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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Morante Elsa - La storia

La storia TitoloLa storia
AutoreMorante Elsa
Prezzo
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€ 12,32
(Prezzo di copertina € 14,50 Risparmio € 2,18)
Prezzi in altre valute
Dati2005
EditoreEinaudi  (collana Super ET)

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Descrizione
A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da "L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 32 recensioni presenti.  Media Voto: 4.37 / 5

Maria Luisa Valeri valeriruffino@tin.it (13-02-2012)
Il romanzo La Storia di Elsa Morante è la Storia di tutti: la storia di un'Italia ferita dal nazifascismo, la storia tragica delle leggi razziali e della deportazione degli abitanti del ghetto, la storia della violenza sulle donne, la storia della solitudine, della poverta e della malattia. Ida, Useppe e Nino siamo tutti noi, in questo La Storia è uno dei massimi capolavori della letteratura italiana.
Voto: 5 / 5
luigi (06-01-2012)
Direi un libro pressoché perfetto : linguaggio, ritmo, storia e pathos. Molte le pagine memorabili. Da comprare e leggere assolutamente. (Inadatto agli amanti dell'happy-ending...)
Voto: 5 / 5
Patri74 (06-12-2011)
"Pecché? Pecché? Pecché?". I perché del piccolo Useppe, il personaggio più struggente della letteratura italiana, mi rimbomberanno per sempre nell'anima. Perché la malattia, che stronca gli innocenti nella maniera più atroce? Perché il dolore della privazione, che ci porta via tutte le persone e gli animali più cari? Perché la solitudine, quella più tetra, che logora una madre fino allo strappo della perdita estrema? Perché la parola, dono immeritato per tanti uomini, è negata agli animali? Perché la guerra, che inginocchia case, città, popoli? Perché la Storia, che schiaccia milioni di formiche che tengono duro nonostante tutto? Perché il buio, nonostante il disincanto delle "ttelle"? Chi non l'ha ancora letto si faccia coraggio e lo legga. Perché non si può non leggerlo. Perché per reggerne il finale ci vuole una forza immane.
Voto: 5 / 5
sara (24-10-2011)
l'ho letto per la prima volta a 13 anni e non potevo ancora apprezzare pienamente la maestria e la bravura della morante; ho avuto poi il piacere di rileggerlo all'università e questa volta mi sono immersa completamente nelle pagine di questo meraviglioso libro. lo consiglio a tutti,agli appassionati di storia, a chi di storia non se ne intende,a chi vuole commuoversi rivivendo le vicende del nostro recente passato!
Voto: 5 / 5
Sara Orioli sara.orioli@yahoo.it (07-10-2011)
Adoro la prosa della Morante, colta ed eguagliata da pochissimi nella storia della narrativa italiana. Questo romanzo è giustamente famosissimo, ma non ha tutti i torti il lettore Marco quando afferma che manca un quadro d'unione e che sembrano tante fotografie ( però raffinatissime e perfette, su polaroid, mica digitali) non propriamente fuse in un 'unione coerente. Sono appassionata di fotografia, e capita di visitare una mostra che non ha una chiara logica d'unione ma contiene scatti eccellenti. Io penso che sia un grande romanzo italiano, anche se non perfetto. L'ho appena riletto, dopo tanto tempo, e non mi capita con tanti libri
Voto: 4 / 5
Mercuzio (24-06-2011)
Ineguagliabile. Questo romanzo è di una bellezza stupefacente, sconcertante. E se altri sono scrittori, Elsa Morante è lo spirito santo che si è incarnato nella scrittura. Sublime. Eterno CA-PO-LA-VO-RO.
Voto: 5 / 5
Gozer (18-11-2010)
Intenso, vero e profondo.
Voto: 5 / 5
Sue (04-06-2010)
Questo è il primo libro della Morante che ho letto e non fa certo venire la voglia di leggerne altri, comunque ci proverò. Sono pienamente d'accordo con l'analisi di Marco.Per me i difetti più gravi del libro sono l'abbondanza di dettagli crudi, scabrosi fini a se stesso e la mancanza di almeno un personaggio a cui il lettore possa in qualche modo affezionarsi.La scrittrice è riuscita rendere antipatica persino la figura del bambino, per non parlare della madre, Ida, nella quale nessuna donna psicologicamente sana può immedesimarsi.Libro di basso livello che non giustifica la fama dell'autrice.
Voto: 1 / 5
claudia (18-03-2010)
Sono d'accordo con Arturo: la lingua è di un COLORE straordinario, inscindibile dai contenuti (miseri? banali??). Senz'altro uno dei libri migliori che abbia mai letto, proprio per l'intreccio perfetto tra emotività e Storia, tra contenuto e una forma a tratti magica (che dire dei primi anni di Useppe?). Difficile spiegare.
Voto: 5 / 5
Valentina (18-11-2009)
come per la musica, anche per i libri non riesco a dire "questo è il più bello in assoluto" perchè poi mi capita di leggerne un altro altrettanto bello e non saprei dove collocarlo. dico quindi che LA STORIA di Elsa Morante è collocato nel gruppo - sempre aperto - di libri che sono in pole position nella mia libreria e nella mia vita. è un romanzo bellissimo che mi ha commossa ma che, prima di tutto, mi ha arricchita. Andrebbe letto a scuola, come si fa per i promessi sposi. è un romanzo che rapisce dalla prima all'ultima parola, ti fa immedesimare nella protagonista e provare le stesse emozioni. devo dire che ho pianto leggendolo ma è stato un pianto catartico perchè è un romanzo che fa riflettere su quello che è stato e su quello che oggi dobbiamo difendere vale a dire la libertà e la pace. senza libertà e pace non c'è vita. è morte prima della morte. questo libro sveglia le coscienze perchè racconta, secondo me molto bene, le atrocità perpetrate dal luridume dei regimi fascista e nazista e dai sui burattini. leggetelo e consigliatelo perchè la cultura non serve se resta dentro quattro mura.
Voto: 5 / 5
marco (26-08-2009)
Un'assurdità, una becera trascrizione che trasuda ipocrisiaa, un inutile indugio sui partciolari che si trasforma in volgarità e sciochezza. Un insulto all'intelligenza del lettore, anni luce dalla chiarezza e dalla limpidezza di descrizione della guerra attuat de Fenoglio (giusto per citare un esempio), la Storia di Elsa Morante si impone come uno dei testi peggior che abbia mai letto. Con una scabrosità accentuata ed un sadismo pazzesco, l'autrice indugia sciocamente su inutili e destabilizzanti partciolari quai lo stupro ( e non mi si dica che qusto accadeva ogni giorno in guerra, perchè non lo accetto), passando poi per i rferimenti espliciti alla sessualità e alle volgarità he trovo completamente inutili. La Morante imbratta pagine di stupidaggini e leggerezze,indugiando su espisodi idioti e costringendo il lettore a seguire tale Ida, un donna assolutamente irrazionale, per tutto il corso della sua vita. Il vuoto totoale e la mncanza di concetti di base la fa da padrona in una storia senza capo e coda, si tratta di un enorme album fotografico, istantanee che si succedono, ma che non hanno nè un inizio nè una fine. Piacevole è la descrizione che a tratti trapela del paesaggio lacerato dalla guerra. Poi tra furti di uova e sturpi, c'è altro che mriti un minimo di riconoscimento?! Un cronaca vaga e sciocca che ha fatto scalpore ma che di maestoso ha decisamente poco. una pietra miliare della letteratura?! Beh, non per me. Non inetndo ssolutamente ingigantire e cose. Certo è un libro duro e ci vuole coraggio, non tanto per interiorizzarlo, quanto piuttosto per arrivare alla fine!
Voto: 1 / 5
Monica Renna ete.ete@alice.it (22-05-2009)
Materialista e ottusa la figura della protagonista, che tuttavia commuove per le vicissitudini esistenziali. Disarmanti gli entusiasmi del marito e del figlio, per la loro semplicità. Lacerante la sofferenza del piccolo Useppe, che nasce senza padre, perde il fratello maggiore, Nino, suo vero padre (in senso morale, a scanso di proiettivi equivoci), dopo la guerra e l'ultimo suo modello maschile, Davide Segre, lo ferisce ed umilia, prima di soccombere alla morfina. Notevole il lavoro di ricostruzione storica dell'autrice, come le anticipazioni di scienze psicosomatiche su malattia e infelicità, solitudine e morte. Le fanno perdonare qualche eccesso di romanismo. Non la volgarità fine a se stessa. Monica Renna
Voto: 3 / 5
luchino (29-03-2009)
Sono spiacente ma devo uscire dal coro degli entusiastici commenti degli altri lettori. Come "storia" a mio avviso siamo davanti a una storia parecchio povera con pochi spunti che appassionino veramente il lettore. La scrittrice nelle ultime pagine del libro indica con il personaggio Davide quello che veramente vuol dire in realtà con tutto il libro: cioè che tutto si dovrebbe basare nella società sull'anarchia.... Nella Comune anarchica "non ci sono le famiglie, che in realtà sono il primo nodo dell'imbroglio ossia della società istituita, la quale è sempre un'associazione a delinquere" (pag. 573). Cosa devo dire: invito altre persone a leggere questo libro che a giudicare dal titolo risulta parecchio accattivante, ma che però nel complesso io giudico molto deludente. E' chiaro che se esso risulterà per tutti gli altri un bellissimo libro come leggo su altri commenti, evidentemente quello della delusione è un problema mio. Inoltre mi pare parecchio forzata la figura del bimbo Useppe che secondo me fa delle cose e esprime dei pensieri che non sono di un bimbo di quell'età. Se proprio si vuol leggere un libro ambientato a Roma nel periodo della seconda guerra mondiale io propongo di leggere "La ciociara" di Moravia (tra l'altro compagno di Elsa Morante per una parte della vita). In questo libro si sente la paura della guerra, la voglia estrema di pace, la violenza della guerra, gli animi agitatissimi delle persone. E il lettore a mio avviso è ampiamente coinvolto. Al libro La storia non do come voto uno ma due in quanto ritengo comunque lodevole l'idea della scrittrice e il suo impegno nello scrivere un libro di 650 pagine anche se a mio parere parecchio povere di contenuto. Chiedo scusa a tutti per la mia uscita dal coro e invito altre persone a leggere il libro e a inviarne un loro commento.
Voto: 2 / 5
FRANCESCO franzdebba@libero.it (26-10-2008)
LA COMPLESSITA' DI QUESTO LIBRO E' SECONDA SOLO ALLA SUA INEGUAGLIABILE RICCHEZZA.SULLO SFONDO DI UN DRAMMA SECOLARE ,PERENNE, DI IMMANI PROPORZIONI,SUPERIORE ALLA DIALETTICA DI OGNI TEMPO E PIU' POTENTE DI QUALSIASI BARRIERA IDEOLOGICA,SI CONSUMA LA TRAGEDIA DELL'UOMO.INDIVIDUIAMO LA FASE CRONOLOGICA DELLA DESCRIZIONE STORICA DEGLI AVVENIMENTI DA CUI PARTE LA TRAMA DEL ROMANZO,E LA FASE EPISTEMOLOGICA ,CHE VUOLE EVIDENZIARE LA NOESIS,LA ENUNCIAZIONE DI UN METODO ,LA ELABORAZIONE DI UN PENSIERO,LA MATURAZIONE PER STADI PROGRESSIVI DI UNA CONCEZIONE FILOSOFICA,FORSE ESISTENZIALE POST MODERNA ,NEOCREPUSCOLARE,NICHILISTA PROPULSIVA. LA SECONDA GUERRA MONDIALE E'STORIA DELLE ATROCI PERSECUZIONI PERPETRATE CON SADICA FEROCIA DAGLI AGUZZINI NAZISTI AI DANNI DEL POPOLO EBRAICO,VITTIMA DI UN GENOCIDIO ,AGNELLO SACRIFICALE DA IMMOLARE ALL'ALTARE DELLA DELIRANTE IDEOLOGIA PANGERMANISTA.GLI EFFETTI DI QUESTO FATTO SONO CATASTROFICI,SULL'EUROPA INTERA,QUI SI STUDIA ROMA,IL GHETTO EBRAICO,LE ZONE LIMITROFE, LA SCRITTICE SI ACCOSTA CON IMPAREGGIABILE MAESTRIA AMPLIFICANDO ALL'ENNESIMA POTENZA LA PERIFERIA PASOLINIANA E I SUOI TIPI LETTERARI,ALLE STRADE BOMBARDATE,DISTRUTTE,ALLE CASE ABBANDONATE,ALLA POVERTA'.LA DESCRIZIONE E' IMPRESSIONANTE.LA MISERIA E' L'EFFETTO DELLA GUERRA ,LA STRAGE DI INNOCENTI E' L'EFFETTO DELLA IDEOLOGIA DEI CRIMINALI NAZISTI,QUI "FILMATI" MENTRE SI CIMENTANO NEL LORO REPERTORIO DI INNUMEREVOLI TECNICHE DI SOPPRESSIONE,IL DRAMMA E' TUTTO QUI.LA GALLERIA DI PERSONAGGI CHE AFFRONTA LA SCRITTRICE SONO DEVASTATI,INSEGUITI DAL LORO DRAMMA PERSONALE CHE LI FAGOCITA E LI PROIETTA NEL PIU' VASTO AGONE DEL VIVERE QUOTIDIANO, A SUA VOLTA INSCRITTO NELLA STORIA UNIVERSALE DEI DRAMMI COLLETTIVI,IL DOLORE INSEGUE IL DRAMMA,IL DRAMMA SOFOCIA NELLA TRAGEDIA UNIVERSALE.NELL'ESODO MOSE' UCCIDE ED OCCULTA IL CADAVERE DELL'EGIZIANO,PERCUSSORE ,QUI SI UCCIDE PER RIPARARE UN TORTO PATITO DALLE SS,O PERCHE' SI E' AFFETTI DA TURBE SCHIZOIDEE MATURATE IN FASCE,VITTIMA DI PERSECUZIONI INENARRABILI. STORICO CAPOLAVORO.
Voto: 5 / 5
arturo sala (15-09-2008)
Un colosso della letteratura di tutti i tempi, il piu bel libro che abbia mai letto. Scritto in un Italiano di una ricchezza ed un colore straordinario, con personaggi che rimarranno immortali. Indimenticabile.
Voto: 5 / 5
Mariacarol mariacarol.cozzi@hotmail.it (29-07-2008)
Un capolavoro che ognuno di noi dovrebbe leggere, assolutamente. E' la storia dilaniante di un ristretto ed indifeso nucleo familiare: Ida Mancuso, giovane maestra che con dignità vive una vita di stenti, fame e miseria e Useppe, il suo figlio bastardo nato da una semiviolenza da parte di un tedesco. A commuovere profondamente è la narrazione pedissequa di una quotidianità troppo difficile da sostenere eppure vissuta con forza e tenacia soprattutto per amore. E' un romanzo che colpisce nel profondo. Terminata la lettura Useppe e Ida rimarranno nel cuore di ognuno di noi.
Voto: 5 / 5
Leo Perutz (12-03-2008)
La Storia appartiene ai grandi romanzi del nostro grande 900. Scrittura puramente neorealista eppure epica perche' ci riconsegna in ogni momento intatte le immagini delle nostre recenti radici. Romanzo educativo perche' esso narra non una storia qualsiasi bensi la Nostra Storia. La lettura, al pari di certe pagine importanti dell'800, dovrebbe essere resa obbligatoria nell'ultimo anno delle nostre scuole superiori.
Voto: 5 / 5
adriana fattorosi (31-01-2008)
E' un libro che quando lo incominci non lo lasci più. L'ho letto in pochissimi giorni. Bellissimo! Adriana
Voto: 5 / 5
giulia (24-01-2008)
..condivido con chi dice che questo libro fa star male....Di solito nella lettura sono piuttosto "fredda"..non mi è mai capitato di affezionarmi ai personaggi come con Useppe...forse perchè lo si "vede" nascere,muovere i primi passi, dire le prime parole....SPLENDIDO...DA LEGGERE
Voto: 5 / 5
cris khinna@libero.it (05-10-2007)
Chissà cosa direbbe oggi Rossanda di queste sue parole scritte nel 1974, se le sembrerebbero ancora valide applicate trent'anni dopo, al capolinea di qualsiasi velleità di lotta (non dico di rivoluzione per carità!). “La Storia non solo non mi pare un libro felice, ma quello che più tradisce il limite della Morante. (...) il non riuscire a concepire altro che un mondo di umiliati e offesi (...) condannati ad essere ineluttabilmente vittime”. Rossana Rossanda non è una “pisichella” qualunque e può aver avuto anche ragioni estetiche per non apprezzare il romanzo, ma più sembrano ragioni ideologiche (tipiche dell'epoca), per quanto ella avvertisse nello stesso articolo, di non sentire il bisogno di dare una lettura marxista anche “della formazione delle galassie”, pure non perdonò alla scrittrice l'incursione nel territorio del politico rintracciando nel tema morantiano uno schematismo semplicistico. Non so se sia così, quel che mi sento di dire è che la “massa” degli umiliati e offesi è enormemente aumentata e che le Iduzze si sono moltiplicate in ogni angolo del pianeta, così gli Useppe, non sono forse tra coloro che giungono nel nostro Paese sulle carrette del mare? Tra le donne che muoiono di AIDS nello sterminato continente africano? Useppi che dal Darfur all'Iraq muoiono di malattie, di fame, di guerre, per ragioni politico-economiche e religiose che passano sui loro corpi? Quante Ide sono state stuprate dalla soldataglia nell'ex-Jugoslavia, a Mogadiscio, quante lo sono in Nigeria, in ogni teatro di guerra e non solo? Quante le prostitute costrette a farsi stuprare vendendo il proprio corpo per sfamare i figli?
Voto: 5 / 5
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