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Goodwin Jason - L' albero dei giannizzeri | 1830, complotto a Istanbul. Una serie di omicidi costringe Yashim ad abbandonare le amate letture, l'adorata cucina: dovrà diventare detective. Nelle sue investigazioni Yashim frequenta ambasciate e diplomatici, si reca da gilde e corporazioni, coltiva l'ambiente dei danzatori eunuchi, gruppo di magnifici travestiti di cui fa parte un'amica informatrice che farà una brutta fine. Le sue indagini sembrano condurre ai Giannizzeri, il potente corpo d'élite ottomano, per secoli considerata la fanteria più efficiente e feroce del mondo. Nel frattempo una serie di incendi minaccia la città, e poiché i Giannizzeri sono anche i pompieri della capitale tutto sembra preparare il loro minaccioso ritorno...
Recensioni 1 - 20 di 33 recensioni presenti. Media Voto: 2.72 / 5babayaga renato.genovese@tin.it (18-06-2010) Solo un'annotazione per chi ha un po' giustificato questo libraccio per l'erudizione: trovare un morto dentro un calderone e non pensare subito ai giannizzeri è come trovare oggi un cadavere avvolto in una svastica e gingillarsi per un po' di pagine a pensare cosa diavolo vorrà significare quello strano marchio! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alan (31-07-2009) Bello il giallo ma bella soprattutto l'ambientazione storica riccamente dettagliata.
Non capisco il metro di giudizio di chi ha cassato il libro...fossero tutti cosi' i libri "brutti"! :-P Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio fabio.tadini@yahoo.it (21-07-2009) Il romanzo pur essendo centrato sull'indagine pseudo-poliziesca di Yashim, dà il suo meglio quale riferimento storico descrivendo il modo di vivere ad Istanbul durante l'impero ottomano. La trama in questo senso diventa anche di difficile seguimento. Libro discreto, non il migliore della "saga". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianfranco (29-04-2008) concordo pienamente con Paul; bella l'ambientazione spazio-temporale, ottima competenza, ma come "giallo" è davvero fiacco, la costruzione non convince. Sinceramente mi aspettavo di più, ha vinto un premio importante! Un voto in più solo per l'amore che porto per Istanbul. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paul Rideout (09-04-2007) Capisco la competenza dell'autore nella storia di Istanbul e delle cose ottomane e ben venga la passione che è alla base di tali conoscenze ma per Giove! Se si vuole scrivere un giallo, per quanto simpaticamente ambientato, si deve saper scrivere un giallo! Qui c'è il personaggio curioso, un'ambientazione azzeccata ma un giallo che non esiste! Lo pseudo-detective evirato non risolve un bel niente e, anzi, è il caso che si disbriga da sè. Fiacco il thriller, suspense inesistente, qualche personaggio appare persino inutile. Editori e dettaglianti ci si sono messi di vero impegno per far trangugiare al pubblico internazionale questo mero personaggio dal maloparto giallo-storiografico e nella speranza di aprire un nuovo caso editoriale. Fregato una volta, non ci casco più. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
trip (30-01-2007) Devo dire che questo libro mi ha fatto venire voglia di documentarmi su un mondo a me fino ad ora quasi sconosciuto, sicuramente la prima parte la trovo esaltante, non riuscivo a smettere di leggere..la seconda si perde un pò, ma merita tutto di finirlo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
_ila797_ (12-01-2007) Sicuramente non e' stato il libro della mia vita , ma non mi sento nemmeno di giudicarlo negativamente ... piacevole , ben scritto , molto descrittivo ... consigliato a chi ama i gialli ed e' alla ricerca di un pizzico d'Oriente . Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sara (01-12-2006) nel complesso direi sufficientemente interessante, peccato però il finale che fa precipitare disastrosamente la tensione e i buoni propositi..
aspetto positivo: mi ha riportato con la memoria al viaggio appena fatto in Turchia Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudia (19-11-2006) Qualcuno prima di me ha dato la definizione più indovinata: "Thriller soporifero"!
Avendolo trovato tale non mi sono assolutamente sentita in colpa nel non averlo finito...anzi, non ho rubato tempo ad altre letture più gradevoli!
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
J.Compagnucci jenny.compagnucci@gmail.com (05-11-2006) A me è piaciuto molto. Sarà che sono reduce da una meravigliosa vacanza in Turchia,sarà che mi sono innamorata perdutamente di Istanbul, ma ho letto il libro tutto d'un fiato e le descrizioni non mi hanno affatto annoiato, anzi...
D'acordo, il finale forse è un pò deboluccio, ma succede anche nei gialli migliori: più intricata è la trama più difficile scovare un finale che si mantenga all'altezza. Leggerò anche il prossimo, sicuramente, intanto però ho seguito un consiglio afferrato al volo da un altro commento e mi sono comperata i libri di Pamuk . Voto: 3 / 5 |  |  |  |
miguel (27-10-2006) L'investigatore molto ben caratterizzato, l'ambientazione originale e ben descritta e il contesto storico, meritano una citazione a parte, notevoli! Per quanto riguarda la trama, si perde strada facendo, in parte offuscata dalle descrizioni, in parte fumosa indipendentemente dal resto. Peccato! Ma chiarisco che non é per nulla un "brutto" libro! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ANGELO (30-09-2006) le prime cento pagine farebbero presupporre una piacevole lettura. a metà del libro si resta disorientati dal tentativo dello scrittore nel creare forzatamente e a tutti i costi, situazioni di suspence. la fine ......è sconcertante; troppo alla ricerca del colpo di scena! mi è piaciuta tantissimo l'ambientazione e la descrizione dei particolari. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maria (26-09-2006) Ambientazione originale, ma ormai troviamo detective in ogni epoca e in ogni luogo.
Trama un po' pasticciata,personaggi inconsistenti. Simpatica la cucina del protagonista. Un libro leggero,che si può leggere.Senza aspettarsi troppo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Fabio maschiettofabio@libero.it (15-09-2006) Mi manca poco per finire il libro ma una idea me la sono già fatta. Secondo me il primo impatto dato dalla trama e dall'ambientazione del romanzo faceva presagire a qualcosa di importante. Forse il distrarre un pò il lettore spostandolo su più fronti, non facendogli seguire una linea lineare nel raccontare la vicenda è stato un pò penalizzante. Comunque abbiamo conosciuto, almeno per quanto mi riguarda, un pò di nozioni di quel momdo e di quel periodo tanto intrigante e interessante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gabriele (09-09-2006) Niente di particolare, forse si perde troppo nelle descrizioni di un mondo che non c'è più, il racconto che si perde Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Chiara da Bupapest chiara171@libero.it (05-09-2006) Il libro mi é stato regalato, ma ammetto che me lo sarei comprato io, data la trama apparentemente molto intrigante. Nella realtá, il giallo é sottotono ed ingarbugliato, il personaggio principale ha lo spessore di un ricciolo di fumo e lo stile é noioso (non lento - noioso). Si salvano i comprimari, a parte l'insulsa macchietta dell'Ambasciatrice, e le affascinanti descrizioni della vita ad Istambul a fine '900. Probabilmente l'autore voleva reggiungere il grande pubblico utilizzando la via del giallo, ma si vede che é uno storico e non un romanziere. Prova fallita. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
filippo (04-09-2006) Sedotto dal tam tam pubblicitario, ci sono cascato in pieno. E ho trovato: un personaggio anodino che non risolve un bel niente, una trama che è a dir poco sconclusionata, una scrittura che si perde in un irritante erudizionismo. Giallo inesistente, thrilling soporifero con trucchetti da cialtrone (capitoli corti, situazioni mozzate per creare un po' di suspense...) e scrittura senza qualità ma zeppa di refusi. Bah: una congiura editoriale. Irritante. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pippomix (03-09-2006) Un giallo storico non troppo avvincente ma nemmeno così mediocre come qualche pseudo-letterato vorrebbe far credere. La ricostruzione storica è accurata e i personaggi hanno tutti un minimo di verosimiglianza che ne migliora il giudizio. Anche in questo giallo, come in opere più importanti fra le quali quelle di Pamuk, si affronta lo scontro tra tradizione e modernità. L'opera, in definitiva, rimane discreta e non si griderà allo scandalo per averla letta nei momenti di relax. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Piba (03-09-2006) Uno di quei libri che a tratti bello ma lento, lento..lento. Personaggi di poco spessore e a parte la cucina di Yashim, scritto male. Usando la metafora della cucina, è come mangiare un buon piatto, ma, senza aromi e dissapito. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
sergio pasquandrea (30-08-2006) Premetto due cose: primo, che non sono un appassionato di gialli, tutt'altro; secondo, che ho comprato questo libro sulla scorta di un recente viaggio a Istambul (lo so, sull'argomento c'è anche di meglio, ma da qualche parte bisogna pur cominciare).
Ragioni per cui non ho trovato noiose le descrizioni (anzi, erano le parti che più mi interessavano), mentre ho trovato piuttosto deboluccia la trama gialla in sé (ma qui non sono buon giudice).
Un'altra cosa che mi ha dato abbastanza fastidio è lo stile: tutto frasette brevi e capitoli brevissimi, una cosa che personalmente detesto. Ho letto in un'intervista che l'autore l'avrebbe fatto di proposito, perché avendo letto Il Codice Da Vinci ha capito che questo tipo di stile era uno dei segreti del successo. Nel mio caso, non ha proprio funzionato.
Quanto ai personaggi, trovo che Yashim sia un eroe tutto sommato simpatico, anche se forse troppo "costruito per" essere simpatico; altri (l'ambasciatore polacco, lo zuppiere, Preen il travestito) sono abbastanza riusciti; altri non vanno al di là della macchietta.
Insomma, ho un po' di "mixed feelings" sul libro: non lo definirei brutto, piuttosto un po' esilino, al di sotto dellle aspettative (e di tutta la grancassa pubblicitaria che lo ha accompagnato). Una lettura abbastanza gradevole, ma che non mi ha lasciato poi molto. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 33
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