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Scarpa Tiziano - Occhi sulla graticola | Venezia, oggi, nell'ambiente studentesco. Maria Grazia Graticola si diverte a disegnare genitali maschili sulle traduzioni italiane dei manga, i fumetti porno giapponesi. Già fidanzata con Tullio Parmesan, che scoprirà di essere omosessuale, ha un rapporto blandamente incestuoso con il nonno. Altri personaggi: Fabrizio Rumegotto, che si mantiene agli studi con strani espedienti; Alfredo, il laureando che un giorno salva Carolina che aveva tentato il suicidio gettandosi nel canale dal vaporetto. Rovistando nel diario della ragazza, chiedendo di lei ad amici e conoscenti, Alfredo finisce per scrivere un trattatello sulla sua storia, che è poi il romanzo che leggiamo.
6 recensioni presenti. Media Voto: 2.83 / 5MariaGiovanna Luini mariagiovanna.luini@gmail.com (19-07-2009) Finalmente l'originalità, finalmente si legge un autore che si stacca dai canoni e vi rientra solo quando lo decide lui! Molto gradevole, a tratti decisamente illuminato, da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
charlie kane (02-09-2007) Il sottotitolo di occhi sulla graticola "breve saggio sulla penultima storia d'amore vissuta dalla donna alla quale desidererei unirmi in duraturo vincolo affettivo" ne indica la duplice natura di romanzo/saggio. Un duplice fallimento. La parte saggistica come notato dagli altri lettori è tronfia e decisamente noiosa. E il romanzo? Mi scuso per la mia franchezza un po' brutale perché, per quanto posso capirci io, il romanzo...non c'è. Dove sono la trama, i personaggi, l'intreccio? I 29 brevi capitoli che compongono le 110 pagine del libro danno l'impressione di essere stati scritti in momenti diversi e poi assemblati a caso... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
paola (12-10-2005) Nel suo genere piccolo capolavoro di ironia, intelligenza e vivacità.Assolutamente da divulgare, siamo ancora in tempo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (01-08-2005) Un racconto? No di certo… Un romanzo? Ma neanche a parlarne… Un trattato? Mah… in alcuni passaggi l’impostazione è quella ma… no, non lo è… Una presa per il culo? Perché no? Anche, ma non solo…
Direi un po’ un mix di tutto quanto sopra con degli ingredienti in più e degli altri in meno…
Il famoso pezzo incentrato sullo sperma maschile non mi è parso così divertente come qualcuno mi aveva raccontato… Ma lì siamo nel campo dei gusti (e chi ha letto mi scusi per il gioco di parole…)
I mini trattati su Venezia paragonata ad un organo sessuale femminile, o sulla psicologia dei lettori di fumetti erotici giapponesi contrapposta a quella dei fruitori di riviste porno, francamente non mi hanno appassionato né convinto per particolare genialità, fatta esclusione per il già citato aspetto del virtuosismo nella scrittura.
Scarpa gioca con il grottesco, con i tabù, con commistioni fra cultura “alta” e subcultura popolare di massa ma…. posso permettermi di dire che non è né una novità né qualcosa di particolarmente interessante?
In sostanza, per non dilungarmi molto, posso azzardare l’ipotesi che la indiscutibile creatività e la scrittura virtuosistica di questo autore in 110 pagine ci stiano troppo strette… Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (11-07-2005) Che dire? Scarpa è una scoperta, il suo stile di scrittura rasenta il genio, la storia è surreale , ma certe parti sul corpo umano sono da premio Nobel. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Barney Rubble (12-05-2005) In questo libro Scarpa dimostra di essere un acrobata della parola, divertendosi a costruire paradossi guardando ogni parte del corpo con stupore infantile. Qualche capitolo meno riuscito (Le Anche), ma molti bellissimi (I capelli), altri esilaranti (Il cazzo, il buco). Da leggere per riflettere sul mistero del corpo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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