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Millás Juan J. - La solitudine di Elena | Elena ha 43 anni e dopo la morte della madre dà inizio a una lenta e dolorosa metamorfosi che la porterà verso una maggiore consapevolezza di sé, verso la liberazione. Sente di aver perso di vista la propria identità, sua madre è morta, il marito la tradisce, con la figlia quasi non parla. Si rifugia nella solitudine e comincia a mettere in discussione il presente, il passato, gli amori, le amicizie, il sesso: inizia a scoprire, a conoscere. Un'opera all'apparenza semplice ed essenziale, in realtà aspra e sensuale.
Media Voto: 4.4 / 5emanuele (06-04-2010) ....è un libro che ha una grande forza di vita.....per chi la vuole trovare......ha mille angoli per vedere la stessa cosa.....per chi vuole vedere.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rey (12-11-2008) Bello! Elena scava nella sua anima partendo dalla considerazione delle simmetrie e asimmetrie del suo fisico e della sua vita : la gamba destra depilata e quella sinistra da depilare quando arriva la telefonata che annuncia la morte di sua madre , la sorella e la figlia che portano il nome della mamma, ...
Il coraggio di investigare per scoprire che il sospetto del tradiemnto è realtà e poi la forza di fare la "metamorfosi" della propria vita. Diventare libera e indipendente forse anche dalla droga.
una lettura spessa e che lascia il segno a differenza di quanto di puo' pensare prendendo in mano il libro di circa un centinaio di pagine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Spaziani alessandro.spaziani@poste.it (06-02-2007) Prosa perfetta; non discuto dei contenuti, ma la chirurgia letteraria è superba; non un segno di interpunzione sprecato, non una parola imprecisa. Grande generazione di narratori questi giovani spagnoli, fratellanza inequivocabile con Javier Marias; il richiamo esplicito al racconto di Kafka me lo conferma simbolicamente; l'incipit di Elena è degno figlio della Metamorfosi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mila (31-08-2006) E’ il terzo libro che ho letto di Juan Millàs. Come gli altri suoi romanzi “Il disordine del tuo nome” e “Racconti di adulteri disorientati” mi ha colpito per la sua intensità ed originalità che non trovano facilmente riscontro in altre opere di autori contemporanei. La figura di Elena, la protagonista, è molto viva e ben delineata. Elena scopre di essere sola, si sente insicura ed insoddisfatta, si interroga sulla sua vita ma dentro di sè sa trovare le motivazioni per cambiare e per superare le sue paure ed inquietudini. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luciano lucibonaccorso@hotmail.com (30-08-2006) E'un libro bello e profondo, mai banale, che scava nella psicologia della protagonista rendendo in modo chiaro le sue sofferenze e la sua solitudine. Ed è un monito chiaro per tutti noi, circondati da un falso benessere e da falsi affetti. Il riappropriarsi di se stessi, il guardare alla sostanza delle cose, il ricostruire un legame vero con le proprie origini sono cose che rappresentano la vera rivoluzione del nuovo secolo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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