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Narrativa straniera  Classica (prima del 1945) 

Dostoevskij Fëdor - Delitto e castigo

Delitto e castigo TitoloDelitto e castigo
AutoreDostoevskij Fëdor
Prezzo
Sconto 15%
€ 11,48
(Prezzo di copertina € 13,50 Risparmio € 2,02)
Prezzi in altre valute
Dati2005, 655 p.
EditoreEinaudi  (collana Einaudi tascabili. Classici)

Disponibilita immediata
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Descrizione
"E' il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).

I vostri commenti
19 recensioni presenti.  Media Voto: 4.78 / 5

Raffaele (07-01-2012)
Praticamente scritto ieri, uno dei massimi capolavori letterari della storia.
Voto: 5 / 5
Walter (23-06-2011)
Hai la febbre, ma non è per colpa del freddo e nemmeno al contrario perché hai preso troppo sole in testa: in testa semmai c'è dell'altro che ti frulla, un'idea filosofica e al contempo morale o immorale, stando al senso comune. Cosa vuoi dimostrare? A chi? Non lo sai e già ti ritrovi con l'arma in mano, non stai più camminando per la strada con la sensazione di essere colpevole, tu colpevole lo sei per davvero, di fronte a una befana che sopravvive sulle spalle della Povera gente, è una sanguisuga, così è lei e così saresti tu se non ti decidessi a compiere il delitto: guai a te se non leggi il romanzo.
Voto: 5 / 5
AntonioR maiden501@live.it (05-06-2011)
Riporto le parole di un noto filosofo: Dostoevskij è stato il più grande psicologo di tutti i tempi! Splendide e toccanti talvolta le descrizioni psicologiche dei personaggi, quella che mi è rimasta più impressa assieme a Raskol'nikov, è la figura di Marmeladov, una sconvolgente rappresentazione dell'abisso umano al quale, sullo sfondo di una Pietroburgo quanto mai sull'orlo del baratro, rischiava di decadere praticamente chiunque... Un punto di rilievo che andrebbe menzionato è la satira che in alcuni punti accompagna il testo: come non dimenticare i continui litigi tra Amaljia e Katerina Ivanòvna? Una perla della letteratura mondiale, da non perdere. Geniale!
Voto: 5 / 5
Davide (21-04-2011)
Libro intenso, 655 pagine mai banali o noiose, ma il termine "capolavoro" mi sembra eccessivo.
Voto: 4 / 5
ENRICO mcacioni@novanet.it (30-09-2009)
Leggere un autore come questo è come fare un giro sulle montagne russe più esagerate. Dopo, per provare emozioni di pari livello, bisogna avere una grande pazienza o cambiare completamente genere di racconti. Ho trovato questa lettura appagante e rivelatrice di molti aspetti della vita che magari abbiamo vissuto ma che non siamo mai stati capaci di analizzare in modo così approfondito. Mi viene anche da pensare che l'apprezzamento così spontaneo di questa opera è anche conseguente alla qualità inferiore degli scritti contemporanei presenti sul mercato. Comunque non smetterò di leggere gli autori moderni perché ogni tanto qualcosa di buono ancora capita.
Voto: 5 / 5
Fabrizio checcopanero@hotmail.it (01-07-2009)
Un romanzo fantastico che in un modo o nell'altro entra di prepotenza nella mentalità del lettore. Caratterizzazione dei personaggi stupefacente (essendo Dostoevskij un maestro in ciò) e una trama intrigante e ben sviluppata. Da consigliare specialmente a tutti coloro che ritengono i classici noiosi o monotoni. Forse i più potrebbero annoiarsi soprattutto nel capitolo seguente al delitto o nelle lunghe fasi che determinano la psicologia dei personaggi (che a mio avviso son stupende), ma consiglio a questi di proseguire la lettura perchè ne vale veramente la pena. E poi non potete perdervi un finale del genere!
Voto: 5 / 5
Blasfemo (19-05-2009)
Il libro è sicuramente un capolavoro. E sicuramente un grande maestro il suo autore. Inutile dilungarsi sui perché: gli ultimi 150 anni di storia letteraria mondiale stanno lì a dimostrarlo. Ma io, nella celebre diatriba Tolstojani-Dostojevskijani della Russia di allora, sarei stato inguaribilmente con i primi. Semplice questione di gusti. E trovo normale che, in un contesto individualista come l'Europa occidentale di oggi, invece, venga generalmente preferito Dostoevskij. Per me, la narrativa è prima di tutto arte di raccontare storie. L'immenso Dosto, prima di tutto, raccontava personaggi. Era un impareggiabile descrittore, pittore, tratteggiatore di caratteri, animi, psicologie, profili, situazioni: insomma, un grandissimo maestro dell'aspetto "statico" e "individuale" del narrare. Io sono un lettore catturato soprattutto dal lato dinamico e corale delle storie, cioè dallo svolgersi degli eventi nella loro oggettività più che dal riflesso che questi hanno sull'interiorità dei personaggi (che pure deve assolutamente esserci!). Amo vedere il piano storico-sociale dell'opera staccarsi dal ruolo secondario di sfondo ed ambientazione (o di contraltare dell'individuo, che è lo stesso) per diventare protagonista. Per dirla con Brecht: descrivere la tempesta mostrando anche direttamente le onde, e non solo il gonfiarsi delle vele della nave. E' quindi inevitabile che, anche di fronte ad una pietra miliare dell'arte umana, come quest'opera, senza per questo giudicarla oggettivamente meno grande, ricavi una sensazione di pesantezza, a tratti persino di noia. Per intenderci: come indagatore delle angosce ed inquietudini profonde dell'uomo in generale, per restare in ambito ottocentesco, mi emoziona di più Poe, che risolve sempre la psicologia in dinamica narrativa. In ultimo, una nota sul finale. Mi pare un po' troppo semplicistico ed unilaterale. Ho l'impressione che manchi di quella capacità di mostrare la realtà come contraddittoria che è, a mio avviso, uno dei maggiori pregi del libro e di Dostoevskij in genere.
Voto: 2 / 5
francesco (23-04-2009)
E' Straorinario. Arricchisce e resta dentro
Voto: 5 / 5
leparoledipinte.blogspot.com (21-04-2009)
Mi stupisco dei pochi commenti che ha questo libro.. Speravo di leggere valanghe e valanghe di elogi su questo bellissimo scritto. Che dire.. tutto quello che doveva essere detto è stato detto. E' un capolavoro, dove l'animo umano viene analizzato fin nei minimi dettagli e con un'arte sovrannaturale. Non ho parole per descrivere le emozioni che mi ha regalato, e Dostoevskij è in grado di raccontare i pensieri di un uomo in modo sublime. L'ho adorato, basta. Ogni parola sembra superflua nell'esplicazione del perché bisogna leggerlo. Leggetelo e basta :)
Voto: 5 / 5
Francesca (19-02-2009)
Bellissimo, avvincente, profondo, come tutto Dostoevskij. Tra i suoi romanzi il mio preferito rimane I fratelli Karamanzov, ma Delitto e castigo lo segue a ruota, con quel finale bellissimo poi, carico di speranza.
Voto: 5 / 5
Samuele (21-01-2009)
Non ho l'età per pensare di smettere di leggere ma dopo aver letto questo libro si può anche smettere di leggere perché qualsiasi altra cosa si leggerà non sarà pari. E non esagero.
Voto: 5 / 5
Estelgard (08-09-2008)
Un romanzo di questo genere è davvero da consigliare, perchè in un modo o nell'altro cambia il lettore. O meglio, il lettore riceve di certo un messaggio e non resta con un semplice libro in mano. Commentare l'opera in poche righe è arduo, ma si possono chiarire certi punti. Primo: il romanzo non è un "mattone" perchè, nonostante le frequenti introspezioni, lo stile è fluido e accattivante e quando vengono riportati i pensieri in prima persona, ci si immedesima perfettamente nei personaggi. Secondo: le figure della storia sono davvero caratterizzate a tutto tondo, il lettore non è lasciato solo a lavorare con la sua immaginazione, perchè Dostoevskij fornisce tutto il necessario affinchè ogni personaggio emerga dalle pagine e si delinei nella nostra mente. Ovviamente Raskòl'nikov è esaminato molto più a fondo e i suoi pensieri sono quantomeno disturbanti: la teorizzazione di uomini eletti, ai quali è permesso uccidere e l'assoluta certezza di non essere colpevole per l'omicidio commesso, ma di esserlo per non riuscire a diventare un "Napoleone", disegnano i tratti di un giovane comune che viene assorbito dall'ombra lentamente. In più c'è l'affresco mirabile della Pietroburgo e per esteso della Russia di metà '800, coi suoi risvolti sociali, culturali e religiosi. L'autore è sempre attento alla descrizione dei luoghi, davvero inquietanti, che, evidentemente, influiscono nello stato d'animo globale dei personaggi e di conseguenza del lettore. La redenzione finale nell'amore non mi sembra un lieto fine al 100%, forse più un ripiego del protagonista o una conferma che Raskòl'nikov non è abbastanza forte per appartenere alla categoria degli eletti. In definitiva, ho amato molto questo romanzo ed esso ha suscitato in me diverse riflessioni; lo consiglio perchè è emozionante ed edificante, senza essere lento.
Voto: 5 / 5
Vito Cofano (21-07-2008)
La battaglia dell'anima. Si tratta sicuramente di un'opera assoluta, un discricarsi in spazi angusti, difficili da esplicitare e descrivere, un perenne senso di instabilità che pervade tutta la narrazione, un desiderio abissale di trovare conclusione e consolazione. Se i tratti psicologici e filosofici potrebbero contendersi la centralità, d'altro canto c'è tutta una questione di sensazioni ed emozioni, che sottendono al di là della ragione. Ogni personaggio è vittima e carnefice delle proprie azioni, ed è breve il passo che separa le due situazioni. Cruciale è distingure nel delitto e nel castigo il colpevole e l'innocente. E ciò che è affascinante è che tale dicotomia del bene e del male, della verità e della menzogna, del buio e della luce si innalza in una battaglia assoluta, per la riconciliazione dell'uomo con se stesso e con il prossimo.
Voto: 5 / 5
Il viandante e la sua ombra (09-06-2008)
Un uomo che non si riconosce più nei valori che la società in cui vive gli impone, la decisione di agire con il preciso scopo di andare al di là da essi, la comprensione dell'impossibilità del proprio proposito....Ecco, nel protagonista di questo romanzo immortale, il prototipo dell' "uomo che dice no, che preferisce volere che obbedire" di cui ci parla Nietzsche nella Volontà di potenza. Un uomo di confine, che sa di non appartenere più al mondo del quale fa parte ma che, come Nietzsche, già intuisce cosa si celi dopo quella lotta che diventa l'ossessione della sua vita. L'inizio del nichilismo, della totale mancanza di valori in generale, quel nichilismo di cui si parla nei Demoni che a mio avviso è la naturale evoluzione di Delitto e castigo. Quel nichilismo che ancora ammorba la società della quale NOI facciamo parte, nell'attesa che questo mondo tramonti e che ne sorga un altro. Altrimenti, se a noi è dato semplicemente di tramontare, almeno cerchiamo di farlo con dignità, di SAPERLO FARE: in questo Raskol'nikov può sicuramente insegnarci qualcosa.
Voto: 5 / 5
Amelia amelia80@katamail.com (14-03-2007)
Beh che dire, mica facile commentare Dostoevskij! Un libro straordinario, appassionante e di una modernità sconvolgente pensando che è stato scritto nel diciannovesimo secolo! Io ho trovato una possibile chiave di lettura nella frase dell'ultima pagina in cui in pratica dice che finiva la dialettica e incominciava la vita. Perchè tutti noi dobbiamo negoziare in qualche modo il metterci al mondo!
Voto: 5 / 5
Federico (24-02-2007)
Divinamente scritto e costruito in tutte le sue vicende che si intrecciano in questo meraviglioso romanzo, Dostoevskij riesce a trattare uno dei temi più scottanti al giorno d'oggi: il delitto. E non solo, anche il castigo, che non costituisce quello facilmente immaginabile. No, l'Autore va oltre il carcere, solo i sempliciotti si fermerebbero a questo livello. Interessante l'ideologia di fondo del delitto alla Nietzsche- e che anzi anticipa il filosofo. Claustrofobico, riesce bene nel dare l'idea di una Pietroburgo ottocentesca, dilaniata da tutti quei problemi che sono poi i nostri problemi. C'è più attualità di quanto se ne possa immaginare. Uno dei libri più belli che abbia mai letto in vita mia, di certo lascerà un posto nella mia memoria tanto quanto le dimensioni del romanzo- se non anzi di più. Tutti i personaggi sono perfetti, studiati, fatti vivere nel corso delle pagine per costruire una vicenda unica che verte intorno al delitto: Sof'ja che decide di seguire Raskol'nikov, lo stesso protagonista che gioca con la giustizia- prima riuscendo l'omicidio e in seguito mettendosi alla prova-, Svidrigaijlov segnato da una vita piena e si potrebbe dire realizzata, per tutti i significati esperiti fino alla tragica fine. I famigliari dilaniati da un matrimonio- che distrarranno per un breve momento la mente disturbata dal delitto di Raskol'nikov, i fantasmi- reali/irreali, le chiacchiere del giudice per ingannare il quasi certo colpevole. Insomma apprezzabile per molti aspetti e per molte tematiche offerteci dall'insuperabile Autore. Ho letto altri libri russi coevi a Dosoevskij- più teatrali che letterari- e devo dire che "Delitto e Castigo" resta insuperato.
Voto: 5 / 5
saul (01-12-2006)
questo e' IL LIBRO
Voto: 5 / 5
Bruce (10-07-2006)
Una cinquantina di pagine introduttive, dove oltre ad una breve contestualizzazione dei personaggi viene ricordato il periodo storico e personale di Dostoevskij, aiutano il lettore ad affrontare questo libro certamente impegnativo. Strepitoso l’approfondimento psicologico dei personaggi, anche i meno evidenti, e l’abilità letteraria nello sfumare il punto di vista del narratore. Nella penultima pagina c’è una riga che riassume tutta la vicenda: apre la mente.
Voto: 5 / 5
Daniela dcalandri@freemail.it (13-02-2006)
In vita mia ho letto questo libro tre volte.La prima volta l'ho inghiottito in tre giorni, e me ne sono innamorata follemente.Raskolnikov è uno dei personaggi più sconvolgenti che siano mai stati descritti.Incredibile l'effetto che fa.Ti trascina dentro la sua mente ed ogni cosa che pensa è chiara e così ben descritta che sembra pensata dal lettore stesso.Di tutti i libri di Dostoevskij, questo è quello che amo di più.Non mi è mai più successo di riuscire a "bere" un libro in questo modo!!!!!! Leggetelo!
Voto: 5 / 5

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