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Asako è una studentessa di 17 anni silenziosa e assorta. Un giorno Asako decide di cambiare vita, si fa da parte, esce di scena: abbandona la scuola e si nasconde in casa senza che la madre se ne accorga. Liberata la sua stanza da tutti gli oggetti, gettati i vestiti, i giochi, il computer, Asako si accinge a sparire, quando incontra un bambino di dieci anni che cambierà la sua esistenza. Grazie a quel computer prima abbandonato, poi recuperato, i due si immergono nel mondo impersonale delle chat-line, e avviano una rete di incontri erotici che è al tempo stesso un vero e proprio lavoro e un teatro delle ombre, in cui annullare la propria identità e scoprirsi diversi.
7 recensioni presenti. Media Voto: 2.85 / 5pino (05-09-2008) Anche se è presente una certa originalità nella traccia del racconto e per i giapponesi può darsi che il tema trattato sia abbastanza nuovo; il racconto si trascina abbastanza pur nella sua brevità e non raggiunge certamente le vette di Banana Y. Ho comunque l'impressione che la traduzione non sia impeccabile e faccia perdere parecchio.
Non comprendo il milione di copie vendute.. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Laura (14-04-2007) Storia breve, ma tutto sommato mi è piaciuta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maddalena (19-12-2006) Trovo che questo libro sia molto ben scritto , non l'ho letto in traduzione italiana , ma in lingua originale , ma l'ho trovato davvero un libro interessante trovo che l'autrice sia un autentico talento che riesce in poche pagine a incantarti.
Quello che maggiormente colpisce è la massima semplicità in cui si indaga sulla nuova generazione giapponese mettendo a confronto un adolescente e un bambino che si trovano a vivere la stessa esperienza seppur breve che crea un punto di contatto.
Personalmente lo consiglio anche se in italia c'è ancora poca attenzione per i giovani scrittori giapponesi.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ludwig Johann (10-04-2006) Si potrebbe opinare lungamente sulla ragion d'essere di questa pubblicazione, in un contesto editoriale che pure si mostra alquanto insensibile, non solo al "corpus" storico della letteratura giapponese nel suo insieme, ma persino ad alcuni ovvi luoghi della produzione novecentesca (cfr. anche sotto).
Il racconto è in sé piuttosto ingegnosamente concepito, abile nello scansare le peggiori banalità del rapporto tra mediazione tecnologica ed "autenticità" individuale, non privo di un certo humour amaro e penetrante; resta da comprendere se ciò costituisca merito sufficiente.
Al riguardo è quasi certamente improprio il rinvio ad una ipotetica continuità con l'opera di Yoshimoto Banana.
Diverse sono le motivazioni e manca soprattutto l'ascendenza in quella esasperata centralità della coscienza percettiva, estetica ("nuova sensibilità" o "neosensismo" se si vuole), promossa da Kawabata e riconosciuta (dallo stesso Giorgio Amitrano) come influente, seppur con altra forma e qualità, anche nella scrittura della Yoshimoto.
Prescindendo poi dal giudizio di valore, si deve osservare come la qualità dell'operazione editoriale sia a dir poco imbarazzante: la traduzione incespica in molti di quei riferimenti alla "pop culture" ("Vagabond", Utada Hikaru cui è attribuita un'identità maschile) che costituiscono la più evidente coloritura stilistica del testo.
La "perla" più significativa resta peraltro il richiamo, in quarta di copertina, ad una davvero mirabolante "attenzione di Dazai Osamu" nei confronti dell'autrice.
Questo "nostro" grande artefice dello shi-shosetsu, sin troppo ignorato in Italia, è scomparso quasi sessanta anni fa... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Shary haryia@tiscali.it (02-03-2006) nn e male xe alcuni pezzi mi prendono, ma la storia e troppo corta sfugge via, la trama regge ma appunto la vicenda e troppo corta e nn da il tempo al lettore di ambientarsi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
emanuela manutheartist@libero.it (28-02-2006) Che dire, è un libro che stupisce, leggero, così leggero che si legge in un pomeriggio per staccare un po' dalla realtà. Una scrittura molto semplice e scorrevole, firzzante e con qualche interessante introspezione. Ma non venitemi assolutamente a dire che è la nuova Banana Yoshimoto. La ragazza deve farne di strada...e di libri! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ren (23-02-2006) Una nuova presa in giro da un editore che ultimamente ce ne regala non poche, e nel giro di pochi giorni questa fa il paio con il romanzo di Simona Vinci. E' un libretto, ma libro breve non dovrebbe significare libro insulso, vecchio, superato. Sesso e internet per colpire il lettore è trucco ormai vecchio. Da dimenticare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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