|
|  |
Pessoa Fernando - Il marinaio | Pessoa compose questo breve dramma in una sola notte dell'ottobre 1913. In una stanza fiocamente illuminata, tre fanciulle vestite di bianco vegliano una loro coetanea. Prive di una identità e di una memoria, sono destinate a vivere una sola notte. Per potersi credere reali, sono costrette a parlare, a raccontarsi a vicenda i loro sogni, a inventarsi una vita possibile. Scrive Tabucchi: "Forse la magia del Marinaio dipende in gran parte dallo strano e straordinario uso dei modi verbali che Pessoa, approfittando di tutte le potenzialità che la lingua portoghese gli offriva, ha impiegato nel suo dramma statico. Sullo smalto quasi klimtiano di questo linguaggio si è posata inevitabilmente una pellicola. La pellicola della traduzione".
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5neuromancer haccra@hotmail.com (13-02-2010) Onirico .... che altro posso dire.
Incredibilmente onirico, crepuscolare. Nella notte, prima che la luce faccia evaporare questo sogno, ascoltiamo queste tre voci .... lasciamoci trasportare del narrare ... facciamo presto o la luce ci coglierà ... dentro alla notte è possibile unè'esistenza che non c'è nella luce... non svegliateci !! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea ragusa andrea.ragusa2@tiscali.it (17-01-2008) Se Pessoa si presenta su Orpheu con questo dramma statico, non è assolutamente un caso. In questo gioco a tre voci va in scena il "mistero del parlare" e dell'esprimersi, fino all'annullamento di se stessi, caratteristico della letteratura del Novecento. Le vegliatrici sono voci e coro unitario, prodromo di quel processo interiore e artistico che - pochi mesi dopo la composizione di questo Marinaio - porterà Pessoa al compimento della sua eteronimia:l'8 marzo 1914 nasceranno Alberto Caeiro e i suoi maggiori discepoli, Alvaro de Campos e Ricardo Reis. Le tre fanciulle sono eteronimi ancora in embrione, che attendono l'alba del "dia triunfal". Quest'opera dall'atmosfera rarefatta tipica già del simbolismo è l'unico dramma compiuto da Pessoa, che volle essere drammaturgo sebbene non vi riuscì nel modo in cui lo erano stati i suoi modelli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
prometeo (07-01-2008) ...parole che incantano e creano magia...delicato ed intenso...balsamo per l'anima Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anny hannibal9@tin.it (05-03-2006) Su questo testo non c'è presa, sfugge e si rintana dove meglio crede nella nostra memoria. Immateriale, interrogativo e incantato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giulio pgiuliacci@libero.it (03-10-2005) Leggendo quest'opera ho pensato subito, sin dalle prime righe, alle grandi notti dell'immaginazione umana, alla voce di Sherazhad, lunare e magnetica, alle voci di Krsna e di Arjuna, alle voci dei grandi autori che dall'insonnia della loro vita hanno tratto le loro opere: Montale, Beckett, Borges, Kafka. L'elenco sarebbe forse infinito.
Quest'opera di Pessoa rinnova quella infinita tradizione. Attorno ad un corpo posato su un catafalco, tre fanciulle discorrono della loro patria lontana; per non perdersi nel buio si raccontano ciò che sono state, sognano il loro passato evanescente, lo colmano della loro insonnia. La loro anima è fatta della stessa sostanza del sogno; simili alle immagini lunari che s’intravedono sulla superficie di un lago, esse agitano le loro voci nel vuoto e s’interrogano sulla loro origine. Un sogno genera un sogno che a sua volta genera il suo creatore: in questa catena fallace esse svaniscono, mentre lo stridore di un carro logora la notte ed annunzia il giorno. Pessoa si conferma uno dei più grandi autori di tutta la letteratura.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Pessoa Fernando |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|