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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Saramago José - Le intermittenze della morte

Le intermittenze della morte TitoloLe intermittenze della morte
AutoreSaramago José
Prezzo
Sconto 15%
€ 14,45
(Prezzo di copertina € 17,00 Risparmio € 2,55)
Prezzi in altre valute
Dati2005, 205 p., rilegato
TraduttoreDesti R.
EditoreEinaudi   

Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo

Disponibilita immediata
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44 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
In un non meglio identificato Paese, allo scoccare della mezzanotte di un 31 dicembre, s'instaura l'eternità, perché nessuno muore più. L'avvenimento suscita a tutta prima sentimenti di giubilo e felicità, ma crea anche scompiglio in ogni strato sociale: dal governo alle compagnie di assicurazione, dalle agenzie di pompe funebri alle case di riposo e, soprattutto, nella chiesa, la cui voce di protesta si leva alta e forte: senza morte non c'è più resurrezione, e senza resurrezione non c'è più chiesa... Dopo sette mesi di " tregua unilaterale", con una missiva indirizzata ai mezzi di comunicazione, la morte dichiara di interrompere quel suo "sciopero" e di riprendere il proprio impegno con l'umanità.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 44 recensioni presenti.  Media Voto: 4.04 / 5

Mary (10-03-2011)
Ottimo libro da consigliare anche se la prima parte mi è sembrata un pò slegata dalla seconda, cioè il filo conduttore è sempre lo stesso, ma la prima metà del libro in realtà funge solo da introduzione a quella che secondo me è la vera storia e che è rappresentata nella seconda metà. I dialoghi, anche se scritti in maniera anomala, sono favolosi!Da leggere.
Voto: 4 / 5
MARISA (16-11-2010)
che mito ! dopo averci illustrato vizi e debolezze umane senza nessuna pieta'... ci lancia un messaggio di una commovente dolcezza : l'amore puo' essere piu' forte della morte
Voto: 5 / 5
ANTONIO (29-09-2009)
oltre a tutte le trovate geniali e divertenti, malgrado di parli di morte, merita un 5 per la grande ironia.
Voto: 5 / 5
Lunaspina (25-03-2009)
Confesso che inizialmente c'è stato un minimo di smarrimento nel dover abituare l'occhio ad una punteggiatura quantomeno insolita, inusuale. Ciò non toglie ch'io abbia apprezzato dalla prima all'ultima pagina. La situazione posta in termini talmente verosimili e realistici pur nella loro paradossale assurdità, con tutti i conti e straconti al posto giusto, con una risposta ad ogni domanda, lecita e non, del lettore, che mette in evidenza quanto il narratore prenda seriamente in considerazione la nostra voce silenziosa e attenta, la critica alla società, le tematiche poste in un modo del tutto inedito, con punti di vista cui nessuno aveva mai pensato... tutto davvero spettacolare. Il finale? Non a torto vien definito "banale", ma scontato no. Perchè? Perchè non siamo più abituati ai "lieti fini", ed in un contesto simile dove tutti, sfido a negarlo, ci aspettavamo che il sensibile violoncellista amante dell'amico canino tirasse le cuoia, un finale alternativo è tutto meno che dozzinale.
Voto: 5 / 5
arrigo arrviale@alice.it (01-03-2009)
Sarà perchè è il primo libro di Saramago che leggo (me ne scuso con gli aficionados, ma recupererò), ma per me è stata una graditissima sorpresa. Forse il finale..... ma se lui ha deciso così avrà le sue buone ragioni. In ogni caso ci sono dei passaggi fulminanti, con una quantità di suggestioni che per altri scrittori basterebbero per decine di libri, con riflessioni sulla vita e sulla morte assolutamente azzeccate (e sappiamo bene quanto bisogno ci sia di riflettere su questioni fondamentali). Ma è anche ironico, divertito e divertente, naturalmente molto "latino" nel trattare il tema della morte e per questo sempre intrigante. Un gran bel libro, piuttosto difficile da leggere per la sintassi (ma una volta capito il gioco, si gioca volentieri). Per quello che può valere il mio consiglio, vale la pena leggerlo.
Voto: 5 / 5
Andre andreaminutii@tiscali.it (07-01-2009)
Questo non è Saramago... leggete L'uomo duplicato, La Caverna, Cecità, Il Vangelo secondo Gesù Cristo... quello è Saramago...
Voto: 2 / 5
Sabrina (20-11-2008)
Avevo già letto Cecità, quindi questo mi è sembrato il fratello minore. Comunque sempre straordinario per fantasia e input...
Voto: 3 / 5
L (10-07-2008)
non do 1 solo perchè saramago è sempre lui, ed il suo stile (sicuramente non leggero) è sempre lo stesso. il libro inizia da dio con un'idea tanto efficace quanto splendidamente esposta in ogni suo dettaglio, senza dimenticare lo humor. Poi però sembra che saramago cambi idea, e va bene, la nuova storia (quella delle buste viola) è di nuovo bella, e l'idea della morte che parla con la falce divertente....però poi saramago cambia di nuovo idea, e stavolta manda tutto in vacca, trasformando un libro divertente e originale nella sceneggiatura perfetta per una banale commedia sentimentale americana. se lo poteva risparmiare.
Voto: 2 / 5
ALESSANDRO SPAZIANI (05-09-2007)
Capolavoro assoluto: Kafka, Calvino, Garcia Marquez intessuti in una lingua dalle cadenze nobili e preziose. Basterebbe solo per il meritato Nobel.
Voto: 5 / 5
Antonio Gatti antonio.gatti@gs.com (26-07-2007)
Mi dispiace non attribuire il massimo dei voti a quest'opera "tarda" del maestro portoghese, pero' il racconto, che nella prima parte e' fenomenale e vive di un'intuizione geniale, nella seconda perde mordente e mi ha visto sbadigliare spesso... peccato, sarebbe stato l'ennesimo capolavoro assoluto
Voto: 4 / 5
io (05-06-2007)
Manu, mi hai fatto commuovere (sul serio!). Anche per me è un capolavoro, se volete è un libro particolare, strano, basta accettare la situazione impossibile che Saramago pone, come aveva già fatto in Cecità (che non mi è piacuto molto) e nell'Uomo duplicato (che adoro). Se uno non accetta la situazione impossibile che lui pone all'inizio, ovvero la morte assente, non può capire il senso del libro. Mi è piaciuta molto anche la seconda parte, con la morte che ... ma non voglio svelare nulla a chi non l'ha letto. Grazie Manu per il bel commento, grazie Saramago per il libro!
Voto: 5 / 5
stefano stevenpipini@hotmail.com (13-05-2007)
Inizio interessante con lo sciopero della morte e tutti i "casini", non solo positivi, che ne derivano, poi il racconto inizia a perdere i colpi, risollevandosi nel finale, dove la signora con la falce si innamora della vita.
Voto: 3 / 5
Manu (08-02-2007)
E' stato il mio primo libro di Saramago, e la difficoltà di lettura l'ho presa come una sfida: più lottavo e più ostico mi risultava lo stile, finchè... mi sono lasciata andare e il racconto ha iniziato ad avere senso, logica e chiarissimo significato! Lo trovo un libro da leggere non solo con la mente, ma con lo spirito e con il cuore: e se riesci a darti completamente, lui ti ripaga altrettanto completamente donandoti il piacere puro di un'avventura culturale, nel senso più completo della parola. E se un'opera d'arte nasce dallo scambio di emozioni tra l'artista e chi ne fruisce, Saramago sa entrare in contatto con i propri lettori per dare forma a grande Arte. Il finale solo mi aveva lasciata interdetta, ma l'ho capito dopo un po' di tempo: un inno alla vita non può che essere anche un inno alla morte, che può far innamorare di sè chi è vivo dentro.
Voto: 5 / 5
Mimmo (02-02-2007)
Quella vena ironica che si lasciava soltanto intravedere negli altri libri che ho letto dell'autore portoghese quì è più accentuata.Fatto stà che,a mio parere,questa volta siamo di fronte ad un'opera inferiore e che,nonostante l'atmosfera un pò barocca(non so voi,ma mi ha ricordato molto "Il Maestro e Margherita"),non ha i colori forti e violenti di "Cecità o de"Il vangelo..".Un libro che mi è parso "intermittente"-)con riflessioni altissime sulla vecchiaia,sulla morte,sul nostro ruolo universale,ma che ha anche dei periodi stanchi.Fosse stato scritto da qualcun altro meriterebbe il massimo,quì,in definitiva,siamo un punto e mezzo sotto.
Voto: 4 / 5
MARUELLI PIERO piero60@fastwebnet.it (14-12-2006)
Saramago e' un genio.Come ha scritto un lettore molto spiritoso meriterebbe il massimo voto anche nella dichiarazione dei redditi. Per cui qualunque cosa scriva e su qualsivoglia argomento, per il modo come scrive, secondo me,ne uscira' sempre un piccolo capolavoro : i Nobel non sono acqua. Pero' non e' detto che piaccia a tutti. Ho letto tre sue " opere " ( Cecita',Le intermittenze della morte,Il racconto dell'isola misteriosa ). Per il momento mi fermo, non me ne voglia , sono in arretrato di lettura con parecchi altri " Geni ", il poco tempo che ho a disposizione mi costringe a fare delle scelte. Chiedo scusa. PIERO.
Voto: 5 / 5
Marco (12-12-2006)
Perché secondo alcuni di voi l'Autore sarebbe così impietoso e crudele? Io credo che è proprio la sua comprensione per l'umano dolore a spingerlo ad essere così caustico nei confronti della società, la quale invece spesso brilla per la sua indifferenza... lunga vita al Bardo di Azinhaga!
Voto: 4 / 5
raffaello (01-12-2006)
Sto considerando di non dare il massimo voto, decidero' mentre scrivo la recensione. Per me, che darei il massimo anche alla dichiarazione dei redditi del maestro Saramago, non e' un passo da poco. Mi ha un po' annoiato la parte relativa agli affari di governo, di nuovo ministri, presidenti, direttori generali, ecc... Forse perche' avevo letto da poco Saggio sulla Lucidita'. E il linguaggio mi e' parso un po' piu' barocco del solito. La seconda parte, incentrata sulla morte, recupera molto del terreno perso nella prima e il finale e' bellissimo (stiamo comunque parlando di Saramago, non dimentichiamocelo). Nella prima, fatta salva l'assurdita' della situazione, ho letto una metafora, anche abbastanza esplicita, della vecchiaia, piu' che dell'imoortalita', con tutti i "problemi" che l'allungamento della vita sul nostro pianeta sta portando alla societa'. Che ci sia anche un riflesso, ironico, della sua condizione personale? Ho deciso, gli do 4, e forse me ne pentiro'.
Voto: 4 / 5
ANDREA'70 ANDRICCI@YAHOO.IT (19-10-2006)
FANTASTICO ... COME LEGGERE DUE LIBRI IN UNO.
Voto: 5 / 5
clara lunardelli clara.lunardelli@simail.it (17-10-2006)
Ho visto che hanno scritto in molti, con voti molto diversi. Mi metto fra quelli ai quali il libro non è molto piaciuto e il tre è perché il mestiere Saramago lo possiede. Ma che senso ha usarlo così amaramente e spregiudicatamente? Ho amato "Il vangelo secondo Gesù", caldo di storia e umanità, ma qui, a parte i tratti brillanti e mordaci, godibilissimi, il resto è davvero troppo tirato, è come se il libro ogni tanto cadesse in una buca. La fine è ottima, uno spiraglio di luce per un'umanità fatta a pezzi dal signor Saramago, che prego di allungare una mano pietosa verso i suoi simili.
Voto: 3 / 5
Silvia (08-09-2006)
Fantastico. È uno dei pochi libri che trova sia in me sia in mio marito appassionati lettori, sebbene abbiamo gusti diversissimi in termini di letteratura. Nonostante il mio entusiasmo però gli do "solo" un 4, perché, sebbene il finale sia stato risolto ottimamente, ci si rende conto che é stato messo lì per poter terminare il libro... anche se con le ultime parole il libro da adito ad una nuova ciclica partenza.. come nella vita.. e nella morte.
Voto: 4 / 5
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