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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Wallace David F. - Infinite jest

Infinite jest TitoloInfinite jest
AutoreWallace David F.
Prezzo
Sconto 15%
€ 22,95   Spedizioni gratuite in Italia
(Prezzo di copertina € 27,00 Risparmio € 4,05)
Prezzi in altre valute
Dati2006, 1281 p., brossura
TraduttoreNesi E.; Villoresi A.; Giua G.
EditoreEinaudi  (collana Einaudi. Stile libero big)

Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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Descrizione
In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l'intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Il Canada e gli Stati Uniti sono una sola supernazione chiamata ONAN, il Quebec insegue l'indipendenza attraverso il terrorismo, ci si droga per non morire, di noia e disperazione. E un film perduto e misterioso, "Infinite jest", dello scomparso regista James Incandenza, potrebbe diventare un'arma di distruzione di massa...

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 34 recensioni presenti.  Media Voto: 4.05 / 5

H.I. (03-01-2012)
LEGGETELO. magari non iniziate da questo volumone ma LEGGETE TUTTO ciò che D.F.W. ha scritto!! R.I.P. David
Voto: 5 / 5
stefy (15-11-2011)
DFW in questo suo capolavoro parla di dipendenza: il suo romanzo "Infinite Jest" crea dipendenza. Impossibile lasciarlo a metà. Unico!
Voto: 5 / 5
v. (10-10-2011)
Un monumento al talento. Se il Paradiso esiste, e se gli scrittori che hanno cambiato il mondo vi sono accolti, be'... Céline lo sta leggendo.
Voto: 5 / 5
Il chimico chemical85@libero.it (08-05-2011)
C'è tanta roba. Wallace ha una cultura immensa, innegabilmente un genio. Tuttavia, è difficile non accettare la definizione di "polpettone". Il romanzo è un'esperienza, non c'è una storia. Ci sono pagine capaci di immergerti nel nero esistenziale, altre davvero divertenti come quelle degli agenti segreti Marathe e Steeply. Difficile trovare migliori descrizioni della sofferenza provocata dalle dipendenze o dalla competizione. Wallace aveva previsto la morte del "videofono" e probabilmente il futuro politico che ci attende. La cartuccia che muove tutto il libro è il libro stesso. Difficile consigliarlo, difficile leggerlo, ma chi l'ha apprezzato già lo sa. Rischia davvero però di finire tutto nell'Onanismo, è Wallace l'ha capito troppo bene suo malgrado.
Voto: 5 / 5
BrownJenkin (21-04-2011)
David Foster Wallace diceva, parlando di Infinite Jest: "Lo scopo del libro è quello di indurti a fare un lavoro [attraversando più di 1000 pagine]. Se arrivi a 50 o 100 pagine e il libro non te l'ha fatto fare, allora significa che è diventato un perfetto fermacarte" E' vero. La prime 50 pagine soprattutto richiedono uno sforzo non indifferente perché saltano da una vicenda all'altra senza nessi logici, non presentano uno scenario ma si inseriscono in uno scenario già fatto, che si scopre man mano che il volume prosegue. Ho fatto molta fatica all'inizio, soprattutto per la concentrazione che richiede la lettura di Infinite Jest (non è un libro che si può leggere in spiaggia, in un luogo rumoroso, in metropolitana o sui mezzi pubblici; all'inizio necessita di attenzione totale, come un trattato di fisica teorica). Poi, prima lentamente, poi velocemente le vicende fluiscono con una violenza che non si riesce più a contenere. Forse perché ho giocato a tennis (sebbene a livello dilettantistico), sport che costituisce parte fondamentale del romanzo, Infinite Jest è una "sostanza" che genera dipendenza.
Voto: 5 / 5
wa (04-01-2011)
da comprare! se leggi questo commento: compralo fidati! il migliore scrittore mai esistito!!! un romanzo eccelso! è impossibilie trovare parole che gli diano giustizia! compralo e leggilo!!!
Voto: 5 / 5
Fabio fp@fabiopalma.net (15-11-2010)
Semplicemente, una sonda capillarmente tesa a indagarci. Bisogna leggerlo senza pause, ore e ore consecutivamente, e poi rileggerlo, e studiarlo. Ogni pagina ha decine di spunti e di giochi verbali e intellettuali, ogni paragrafo meriterebbe un crtl-c e una discussione in una scuola, in una piazza, con amici, con la gente. A pensare agli ultimi Nobel della Letteratura, c'è da sghignazzare...
Voto: 5 / 5
Nicolò (02-09-2010)
Mai letto niente di simile. Finite le 1281 pagine mi è venuta voglia di ricominciare immediatamente, (ma ho avuto paura di fare la fine degli spettatori del film di J.O. Incadenza). Non mi è mai capitato di assistere al passaggio dalla comicità, alla tragedia, e viceversa con una tale leggerezza. Come quando un ragazzino di 14 anni racconta come ha trovato il padre che si è appena suicidato facendosi esplodere il cranio in un forno a microonde, e ti racconta che era entrato in quella stanza perchè aveva fame e c'era un buon odorino... E le storie dei ragazzini della accademia di tennis, e le storie di buffissimi e crudelissimi terroristi in sedia a rotelle, e le storie di alcolisti e tossicodipendenti in cerca di uscire dal loro tunnel... e la storia di una società ormai irrimediabilmente compromessa. Un libro pirotecnico e geniale, allegro e disperatamente pessimista, da leggere da svegli e solo se si ha tempo per poterlo gustare appieno, non certo un libro da consigliare a tutti. Grazie David, ovunque tu sia, per questo "intrattenimento" davvero infinito.
Voto: 5 / 5
alberto sealbi@tin.it (10-05-2010)
Ho impiegato molto tempo per leggere questo romanzo; per la sua lunghezza, certo, ma anche perchè ogni giorno, per diverse settimane ho potuto dedicarmi alla lettura per poco tempo. Perchè scrivo questo resoconto, tutto sommato personale e apparentemente poco interessante? Perché quando _in altre occasioni_ mi è capitato di leggere un romanzo così impegnativo e in certi tratti anche noioso, una lettura frammentata mi ha spesso portato ad abbandonarlo, per poi riprenderlo eventualmente in un momento più propizio. Con "Infinite Jest" è successo il contrario: mi sono sentito trascinato in un mondo che _man mano che la lettura progrediva_ era sempre più coinvolgente, stimolando riflessioni e pensieri che spesso accompagnavano la mia giornata. Sto combattendo con la tentazione di iniziarlo daccapo.... In poche parole, temo di avere sviluppato una dipendenza per questo romanzo-galassia che continua ad espandersi nella mente del lettore e mi chiedo con preoccupazione se esista l'antidoto, o almeno il corrispondente degli AA per aiutare chi è incappato in questo vortice ad uscirne. Naturalmente si tratta di uno scherzo. Leggetelo, è una grande esperienza.
Voto: 5 / 5
biroc (20-03-2010)
Allucinante viaggio nella malattia mentale, nella dipendenza e nella follia organizzata della societa' tecnologica nel campo del cinema, dello sport e su quantaltro il genio smisurato di David getta il suo sguardo sofferente e lucido. Impossibile paragonare questo capolavoro a qualsiasi altro: che peccato non avere le capacità e la classe dell'autore per descrivere questo mondo fragile e malato che si trincera dietro un'apparente efficiente funzionalita'della nostra moderna società occidentale.E'incredibile la conoscenza tecnica e medica che DFW ha della malattia mentale (di sicuro ha studiato il DSM4TR e lo ha ben compreso per spiegarlo a un selezionato pubblico non qualificato!)
Voto: 5 / 5
Fraw (11-01-2010)
Infinite jest è il libro. L'ultimo lavoro di Lui in persona è il libro stesso che hai tra le mani: uno scherzo(quasi)infinito sotto forma di 1300 pagine + 140 di note. E proprio come il samizdat protagonista del libro, il libro stesso genera dipendenza. Una (meta)riflessione sulle forme di dipendenza che pervadono la nostra società (medicinali, alcol, droghe leggere,intrattenimento, sport agonistico)costruita ingenerando la dipendenza stessa nel lettore.
Voto: 5 / 5
anna maria (04-01-2010)
Mi sono innamorata di Wallace con Brevi interviste con uomini schifosi. Ho comprato infinite jest e l ho letto in due settimane (premetto che per me è un tempo infinito per concludere un libro) trattandosi di un volume cui bisogna dedicare un'attenzione estrema (le note ne sono un esempio). Posso dire che questo libro mi ha lasciato un'infinità di sensazioni. La cura minuziosa e scientifica nel dettagliare gli effetti delle droghe, la psicologia dei personaggi, la particolrità del flusso di pensiero, l osservazione acuta dei dettagli quando a tutto penseresti fuorchè al particolare. I personaggi, Hal Indacenza, Mario, Lui in persona, bellissima la figura della ragazza depressa ed il suo colloquio con il medico, l agonismo del gioco, la devastazione umana sotto effetto delle dipendenze.Impossibile descriverne la trama, posso solo consigliarne la lettura a chi vuole esplorare le infinite possibilità del potere della mente sul gioco (o scherzo parafrasando W.) che le parole possono imprimere sulle nostre sensazioni.
Voto: 4 / 5
Francesco moderndance78@yahoo.it (30-11-2009)
Opera straordinaria, la cui densità narrativa mi ha spesso lasciato a bocca aperta. A tratti, sembrava quasi che l'autore fosse stato completamente annientato e che il romanzo avesse incominciato ad auto-generarsi, inghiottendo e risputanto la trama, in una frammentazione di storie davvero eccitante. Alla fine dell'ultima pagina, quasi automaticamente ho fatto un salto di 1178 pagine e stavo per ricominciare da capo, come se niente fosse. Uno dei romanzi più grandi che abbia mai letto. DF Wallace, mito.
Voto: 5 / 5
MARA REGONASCHI (10-11-2009)
Libro immenso, dal punto di vista fisico ma soprattutto della grandezza letteraria che rappresenta. Senz'altro Wallace è scrittore geniale, che sorprende per la tecnica innovativa della sua scrittura e disorienta per la creatività delle situazioni e dei personaggi che racconta. Leggere il libro, lo si deve ammettere, è però estremamente difficile: il suo peso fisico ne esclude la lettura in vacanza (se ci si va con le velige!!!), il suo infinito flusso ne vieta la lettura nelle ore notturne. E allora, i tanti che come me lavorano full time, quando possono trovare il gusto di leggerlo???? Mi sono impegnata seriamente, l'ho letto (ad eccezione delle note), mi ha a tratti entusiasmato, attirato, divertito, sorpreso, ma confesso che non lo consiglierei. La mancanza di una trama lineare e la sua strana costruzione crea poca empatia e mina seriamente la tenacia umana. E' sì, la genialità è di difficile avvicinamento...
Voto: 3 / 5
laura (06-11-2009)
La genialitá non é comprensibile e codivisobile da tutti.. mi dispiace. A Lorenzo: alla tua affermazione "nessun autore americano del filone 'postmoderno' è stato capace di scrivere un romanzo-fiume all'altezza di IJ" che trovo alquanto patetica e disfattista rispondo "Thomas Pynchon. Gravity´s Rainbow".
Voto: 5 / 5
werfen (14-09-2009)
non mi sembra il caso di fare una guerra di religione su IJ, se non piace si ha il sacro diritto di abbandonarlo. ma se lo si è abbandonato non si può commentare, né recensire, non è serio. Io sono tra quei lettori rimasti incantati dalle mille storie di IJ dalla prima all'ultima pagina, noge comprese, e che vorrebbero leggerne ancora e ancora. sono tra quelli che ha riso ("Fai ciao ciao al burocrate" è una vetta inarrivabile, solo per citare alcuni capolavori di Lui in persona) ma che nello stesso tempo ha amato Hal, e anche Mario, soffrendo empaticamente per il dramma indicibile che attraversa tutto il libro. Liberissimi di non riuscire a superare le prime 60 o 100 pagine, ma andate a giocare da un'altra parte, e non disturbate chi ha letto il libro co n scempiaggini e banalità. almeno tra i lettori dovrebbe essere rimasta viva un po' di civiltà, in questo triste paese.
Voto: 5 / 5
Paolo Pizzi paolopizzi@hotmail.com (08-09-2009)
Capolavoro della letteratura o stralunato viaggio mentale di un folle? Opera universale o prolisso scherzo letterario? Da un punto di vista “tecnico” il diverso stile di Wallace a seconda del personaggio trattato, l'alternare una narrazione in prima persona con quella in terza, l'entrare nell'ottica dei protagonisti con divagazioni da narratore assoluto rendono Infinite Jest senza dubbio un opera unica ed innovativa. Però, come in un film dove si cambia velocemente inquadratura lo spettatore si sente spaesato, allo stesso modo il lettore con le continue trasformazioni stilistiche del romanzo si sente disorientato da un'opera all'apparenza sfuocata. Questo disorientamento non consente di creare quel processo empatico che generalmente lega il lettore ai protagonisti della vicenda, nasce così un senso di distacco nei confronti del libro. Contenutisticamente, fa piacere trovare in un romanzo moderno tanta introspezione psicologica, tuttavia se questa non è supportata da fatti e azioni almeno in egual misura la narrazione perde di ritmo, diventa ridondante e si "affloscia su se stessa" , contribuendo a cementare il sopraccitato distacco. Dal titolo un profano potrebbe immaginare si tratti di un'opera intrisa di ironia, ma considerato che sono rese molto meglio le parti tristi/violente (in queste l'autore è ineccepibile e raggiunge vette mai riscontrate in altre opere) che quelle ironiche viene da pensare che il "jest" del titolo non sia un elemento della trama ma una ironica rivincita dell'autore che condanna il lettore, come campione ideale della società che lui disprezza, a leggere per mesi le gesta disorientate e le divagazioni fuori luogo dei suoi personaggi. In sostanza è un' opera che si ricorderà più per l'impegno che per il piacere di leggerla, più per l'allucinata cerebralità dell'autore che per la sua ironia. Non sempre però impegno e fatica dettano i canoni di un capolavoro letterario, non sempre compiaciuta complessità è sinonimo di grandiosità, non sempre innovazione è sinonimo di bellezza.
Voto: 2 / 5
Ruggero Fois (05-09-2009)
David Foster Wallace era indubbiamente un genio, non fosse altro che per il modo in cui ci ha fregati e continua a fregarci tutti con questo libro. Infinite Jest è uno "scherzo infinito" nel senso che è un continuo scherzo che Wallace fa a chi lo legge. Un immane flusso di coscienza di 1200 pagine che contiene molte cose notevoli (e alcune semplicemente geniali), ma che è composto al 90% da particolari inutili e a volte addirittura tediosi e fastidiosi da leggere (spiace dirlo ma è così) senza i quali questo libro sarebbe molto più godibile. L'impressione che si ha è che Wallace abbia scritto tutto quello che gli veniva in mente proprio come gli veniva in mente, senza mai rivedere o correggere nulla, sfornando infatti periodi incredibilmente lunghi e confusi (e occasionalmente al limite dell'errore di sintassi). Pesanti, faticosi, lenti, sgradevoli. Spesso si fatica moltissimo a leggere alcune parti (e intendo centinaia di pagine di seguito), e un libro non dovrebbe mai essere così, MAI, a prescindere da quanto sia famoso l'autore. Sembra che Wallace ci abbia voluto prendere in giro, divertendosi a scrivere a flusso di coscienza (quindi con estrema facilità) qualcosa di lunghissimo, contorto e difficilissimo sia da leggere che da capire, fiducioso che, per via della sua fama, un sacco di gente avrebbe scritto interi trattati sui profondi significati che l'autore voleva sottintendere a ogni riga. Quando invece lui ha voluto solo divertirsi scrivendo a ruota libera. Chissà le risate che si sta facendo dalla tomba a sentire tutti quelli che cercano di interpretare in chiave sociologica o politica ogni minima virgola di questo scherzo di 1200 pagine. Se solo avesse tagliato 700 pagine, un 5 non glielo avrebbe tolto nessuno.
Voto: 3 / 5
enrico linardelli pirobutirro68@virgilio.it (24-08-2009)
ho letto infinite jest due volte, con l'ausilio di un buon dizionario, di un enciclopedia medica e di un trattatello sulle droghe. ho amato questo libro da subito. da quando hal incandenza inizia a digrignare i denti e a fare strani rumori davanti alla commissione universitaria. il libro è pieno di invenzioni letterarie straordinarie, continue, inarrestabili. si fa fatica a citarne qualcuna. la degenerazione della battaglia di eschaton, con quel finale da comiche anni venti, è solo un esempio, forse neanche il migliore. una galleria di personaggi indimenticabili (perdonate la banalità). sullo stile poi non vale neanche parlare. del resto ho sempre amato le note e le digressioni. val la pena di sottolineare che DFW si è impiccato quando già la vittoria di obama era data per ragionevolmente sicura. non è riuscito, uno come DFW, a contenere la complessità del mondo e degli uomini e a rinvenirvi una speranza. la commozione che si ha nel ridere, oggi, dei magnifici personaggi della Ennet House è una di quelle cose che fanno bene al cuore
Voto: 5 / 5
ralph (29-06-2009)
resto sorpreso quando vedo commenti che stroncano libri come questo adducendo motivazioni del tipo: "libro pesante", "non sono riuscito a terminarlo", "non lo ho capito", "libro senza ritmo", "trama troppo articolata" eccetera. Se non si riesce a terminare un libro si abbia la decenza di non commentarlo. Se non si riesce a leggere libri che richiedano, come questo, un certo impegno, si eviti di stroncarli e ci si orienti piuttosto su romanzetti da ombrellone tipo quelli di dan brown che vanno benissimo per il relax ed il disimpegno, oppure si ripieghi su qualche filmone di hollywood, spegnere il cervello signori, si parte. Ma abbiate il buon gusto di non commentare negativamente quello che non riuscite a comprendere. Saluti
Voto: 5 / 5
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