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Rigoni Stern Mario - Il sergente nella neve-Ritorno sul Don |
I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall'alpino Rigoni Stern nell'inverno del 1944, pubblicati da Einaudi nel 1953 sotto il titolo Il sergente nella neve e da allora long-seller per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell'uomo per conservare la propria umanità. Un sogno di pace rivisitato nel 1973, quasi trent'anni dopo, in Ritorno sul Don, un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, senza rancori e senza voglie di rivalse, come atto d'amore e di riappacificazione con gli uomini e con la storia.
16 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5Gianmarco istruzione2000@yahoo.it (28-08-2009) La grande capacità descrittiva di Rigoni Stern ci permette di rivivere paure, emozioni, dolori, odori e rumori della tragica spedizione in Russia dei militari italiani durante la seconda guerra mondiale.
Una triste pagina della storia italiana raccontata da un grande scrittore che ha vissuto di persona gli orrori della guerra.
Da leggere per capire meglio le sofferenze di una generazione segnata da un assurdo conflitto bellico. Voto: 5 / 5 |
Simone (11-06-2009) Un libro toccante e appassionante su una incredibile pagina di storia. Voto: 4 / 5 |
Luca (26-01-2009) Il libro è sensazionale, è una racconto che ti tiene incollato al libro. E' scritto davvero bene e presto comprerò altri libri di Rigoni Stern perchè il suo modo di scrivere è bellissimo.
Grande Mario sei morto da un'anno e si sente la tua mancanza... Voto: 5 / 5 |
valter guglielmetti nordend4609@yahoo.it (08-01-2009) Per definizione un libro unico, perché le storie vere lo sono per forza, a maggiore ragione nel caso in cui, come questo, si raccontano le vite e le vicende di povera gente, di gente normale costretta a partecipare alla più assurda delle avventure umane, la guerra. Sofferenza e fatica, fame e freddo, solidarietà, amicizia ed umanità, eccoli gli ingredienti del Sergente. Storia semplice eppure tremenda, di orrori e degli occhi che li hanno visti, di “madri che non devono sapere”. Poi tutto questo finisce, ma si deve tornare laggiù, sfruttando i soldi della liquidazione, per ricordare gli amici morti e per cercare di capire cosa è stato e a cosa è servito, dato che al momento di quei fatti non ce n’era il tempo, si doveva pensare a cercare di vivere. E come sempre accade, i momenti della rivisitazione sui luoghi delle esperienze terribili sono difficili da descrivere, non ci si può che abbandonare alla corrente del tempo, certi che non si potranno dimenticare.
Voto: 5 / 5 |
Roger (08-12-2008) Un libro da meditare in silenzio Voto: 5 / 5 |
enrico pavan.enrico@email.it (01-09-2008) Un libro che ha suoni, odori, sapori, colori... sembra di essere lì, a combattere, camminare, soffrire affianco degli alpini.
La narrazione è asciutta, quasi un racconto orale.
Un libro da inserire nei programmi scolastici di educazione civica. Per insegnare e non dimenticare. Voto: 5 / 5 |
Alessandro (27-02-2008) Che bello questo libro. Si legge con piacere ed è di un lirico e di un commovente ineguagliabili, senza mai cadere -cosa non da poco- nel sentimentalismo più banale. Ancora più toccante per chi come me si ritrova negli inserti in dialetto bresciano. Voto: 5 / 5 |
senna977 senna@freemail.it (07-02-2008) Un libro per stamparsi ben in mente che la guerra non è mai una soluzione accettabile.
Anche io l'ho comprato dopo lo spettacolo di Paolini, se vi capita guardatelo Voto: 5 / 5 |
Fedo (26-11-2007) l'ho letto dopo aver visto lo spettacolo di Paolini in tv e il giorno dopo sono andato subito a comprarlo.
ciò ke più mi ha colpito durante la lettura è stato il fatto di dover ricordare a me stesso continuamente ke tutto quanto in quelle pagine descritto è successo per davvero, oltretutto a ragazzi ke a quel tempo avevano circa la mia età...e io comodo comodo seduto sulla mia poltrona al caldo e loro con "la pesante" e le bombe a mano in tasca in ritirata dalla russia kiusi nella sacca con tanti ma tanti gradi sotto lo zero...
un libro da leggere, fa davvero riflettere su molte cose e inoltre mi ha invoglia a leggere altri romanzi di Rigoni. Voto: 5 / 5 |
marotta angelo maro.10@libero.it (08-09-2007) libro interessante, ma molto commovente per un ex soldato che vede disperatamente morirre davanti ai suoi ochhi cari amici e soprattutto è costretto a vivere tra guerra e armi caricate sulle proprie spalle ...... vi consigliodi provare e di assaporare quella che era la realtà di chi ha vissuto vivamente la guerra con le proprie mani. leggetelo Voto: 4 / 5 |
Antonio Prestia antross92@virgilio.it (03-07-2007) Ho acquistato il libro dopo aver visto l'intervista che Rigoni Stern ha rilasciato a Fabio Fazio per la trasmissione Che tempo che fa.
Mi è piaciuto molto il carattere dello scrittore, la sua storia personale mi ha affascinato così come il carattere, apparentemente tranquillo, mi ha conquistato.
Purtroppo, però, il libro l'ho trovato assai noioso, a tratti le frasi ed i concetti sono volutamente ridondanti. Forse per apprezzare "Il sergente nella neve" bisogna aver letto altre opere dello stesso scrittore ma io, dopo aver letto questo, difficilmente leggerò altro di Rigoni Stern che, ribadisco, è una bellissima persona. Voto: 1 / 5 |
Mattia (20-02-2007) un libro che evoca immagini ed emozioni. Onore e ricordo ai Caduti senza croce in terra di Russia Voto: 4 / 5 |
Sara (09-01-2007) Libro letto nel periodo natalizio, decisamente poco in sintonia con il momento... ma forse è stato un bene, e mi ha fatto riflettere su quanto effimeri siano certi nostri "bisogni"...
Il libro è decisamente crudo, non tanto per gli episodi che vengono narrati quanto per le sensazioni che vengono evocate.. sembra quasi di sentire sulla propria pelle il freddo che avvolgeva quei poveretti...
La costellazione di piccoli episodi, di storie, di vite di persone normalissime, diventano moniti che noi tutti ogni tanto dovremmo ricordare. Voto: 5 / 5 |
alice (05-03-2006) a me questo libro non è piaciuto, la narrazione è molto lenta cosi come la storia. Ne ho letti di molto meglio! Voto: 2 / 5 |
Francesca francesca.flocchini@libero.it (06-10-2005) Secondo me questo libro è molto interessante. Io l' ho letto per studio e mi è piaciuto moltissimo!!!!! è stato bello scoprire qualcosa di più sulla guerra in Russia visto che mio nonno ha partecipato.... Francesca (bs) Voto: 5 / 5 |
Sergio Resta hotsurgery@libero.it (30-08-2005) Eccellente rievocazione della campagna di Russia e della letale ritirata.
L'uomo della montagna, dei suoi riti, dei sentimenti schietti, ci cala nel freddo e negli stenti della steppa.
Il sergente maggiore Rigoni Stern ci testimonia l'umana avventura di un uomo semplice, ove semplicità va intesa come pacatezza e misura di fronte all'atrocità della guerra e al mistero della vita.
Lo stesso Uomo ripercorrerà le steppe, memore dei luoghi di mattanza, nel ricordo dei compagni caduti.
La fatica dell'ascesa, il ristoro dell'acqua sorgiva e del povero e autentico cibo della montagna, chi apprezza ciò amerà le scarne pagine del Sergente nella Neve.... e se alla fine ti si lucideranno gli occhi significherà che la Penna di Rigoni Stern avrà raggiunto anche il tuo cuore.
Voto: 5 / 5 |
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