.
| La recensione de L'Indice |
 "Se questa sembra vagamente la biografia di un autore, non è un caso", scrive Tobias Wolff a un certo punto di questo suo romanzo. Infatti, non è un caso. Questi ricordi di scuola li ha scritti in età matura, a mo' di confessione, a danno della sua stessa immagine di scrittore di successo, verosimilmente per rimuovere la macchia di un disonore che ha segnato la fine dell'innocenza e cambiato la sua vita: il plagio da lui commesso per vincere la gara letteraria indetta dalla sua scuola. La high school del New England che il sedicenne Wolff frequenta come borsista è la classica scuola con i concerti, le gare di atletica e le feste di addio in smocking bianco. A distinguerla dalle altre, vanta la tradizione di concorsi letterari, alle premiazioni dei quali presenziano illustri scrittori. Quando si annuncia la visita di Hemingway, Wolff, che lo adora, decide che deve vincere lui la prova per poter incontrare il grande scrittore. Legge e rilegge i suoi racconti, li riscrive per studiarne la tecnica e lo stile. Ma il tempo passa e alla vigilia della consegna del suo racconto non ha scritto neanche un rigo. Non sa cosa fare, e alla fine decide con placida incoscienza di copiare il racconto di una ragazza apparso cinque anni prima sulla rivista di un collegio femminile. "Ballo estivo" è un buon racconto, Hemingway lo sceglie e lo elogia in maniera un po' scombinata, ma il giorno stesso della premiazione il plagio viene scoperto e Wolff scacciato senza preamboli dalla scuola. Qualche anno dopo si arruola nell'esercito, finirà in Vietnam, ma durante un corso di addestramento nel Maryland fa in modo di incontrare l'autrice del racconto. Susan Friedman è una ragazza vivace e scanzonata, giudica il plagio del suo racconto uno scherzo ben riuscito, nel quale è caduto anche paparino Hemingway, che lei non ama per la sua idea della scrittura come impresa fallica. Ma la solidale simpatia della ragazza non rimargina la ferita di Wolff. Lo guarirà la scrittura. Quell'anno a scuola , cosi affollato di scrittori illustri, può esser letto anche come una cronaca minore della scena letteraria americana degli anni sessanta. Dal libro non trapela nostalgia, ma tra le righe si sente il malinconico addio all'età della spensieratezza, quando ancora i sogni non muoiono all'alba. Susanna Battisti |
Media Voto: 3 / 5Saverio (29-07-2007) Non avevo mai letto niente di Wolff e ho apprezzato molto questo libro per lo stile narrativo non banale e per l'interessante ritratto "dietro le quinte" di scrittori famosi dell'epoca. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
natale masi (09-03-2006) Non necessariamente anticonformista e ribelle è lo scrittore, ma anche amante delle convenzioni, delle regole, delle consuetudini; in altre parole: normale. Ce lo spiega bene Wolff come nasce la scrittura in questo delizioso romanzo scritto in punta di fioretto. Dalla passione, certo, ma anche più umanamente dal lavoro, dalla abnegazione e dalla crescita, attraverso la competizione, l'imitazione, l'amore incondizionato per i grandi autori. Wolff tratta questi temi con grande eleganza e la giusta dose d'ironia, rendendo Un anno a scuola un racconto equilibrato, sincero e godibilissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara (05-09-2005) mi ha deluso l'ultimo libro di Wolff. La storia non è molto entusiasmante e a tratti noiosa, si parla troppo di altri scrittori e il personaggio non è sviluppato...pessima la traduzione, alcune frasi sembrano scritte in ostrogoto! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ennio eb@sogeasoft.com (30-08-2005) Uno studente modello della Hill School bara. Bara per ricevere come primo premio l’incontro personale con Hemingway. Per lui giovane redattore della rivista letteraria della scuola questo rappresentava il massimo dei premi. L’inganno gli costa l’espulsione.
Perché lo ha fatto? E perché il prof. Makepeace prenderà proprio in quel periodo un anno di aspettativa?
La storia sta tutta dentro queste due domande.
Si tratta di un romanzo di iniziazione, ma anche di una finestra aperta sul sistema scolastico e sulla letteratura americana
Un libro che pone delle domande non banali su verità e inganno.
Tuttavia .... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
max maxverox@hotmail.com (29-07-2005) Mi dispiace sono partito con le migliori intenzioni ma il libro è veramente noioso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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