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Dopo una breve infanzia agiata e felice a Sao Cristovao, la tragedia della morte del padre e i soprusi dello zio costringono il quindicenne sergipano (così chiamato perché nativo di uno stato del Nordest del Brasile, il Sergipe) a lavorare in fabbrica. Inseguendo i sogni collettivi di emigrare nelle zone del cacao, il ragazzo finisce per lasciare casa sua alla volta di Pirangi. Là, nella Fazenda Fraternidade del coronel Mané Frajelo, il mito del cacao crolla nell'impatto con la durezza della realtà e con la disperazione della miseria. Un romanzo corale, popolare, scritto con toni appassionati e vibranti da uno scrittore (appena ventenne) che vuole portare alla ribalta letteraria l'esistenza di classi sociali che soffrono.
Media Voto: 3.66 / 5Valter (21-04-2012) Le premesse sono ottime, ovvero la denuncia dello sfruttamento dei lavoratori nelle piantagioni di cacao. Alla fine è soprattutto un réportage romanzato della vita difficile nelle piantagioni. E' comunque godibile, considerando che si tratta di un'opera giovanile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tony Cats (24-10-2008) Romanzo (racconto) giovanile, gia' pregno di tematiche tipicamente care a Amado, rimane comunque da non perdere per i lettori accaniti di questo autore una volta letti i vari Gabriella, Teresa Batista etc... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Caroti leonardo www.leone.it@alice.it (25-03-2007) come sempre, i libri di Jorge Amado non deludono mai anche se questo non è dei migliori ma certamente sopra la media e da leggere.
Leonardo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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